ROVIGO Se il medico a processo per il decesso piccolo Giovanni Morello sarà giudicato colpevole, anche l'azienda sanitaria di Rovigo dovrà pagare i danni alla famiglia

Morì a 6 anni per un mal di pancia, Ulss entra nel processo

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Secondo la ricostruzione del direttore generale Antonio Compostella alle 7 la palpazione all’addome appariva dolente, il bimbo veniva quindi inviato a radiologia, "ma non emergeva nessuna perforazione”. Improvvisamente, secondo questa ricostruzione, il bambino era diventato meno vigile. Si era preparata tutta l’équipe per l’intervento. Alle 10 l'arresto cardiaco, con un immediato trattamento e disperati tentativi di rianimazione che non sortirono però l'effetto



ROVIGO - Entra anche l'Ulss 5 come responsabile civile nel processo che dovrà stabilire eventuali responsabilità nella morte del piccolo Giovanni Morello di soli 6 anni avvenuta il 13 gennaio 2016 nell'ospedale di Rovigo (LEGGI ARTICOLO)

Fino ad ora, tra i sette imputati per il reato di omicidio colposo, era rimasta aperta solo la posizione di un medico, presente quando arrivò il bambino, accompagnato dai genitori, che lamentava un forte mal di pancia. Era stato lo stesso direttore generale dell'Ulss 18 Adriano Compostella, poche ore dopo la tragedia, a ripercorrere il decorso clinico del bimbo. “Il bambino - aveva spiegato - con un blocco intestinale causato da un’influenza intestinale, era stato ricoverato l'11 gennaio. L’ecografia era negativa. Non aveva febbre, non c’era nulla di eclatante e il quadro clinico non era allarmante. Nella notte c'era stato del vomito, il paziente era stato trattato con la flebo, alle 4 del mattino non era grave, l’addome era trattabile. Alle 7 la palpazione all’addome appariva dolente, il bimbo veniva quindi inviato a radiologia, ma non emergeva nessuna perforazione”.

Improvvisamente, secondo questa ricostruzione, il bambino era diventato meno vigile. Si era preparata tutta l’équipe per l’intervento. Alle 10 l'arresto cardiaco, con un immediato trattamento e disperati tentativi di rianimazione che non sortiscono però l'effetto.

Nell'udienza svoltasi stamattina, mercoledì 11 luglio, nelle aule del tribunale di Rovigo, il giudice ha stabilito che, qualora dovessero essere accertate responsabilità da parte del medico indagato, anche l'azienda sanitaria dovrà contribuire nel risarcire la famiglia.

11 luglio 2018
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