CASA DI RIPOSO ADRIA (ROVIGO) I sindacati di Cgil, Cisl e Uil dichiarano lo stato di agitazione del personale dopo l’ulteriore contenimento del costo del lavoro attraverso la riduzione delle ore assistenziali equivalenti alle ferie estive 

Personale ancora sul piede di guerra che minaccia lo sciopero 

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Ridotte le ore assistenziali equivalenti alle ferie estive per le quali non si prevede personale in sostituzione alla casa di riposo di Adria. E’ per questo che i sindacati di Cgil, Cisl e Uil, che ritengono questa scelta inaccettabile, hanno dichiarato ancora una volta lo stato di agitazione del personale e se necessario anche lo sciopero 

ADRIA (RO) - Continua lo scontro tra i sindacati e la direzione del Csa di Adria. “Nuova aria di tempesta. I tanti incontri e quanto si era concordato con il direttore e la Presidente, anche con documenti tecnici inviati dalla direzione, si stanno dimostrando una chiara presa in giro per quanto realmente stiamo vedendo in questi giorni” esordiscono Davide Benazzo della Cgil, Francesco Malin della Cisl e Mariella Rossin della Uil che evidenziano come, per l’ennesima volta, “ci troviamo davanti ad una precisa scelta da parte della direzione che mira ad un’ulteriore contenimento del costo del lavoro attraverso la riduzione delle ore assistenziali equivalenti alle ferie estive per le quali non si prevede personale in sostituzione, con l’inevitabile ricaduta negativa sui carichi di lavoro e sulla qualità offerta agli Ospiti, situazione questa inaccettabile da parte dei Lavoratori”.
 
Per questo hanno chiesto un incontro urgente svoltosi nella giornata di martedì 10 luglio, “dove il Direttore ha confermato il taglio quale scelta organizzativa strutturale, giustificandola a causa della contrazione delle entrate (meno 30 impegnative sul totale degli Ospiti non autosufficienti residenti) che, per quanto da lui sostenuto, sta determinato un bilancio provvisorio per il 2018 con un meno di circa 250.000 euro. - affermano - Inaccettabile che le scelte politiche e gestionali poi ricadano sulla pelle degli ospiti, delle loro famiglie che si trovano a dover pagare rette maggiori a libero mercato e dei lavoratori per i quali il preannunciato taglio di circa 20 unità che avevamo denunciato più di un anno fa si sta avverando”.
 
Per tale motivo i sindacati hanno dichiarato ancora una volta lo stato di agitazione del personale con il blocco delle trattative che, “se entro 5 giorni non vedrà una retromarcia della Direzione con l’avvio delle procedure di assunzione del personale necessario, determinerà tutte le iniziative compreso un nuovo sciopero. - spiegano - Inoltre abbiamo chiesto al nuovo Sindaco di farsi promotore di un incontro urgente che veda attorno ad un tavolo tutti gli attori principali, e perciò oltre alle maestranze, all’amministrazione, alla Presidenza e alla Direzione della Centro Servizi, anche l’Ulss, attore erogatore delle impegnative, per realmente costruire insieme le scelte per il futuro del Csa che mettano al centro la qualità dell’assistenza agli Ospiti e le persone che la rendono tale. Nulla è più umano di assistere una persona…restiamo umani.” 
 
12 luglio 2018
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