OSPEDALE ADRIA (ROVIGO) Non lascia spazi a dubbi la disposizione ministeriale che parla di un termine perentorio. Il direttore generale dell'Ulss 5: “Non ci saranno altre sorprese”

Compostella: “Dieci giorni e si chiude”

Tra ville e giardini 2018

Rovigo sarà l'unico punto nascite del Polesine. La Regione aveva presentato una richiesta di deroga per 8 punti. Di questi per 4 è stata riconosciuta: Pieve di Cadore, Asiago, Venezia San Giovanni e Paolo e Portogruaro mentre per gli altri non è stata accolta



ADRIA (ROVIGO) - Ha i giorni contati il punto nascite di Adria. La disposizione ministeriale non lascia molti dubbi e afferma che dovrà perentoriamente chiudere i battenti entro una decina di giorni, due settimane al massimo (LEGGI ARTICOLO). 

E' stato letteralmente un fulmine a ciel sereno per il Polesine e per la Regione Veneto stessa che, in campagna elettorale si era anche spesa, per bocca dell'assessore alla Sanità, Luca Coletto sul fatto che il servizio non avrebbe chiuso i battenti. Invece le cose sono andate diversamente. 

“La Regione, rispetto al decreto ministeriale che dice che non possono rimanere aperti punti nascite con meno di 500 parti, aveva presentato una richiesta di deroga per 8 punti – spiega il direttore generale dell'Ulss 5 polesana, Antonio Compostella - Di questi per 4 è stata riconosciuta: Pieve di Cadore, Asiago, Venezia San Giovanni e Paolo e Portogruaro, mentre per gli altri non è stata accolta. Ciò significa attuazione del decreto. Questo vuol dire che ora, in attesa di avere elementi più chiari dalla Regione, ci sono tempi brevi per chiudere il servizio. Non 6 mesi o 4, ma una decina di giorni, un paio di settimane al massimo. I tempi tecnici necessari per l'organizzazione”. Compostella spiega cosa comporterà la chiusura: “I posti letto di ostetricia e ginecologia che sono 17+1 di appoggio rimangono, così come resta l'attività di ginecologia, tutta l'attività ambulatoriale ostetrica di monitoraggio e il reparto di pediatria. Di fatto, l'unica cosa che deve essere bloccata è la sala parto e di conseguenza il nido”. 

Rovigo quindi resterà l'unico punto in cui si potrà partorire. Ma se ci dovessero essere emergenze in comuni molto lontani da Rovigo? “Con la chiusura del punto nascite noi dovremo vedere alcuni aspetti organizzativi per cercare di rafforzare l'attività di monitoraggio a livello periferico territoriale in maniera che le gravidanze potenzialmente a rischio vengano intercettate per tempo e non indirizzate all'ultimo momento a Rovigo. Bisognerà ragionare anche su alcuni cambiamenti di organizzazione e gestione sul tema della gravidanza”. Non viene escluso quindi un potenziamento dei vari presidi medici. 

Sulla paura che sta attanagliando molti cittadini che temono di poter perdere altri servizi, il dirigente placa gli animi: “La decisione è ministeriale e non regionale ed è specifico sul punto nascite, quindi non ci saranno sorprese su altri ambiti”. 

10 luglio 2018
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