INDAGINI QUESTURA TORINO Ad attaccare il cantiere della Torino-Lione di Chiomonte nella serata di sabato 21 luglio c’erano degli attivisti di Rovigo

Denunciati per le molotov e le bombe carta dei No Tav anche dei rodigini

La notte di scontri con la Polizia
Il gruppo No Tav che ha creato disagi in autostrada
Baccaglini VW locator

La Digos indaga sugli attacchi all’Alta velocità avvenuti nella serata di sabato 21 luglio: pronte le denunce per 25 attivisti tra cui anche qualcuno di Rovigo 




Rovigo - Ci sono anche almeno due rodigini tra i 25 attivisti No Tav che nella serata di sabato 21 luglio hanno gettato molotov e bombe carta contro il cantiere della Torino-Lione di Chiomonte. 

Bloccati da una cancellata disposta a un chilometro di distanza, hanno sparato fuochi d’artificio e bombe carta per circa un’ora. A rivendicare l’azione, su Facebook, lo stesso movimento No Tav. “Fuochi sul cantiere. La protesta No Tav in Clarea non si ferma”, si legge sui social.

Verso mezzanotte inizia l’attacco al cantiere, gli scontri durano un’ora e mezza. In duecento, riferisce la  questura di Torino, divisi in sei-sette gruppi escono dalla boscaglia con il volto coperto e attaccano le reti mentre sull’autostrada un’altra cinquantina di persone incendia copertoni all’imbocco della galleria Giaglione e accumula masserizie per impedire l’apertura del varco autostradale di servizio. Parte un un fitto lancio di  pietre, razzi e petardi contro i poliziotti. Poi manifestanti si disperdono  tra la boscaglia. L’attacco è violento ma gli assalitori non riescono a violare le recinzioni del cantiere.

15 feriti tra le forze dell’ordine, sette “extravalsusini” arrestati.

Le indagini della questura di Torino, hanno permesso di identificare i primi responsabili dei lanci. Gli agenti della Digos, infatti, hanno riconosciuto 25 attivisti, che saranno denunciati: si tratta di militanti del centro sociale Askatasuna e di uomini e donne provenienti da Bologna, Modena, Pisa e Rovigo

Al termine degli scontri – informa la Questura –  le forze dell’ordine completano  l’attività di ispezione e bonifica dei  luoghi circostanti il cantiere Tav. Vengono rinvenuti numerosi oggetti tra cui residui di molotov, fumogeni, grossi petardi, razzi da segnalazione, bulloni, fionde, mazze, un’ascia, maschere antigas, cappucci, occhialini da piscina caschi, sacchetti di pietre, anche  all’interno di zaini, scudi artigianali, abbandonati dagli  attivisti durante la fuga.

Quella della scorsa notte di sabato è stata violenza allo stato puro”, commenta il dirigente della Digos di Torino, Giuseppe Petronzi, intervenuto in una conferenza stampa insieme al capitano dei carabinieri Stefano Mazzanti, comandante della compagnia di Susa, e al capitano della Guardia di finanza Marco Salvagno, comandante dei “baschi verdi”.

"Siamo stati oggetti di una violenza che nel tempo si è  accresciuta – ha osservato Petronzi – e stiamo assistendo a  una radicalizzazione dello scontro. Nel luglio dell’anno scorso questi episodi erano concomitanti con iniziative  di carattere popolare. Oggi l’organizzazione si sta  perfezionando e attrezzando”. Nel corso della battaglia sono state tra l’altro lanciate alcune molotov mentre una è stata sequestrata dalle forze dell’ordine.

23 luglio 2018
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