NOMINE ASM SET ROVIGO Il nuovo componente del cda è Fabio Palladini, ex generale degli alpini in pensione. Attivista del comitato Basta un sì del referendum costituzionale voluto da Matteo Renzi 

Il soccorso rosso a Bergamin non ė più un’ipotesi. È realtà 

Tra ville e giardini 2018

Nominato il generale degli alpini in pensione Fabio Palladini nel cda di Asm set non dicendo che è un attivista del comitato che ha supportato Matteo Renzi, assieme all’ex segretario provinciale Pd Julik Zanellato e alla segretaria del circolo Pd di Rovigo centro Virna Riccardi, entrata proprio la settimana scorsa a far parte del cda di Asm spa 



ROVIGO - In occasione dell’approvazione del bilancio di Asm Set, la società energetica che opera sul libero mercato per la vendita di gas ed energia elettrica, il socio di maggioranza assoluta, ovvero Asm spa presieduta da Alessandro Duò, ha completato il consiglio di amministrazione con la nomina di Fabio Palladini, 64 anni, rodigino, ex generale di divisione dell’esercito per gli alpini, in pensione dal 2014.

Il nome, deriva dalla decisione del sindaco Massimo Bergamin, responsabile dell’indirizzo politico di Asm spa, di apertura al “vecchio” Pd dell’ex segretario provinciale Julik Zanellato con cui lo stesso Duò, sostenitore della lista di Stefano Bellinazzi, scese ad accordi per garantire la vittoria della candidata sindaco Nadia Romeo contro lo stesso Bergamin.

Se la nomina del braccio destro di Romeo, Virna Riccardi, nel cda di Asm spa andava nel senso di garantire l’apertura a quella parte del Pd, oggi, con la nomina di Palladini nel cda della Set si va nella medesima direzione.

Palladini infatti, (LEGGI ARTICOLO) è stato testimonial della campagna referendaria per il Sì alla modifica della Costituzione voluta da Matteo Renzi, fallita, e si è speso pubblicamente, a Rovigo, proprio in appoggio all’impegno di Riccardi e Zanellato.

Il sindaco di Rovigo Bergamin insomma, con l’evidenza di non avere una maggioranza tale da poter affrontare un consiglio comunale in prima convocazione, ma dovendo ricorrere giocoforza ai quorum più bassi della seconda, ha deciso di rendere palese la volontà di finire il mandato quinquennale a tutti i costi, anche tramite il soccorso rosso fornito da quella parte di Pd che è risultata sconfitta all’ultimo congresso, ma che è sempre pronta a sostenere di essere il “vero Pd della città”.

12 luglio 2018
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