POLITICA REGIONE VENETO ROVIGO Sospesi tutti i coordinatori provinciali degli Azzurri, lo ha deciso Adriano Paroli, commissario regionale, sopra di lui c'è solo Silvio Berlusconi. Direttivo regionale per venerdì 6 luglio

Forza Italia: azzeramento totale dei commissari provinciali

DOMINA fuori tutto
Terremoto in Forza Italia: dalla Regione Donazzan e Giorgetti invocano un chiarimento urgente con il commissario regionale Adriano Paroli, lui sospende tutti i commissari provinciali ed indice un direttivo regionale per il prossimo venerdì. Piergiorgio Cortelazzo favorito per il ruolo di coordinatore regionale di Forza Italia


Rovigo - Da lunedì 2 luglio Forza Italia ha azzerato tutti i commissariamenti provinciali in Veneto. “Iniziativa del territorio” fa sapere l’ufficio stampa del partito di Silvio Berlusconi alla Camera dei deputati, “Nulla a che vedere con le recenti prese di posizione di Elena Donazzan e Massimo Giorgetti” mette le mani avanti il commissario regionale azzurro Adriano Paroli.
La pietra dello scandalo sarebbe la possibilità che, dopo i fasti delle legislature precedenti, con Forza Italia rappresentata a palazzo Ferro Fini sempre con almeno 15 consiglieri, si potrebbe arrivare alla scomparsa del gruppo veneto in Regione. I tre eletti nel 2015 sono stati Massimiliano Barison, oggi Fratelli d’Italia, Elena Donazzan, sempre più vicina al Carroccio, e Massimo Giorgetti che si auto dichiara da anni senza alcuna tessera in tasca di Forza Italia. In realtà nessun atto formale al momento è stato fatto da Donazzan e Giorgetti che “si assumeranno la responsabilità dei loro atteggiamenti” commenta Paroli.
Il rischio per Forza Italia di ritrovarsi comunque senza rappresentanti a Venezia è concreto: il braccio di ferro portato avanti dall’assessore Elena Donazzan e dal consigliere Massimo Giorgetti, che invocano un profondo chiarimento politico con il commissario regionale Adriano Paroli, non farebbe presagire nulla di buono all’orizzonte.

Su questo scenario si innesta la decisione maturata nei giorni scorsi e diventata efficace oggi: tutti i commissari provinciali sono stati sollevati in attesa della riunione del prossimo venerdì in sede di coordinamento regionale con il bresciano Adriano Paroli.
Dopo un anno di commissariamento bisogna capire dove stiamo andando, fare una pausa, riflettere e magari aggiustare un po’ il tiro. Una sorta di tagliando ai commissariamenti - commenta Paroli - Il tema vero in Forza Italia non sono i commissari, ma il lavoro che dovremo fare per far capire ai cittadini il ruolo avuto da Forza Italia nella costituzione di questo governo. Non c’è stato nessun passo indietro rispetto al mandato elettorale ricevuto, piuttosto è stato fatto un gesto di responsabilità nei confronti del Paese per aver acconsentito, grazie al silenzio del presidente Berlusconi, la nascita in extremis di questo governo. Chiaramente paghiamo questo silenzio, ma dovremo essere in grado di coinvolgere altre persone, sindaci, amministratori per portare avanti le idee e la politica di Forza Italia”.

In merito ai futuri commissari provinciali Paroli non si scompone, sarà tema di coordinamento regionale, ma esclude l’apertura di una stagione di congressi a breve.
Relativamente al proprio ruolo di coordinatore regionale Paroli commenta: “il commissario regionale non si dimette, è a disposizione del partito. Cerco di costruire su quanto c’è di buono. Il lavoro del commissario finisce quando ci sono le condizioni per mettere in mano al partito di Forza Italia ai veneti. Sono stato un facilitatore, lo sarò anche a livello nazionale, tra luglio e settembre ci sarà probabilmente il cambio. Sono orgoglioso del lavoro fatto sul territorio con tutti gli amici che ci mettono la faccia. Abbiamo un gruppo di 14 parlamentari veneti di assoluto livello e tra loro verrà individuato il prossimo coordinatore regionale”.
Piergiorgio Cortelazzo sembra essere in pole position per il ruolo di coordinatore regionale del Veneto, anche se lui smentisce o meglio, non capisce di cosa si stia parlando, il sindaco, e parlamentare, veronese Davide Bendinelli potrebbe essere l’alternativa. Adriano Paroli rimane abbottonato e conclude dicendo “Non avrei problemi ad affidare il partito ad uno di loro due. Sarei sicuro che lavorerebbero molto bene”.
2 luglio 2018
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