SERVIZI ADRIA (ROVIGO) Graziano Azzalin, consigliere regionale del Partito democratico, ha presentato un’interrogazione sul futuro della sede polesana dell’Istituto zooprofilattico, depotenziato nei laboratori e nel personale 

"Il Veneto non è soltanto Treviso e dintorni. Zaia guarda anche al Delta"

Tra ville e giardini 2018
“La Regione intervenga e si impegni per un suo rilancio” questo l’invito del consigliere regionale del Partito democratico Graziano Azzalin preoccupato per il depotenziamento dell’istituto zooprofilattico di Adria che ha visto un taglio del personale, passato da 10 a 6. Tagliati i laboratori di Ittiopatologia, e le attività di diagnostica sono state progressivamente ridotte

Adria (Ro) -  “Il depotenziamento dell’istituto zooprofilattico di Adria non può passare sotto silenzio e la Regione deve intervenire per scongiurarlo. Sarebbe l’ennesimo colpo per il Delta già abbastanza penalizzato dal disinteresse della giunta Zaia”. È quanto dichiara il consigliere del Partito democratico Graziano Azzalin che ha presentato un’interrogazione sul futuro della sede polesana dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie.  

“I progetti di potenziamento sono rimasti sulla carta: la sezione di Adria infatti ha già visto un taglio del personale, passato da 10 a 6, è stata privata dei laboratori di Ittiopatologia e le attività di diagnostica sono state progressivamente ridotte. Una razionalizzazione pesante a scapito di un territorio che ha proprio nella pesca uno dei suoi punti di forza”.

“Quando chiediamo attenzione per i territori non la intendiamo in termini assistenzialisti. Gli investimenti pubblici sono un volano importante per far crescere il tessuto economico, in un’area ancora caratterizzata da una debolezza infrastrutturale. Il Delta è una zona con grandi ricchezze e grandi fragilità, motivo che ha portato al riconoscimento della specificità nello Statuto regionale. Nonostante ciò siamo di fronte a scelte politiche che indeboliscono i servizi istituzionali sul territorio. A volte con ridimensionamenti, altre con vere e proprie chiusure. Il caso delle Ulss è emblematico. L’unificazione doveva portare a un risparmio di risorse che sarebbero state investite per aumentare il personale e migliorare l’offerta, in realtà ci troviamo di fronte a un depauperamento complessivo, sia per quanto riguarda il nosocomio di Adria che per i servizi sul territorio. E l’Istituto zooprofilattico segue questa scia, una scelta autolesionista; dal 1994 è stato anche riconosciuto come Centro di referenza nazionale per lo studio e la diagnosi delle malattie di pesci, molluschi e crostacei”. 

“Il Delta del Po - avverte Azzalin - non può accettare passivamente una decisione del genere, la Regione e il suo assessore polesano intervengano a livello istituzionale per ripristinare funzioni e professionalità che hanno permesso per decenni all’Istituto di Adria di svolgere un fondamentale ruolo di supporto per aziende e consorzi del settore zootecnico e ittico. Il Veneto non è soltanto Treviso e dintorni”.

 
22 giugno 2018
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