SANITA’ ADRIA (ROVIGO) Il primo cittadino Omar Barbierato assieme ai colleghi Antonio Laruccia di Trecenta, Davide Gianella di Piove di Sacco, e Giancarlo Giuseppe Acerbi di Valdagno si schierano contro la chiusura dei punti nascita e chiedono un incontro

Quattro sindaci contro la chiusura dei punti nascita 

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Quattro sindaci uniti con un unico obiettivo: salvare i punti nascita. Si tratta di Omar Barbierato sindaco di Adria con i colleghi Antonio Laruccia di Trecenta, Davide Gianella di Piove di Sacco, e Giancarlo Giuseppe Acerbi di Valdagno che hanno chiesto un incontro congiunto per affrontare il tema con Luca Zaia presidente della Regione Veneto ed al Ministero affinché i territori non debbano subire questi tagli 



ADRIA (RO) - Inizia la prima battaglia del neo sindaco di Adria, Omar Barbierato, contro la chiusura imminente del punto nascita dell’ospedale (LEGGI ARTICOLO).

Barbierato assieme ai sindaci Davide Gianella di Piove di Sacco, e Giancarlo Giuseppe Acerbi di Valdagno, altri comuni venne interessati da questi tagli, sono concordi nell'esercitare ogni sforzo possibile a scongiurare la chiusura dei rispettivi punti nascite. Trecenta con il sindaco Antonio Laruccia si unisce a questo coro pur avendo avviato da un anno un percorso di potenziamento a fronte di una chiusura provvisoria. Obiettivo primario: confrontarsi con Regione Veneto e Ministero per una soluzione. 

"Siamo fiduciosi nell'intervento del Governatore della Regione Veneto - spiegano i primi cittadini - che già ha dimostrato in passato grande capacità di tutelare gli interessi dei nostri territori volti al mantenimento di servizi di primaria importanza come i punti nascite oggi a rischio chiusura ‘Ministeriale’. Come nel 2016 rimangono valide anche oggi le motivazioni a favore dei punti nascite, soprattutto considerando il fatto che nel parere del Ministero la chiusura non viene dettata da motivi di sicurezza delle pazienti (altrimenti ci sarebbe stato parere di chiusura per tutti i punti nascita di cui alla richiesta), ma da motivi (opinabili) di mancato disagio orografico, presenza di servizi alternativi e soprattutto calo demografico con difficoltà ad incrementare il numero dei parti”.

Per questo motivo, hanno chiesto al presidente Zaia un incontro congiunto per affrontare il tema e per offrire a lui e alla Regione la loro massima disponibilità. 

E' stato già richiesto anche un incontro urgente al ministro della Salute, Giulia Grillo, e al Comitato percorso nascite nazionale. 

“Il nostro intento è insomma molto chiaro: cercare assieme alla Regione una soluzione affinché i nostri territori, per un bacino complessivo di abitanti Piove di Sacco (circa 100.000) Trecenta (89.000 ) Adria (75.000) Valdagno (90.000) non debbano rinunciare ad un servizio di primaria importanza, ove esistono esigenze specifiche e particolari, ed anche, al contrario di quello che dice il Ministero, ove si riscontrerebbero invece diverse difficoltà a raggiungere in tempi brevi, in condizioni di emergenza, altri poli ospedalieri. Chiudere è una scelta irreversibile, che merita di essere approfondita ed evitata”.

11 luglio 2018
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