COMUNE ADRIA (ROVIGO) Consiglio comunale di insediamento per il sindaco Omar Barbierato, nomina degli assessori da programma e elezione di Francesco Bisco presidente del consiglio comunale

Buona la prima per Omar Barbierato

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Comincia con almeno un fuoriprogramma il mandato amministrativo del sindaco Omar Barbierato: un incagliamento sulla figura del vice presidente del consiglio ed il voto ad un documento per richiedere la deroga all'ordine di chiusura del punto nascite dell'ospedale di Adria che non era stata inserita all'ordine del giorno della seduta. Il consiglio comunale ha votato all'unanimità nella speranza possa essere utile ad un cambio di idea del Governo e della Regione. Non sono mancate le polemiche visto che la consigliera Giorgia Furlanetto ha sottolineato come sia in Regione che a Roma la Lega Nord è al governo


ADRIA (ROVIGO) - Divertente inizio dell’amministrazione guidata dal sindaco Omar Barbierato che nella mattina di sabato 14 luglio ha prestato giuramento ed ha nominato formalmente i propri assessori (LEGGI ARTICOLO)
Con una serie di siparietti curiosi culminati con il voto unanime ad un documento, fuori ordine del giorno, relativo alla richiesta di deroga dall’obbligo di chiusura del punto nascite dell’ospedale di Adria, che verrà però modificato dalla forma sottoposta all’aula dal segretario generale, si è chiuso il primo consiglio comunale della rinnovata maggioranza di Palazzo Tassoni.



Procedendo con ordine la seduta si è aperta sotto la guida del consigliere anziano, ovvero il più votato, Enrico Bonato che ha concesso al pubblico di occupare anche il fondo ed i lati della sala vista la gradita ed abbondante presenza di cittadini ed il primo intervento porta la firma di Oriana Trombin, la madre putativa della lista Impegno per il bene comune, che senza troppi giri di parole ha chiesto alla consigliera Emanuela Beltrame se sia ancora membro del cda della casa di riposo cittadina.
La Beltrame infatti aveva in campagna elettorale comunicato che si sarebbe dimessa, cosa mai avvenuta, tanto che lei stessa ha ritirato le dimissioni dall’organo amministrativo del Csa, ma solo recentemente le avrebbe ripresentate. La risposta è stata positiva per Trombin facendo intendere che questa volta sarebbe quella buona, visto che il nuovo sindaco potrà nominare i due nuovi consiglieri.

La seduta si è accesa con la richiesta di voto per una delibera che introducesse la figura del vice presidente del consiglio, figura inutile da statuto, visto che la direzione dell’assemblea spetterebbe da statuto al consigliere anziano (Bonato come in quella odierna) ma prevista dal regolamento.
Dura la posizione di Sandro Gino Spinello che ha ricordato come già nella scorsa amministrazione, quando Barbierato sedeva in opposizione, si decise di non nominare un vicepresidente salvo non aver prima modificato lo statuto, cosa sicuramente alla portata della maggioranza del nuovo sindaco, tanto che, anche su suggerimento di Lamberto Cavallari, si è deciso di andare oltre e non perdere ulteriore tempo.

Nominate le commissioni elettorali si è dato atto delle dimissioni da consigliere comunale di Giorgio D’Angelo, eletto per la Lega Nord, così è entrato, provandoci anche prima del voto della delibera di surroga del consigliere, uno scalpitante Paolo Baruffaldi che aveva atteso in piedi, tra il pubblico, il suo debutto nell’assise.
Anche la nomina del presidente del consiglio Francesco Bisco, fratello di Sandro, membro del Cda della casa di riposo, non è stato esente da sorrisi con un dichiarato e convinto “accetto!” un po’ prematuro. “Va bene che siamo tutti d’accordo, ma aspetta almeno che ti votiamo” la stoccata di Spinello.

Con il voto unanime del documento pro punto nascite si è concluso il primo consiglio comunale con il rammarico di non aver potuto votare il documento definitivo, verrà infatti modificato dal segretario comunale con le osservazioni recepite dall’aula, ma soprattutto in una forma non condivisa con gli altri comuni del Delta. In pratica ogni amministrazione approva un documento diverso ed il dubbio è che si possa creare confusione quando invece la comunione di intenti è palese.
14 luglio 2018
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