SANITA’ ADRIA (ROVIGO) L’assessore regionale Luca Coletto incontra il sottosegretario alla Sanità, Maurizio Fugatti per esaminare la situazione dei punti nascita di Adria, Valdagno e Piove di Sacco

Adria e Trecenta punti nascita "indispensabili nel Polesine dalla geografia complessa"

Tra ville e giardini 2018

Dialogo con il Governo per armonizzare la scelta della chiusura dei punti nascita di Valdagno, Piove di Sacco e Adria con il piano socio sanitario regionale per l’assessore regionale Luca Coletto che avrà il sostegno del colera polesano Cristiano Corazzari per la difesa del punto nascita adriese. Nel frattempo i consiglieri regionali del Partito democratico chiedono di se si intende confermare con un apposito provvedimento il modello della rete dei punti nascita approvato nel dicembre 2016. 



Adria (Ro) - L’assessore alla sanità, Luca Coletto, ha incontrato oggi a Roma il sottosegretario alla Sanità, Maurizio Fugatti, per esaminare la situazione dei punti nascita di Valdagno, Piove di Sacco e Adria che il “Comitato Percorso Nascita Nazionale” ha deciso debbano essere chiusi in quanto non raggiungono il tetto di nascite/anno previsto dalle normative varate dal precedente governo (LEGGI ARTICOLO).

L’assessore alla Sanità ha avviato col Governo un dialogo al fine di armonizzare i punti nascita col Piano socio-sanitario regionale in via di formalizzazione, evitando da un lato di privare i territori di strutture essenziali ma, contemporaneamente, di restare nei paletti fissati dalla legislazione nazionale.

 

A confermare il pieno sostegno a Coletto c’è il collega polesano Cristiano Corazzari che ha ricordato come “con il decreto dell’allora ministro della Salute Beatrice Lorenzin che imponeva di chiudere i punti nascita al di sotto della soglia di 500 parti annui, la Regione Veneto aveva chiesto una deroga per tutti i 7 punti nascita veneti, interessati da questa discriminante, certa di dimostrare il giusto rapporto tra risorse disponibili e prestazioni da erogare, oltre che un servizio al territorio di primaria importanza, tanto più se inserito in una geografia complessa come quella del Polesine, area riconosciuta peculiare e sensibile anche dal nostro piano socio - sanitario”.

Tale provvedimento è stato concesso solamente per alcuni comuni montani penalizzando il Polesine. “Come Regione Veneto, abbiamo intrapreso un dialogo con il Ministero a cui presenteremo tutti i dati e gli studi in nostro possesso con la volontà di rivedere questa posizione non condivisibile e di chiedere il mantenimento del punto nascita di Trecenta e, per le esigenze sopra descritte, di Adria. - afferma Corazzari - Ritengo, in particolare, che il punto nascita di Adria sia un importante e irrinunciabile presidio che risponda efficacemente ai reali bisogni del territorio e un servizio fondamentale a garanzia della salute e della sicurezza di tutti i polesani. Non farò mancare, quindi, il mio sostegno all'assessore Coletto, alla deputata Antonietta Giacometti e a tutti i sindaci del Delta che hanno deciso di fare squadra e mobilitarsi a legittima difesa del Punto nascita adriese e del Servizio sanitario pubblico”. 

Nel frattempo i consiglierei regionali del Partito democratico Graziano Azzalin, Stefano Fracasso, Alessandra Moretti e Claudio Sinigaglia in merito all'ipotizzata chiusura dei punti nascita di Adria, Trecenta, Valdagno e Piove di Sacco, “visto che era stata categoricamente smentita dal presidente Zaia anche nel corso della recente campagna elettorale” hanno presentato una interrogazione per capire se si intende confermare con un apposito provvedimento il modello della rete dei punti nascita approvato nel dicembre 2016. 

12 luglio 2018
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