COMUNE PORTO TOLLE (ROVIGO) Il consiglio comunale all’unanimità ha approvato l’ordine del giorno per la salvaguardia del punto nascita di Adria. Sarà esteso a tutti i comuni dell’ex Ulss 19

Porto Tolle chiede la deroga: “Sicurezza per le donne e neonati”

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Da Porto Tolle, il comune più distante dal punto nascite di Rovigo, la richiesta unanime, sia di maggioranza che minoranza, al Ministero perché venga concessa la deroga al mantenimento del punto nascite dell’ospedale di Adria. “Il criterio di disagio orografico non può palesemente essere applicato al Polesine” ma la dispersione dei nuclei residenziali e soprattutto la conformazione del territorio costellato dall’acqua, e da tutte le problematiche che questo comporta, sono i punti su cui poggia la richiesta accorata del consiglio comunale al presidente del consiglio dei ministri, al ministro della salute, al governatore del Veneto Luca Zaia, e alla conferenza dei sindaci del Polesine di concedere una deroga per la chiusura del punto nascita di Adria 



PORTO TOLLE (RO) – Non c’è stata maggioranza ed opposizione su un tema delicato come quello della chiusura dei punti nascita dell’ospedale di Adria, nel consiglio comunale di Porto Tolle che per primo ha approvare l’ordine del giorno, che sarà proposto in tutti i consigli comunali dei comuni che ricadevano nel bacino della “vecchia” Ulss 19, per salvaguardare il servizio. 

Il documento è indirizzato al presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte, al ministro della salute Giulia Grillo, al governatore del Veneto Luca Zaia, e alla conferenza dei sindaci del Polesine. 

Viene preso atto del “disagio che questo provvedimento reca alla popolazione polesana e l’importanza strategica sanitaria dell’ospedale di Adria per il nostro territorio” e si rileva che “la Regione Veneto ha concesso la presenza del punto nascite di Adria in deroga in questi anni; ha scelto autonomamente di finanziare l’assistenza scolastica disabili sensoriali dopo il vuoto lasciato dalle Province e parte delle rette per psichiatrici extra Lea; carattere essenziale del territorio polesano è indubbiamente la preminenza dell’acqua, come indicato nel contratto di Foce Delta del Po. Le problematiche di carattere idrografico non toccano infatti soltanto il governo dell’acqua, ma anche e soprattutto il territorio nelle sue diverse dimensioni: sociale, economica, politica ed ambientale”.

“I tempi di percorrenza verso gli ospedali di Chioggia e Rovigo non tengono conto della popolazione che non abita nei centri abitati, dello stato delle nostre infrastrutture e delle situazioni di traffico che impegnano in particolar modo la strada statale Romea, congestionata quotidianamente e oberata ulteriormente nei periodi estivi e delle distanze dei comuni dagli ospedali”.

Da qui la richiesta finale, approvata all’unanimità: “riconoscere le necessarie garanzie di sicurezza per le donne e i neonati garantiti dal punto nascita dell’ospedale di Adria, superando i limiti stabiliti dal protocollo metodologico per la richiesta di deroga nonché dal DM 70/2015 in quanto il criterio di disagio orografico non può palesemente essere applicato al Polesine per le motivazioni esposte in premessa, concedendo quindi parere positivo alla richiesta di deroga della Regione Veneto e mantenendo la continuità del servizio”.

14 luglio 2018
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