IMPRESE VILLANOVA DEL GHEBBO (ROVIGO) Approvato in Commissione il piano regionale per la realizzazione dell’impianto crematorio. Patrizia Bartelle, M5s, verificherà che l’impatto ambientale non incida sulla salute dei cittadini

Ara crematoria, Venezia dice sì

Gavello convegno
Patrizia Bartelle, consigliere regionale del M5s, si batterà per sospendere l’approvazione del Piano regionale di coordinamento per la realizzazione dei crematori che ne prevede anche uno in località Bornio di Villanova del Ghebbo


VILLANOVA DEL GHEBBO (RO) - E’ confermata l’apertura di un impianto crematorio in località Bornio di Villanova del Ghebbo (LEGGI ARTICOLO). 

A renderlo noto è la consigliere regionale del Movimento 5 stelle Patrizia Bartelle che evidenzia come martedì 10 luglio la quinta commissione del consiglio regionale abbia approvato il PDA 62 (Proposta di deliberazione amministrativa), ossia il piano regionale di coordinamento per la realizzazione dei crematori, in base al quale gli impianti in Veneto, passeranno dagli attuali 7 a 13+1: 3 in provincia di Venezia, 2 in quelle di Padova, Treviso, Vicenza e Verona e 1 in quelle di Rovigo e Belluno.

“Autorizzare la costruzione di altri 13+1 impianti crematori, che per motivi etici non vengono chiamati “inceneritori” ma di fatto lo sono, - afferma Bartelle - significa incrementare l’inquinamento atmosferico con emissioni di diossine e metalli pesanti come furani e mercurio, secondo i dati forniti  dall’Arpav. Nel testo si cita la normativa nazionale, in base alla quale è previsto che i forni crematori vengano realizzati entro i confini cimiteriali, location che molto spesso si trovano all’interno dei paesi o comunque molto vicini alle aree abitate. Questo significa che si vorrebbe partire con la costruzione degli impianti riservandosi solo in seguito, di verificarne il vero impatto ambientale con buona pace della salute dei cittadini e del possibile spreco di denaro per la realizzazione di crematori che potrebbero essere chiusi o soggetti a costosi lavori di adeguamento nel caso di sforamento delle soglie di salvaguardia”.

“Per il prossimo quinquennio – incalza la Bartelle- avrebbe più senso investire su nuovi impianti crematori nelle province dove i numeri lo consentono, realizzando adeguati presidi per le operazioni necessarie per i resti mortali e un impegno migliore per l’aspetto gestionale. Una miglior organizzazione del personale dell’azienda gestore, consentirebbe infatti, una diminuzione dei tempi di attesa per i famigliari che scelgono di cremare un proprio caro defunto”.

“Per tutti questi motivi, nel prossimo consiglio regionale mi batterò - tuona la consigliere - affinchè tutti comprendano l’assoluta necessità di sospendere l’approvazione del Piano in questione, per disciplinare la materia a livello di legge regionale, per poi approvare il Piano alla luce della normativa regionale e non nazionale”.
 
11 luglio 2018
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