COMUNE ROVIGO Il consiglio comunale approva la delibera di rimodulazione del progetto che prevede la compravendita del compendio immobiliare dell’ex ospedale Maddalena per 2,6 milioni di euro con i soldi derivanti dall'acconto del Ministero

Non c’è due senza tre: l’amore, questa volta, supera ogni ostacolo

ROVIGO - La riqualificazione dell'ex Maddalena divide ancora una volta il consiglio comunale. Dopo quasi tre ore di discussione, 20 sono i voti a favore, maggioranza più Francesco Gennaro del M5s, 5 voti contrari (Silvia Menon, Marco Bonvento, Mattia Milan, Daniela Goldoni, Ivaldo Vernelli), 5 astenuti (Nello Chendi, Nadia Romeo, Matteo Masin, Andrea Borgato, Giorgia Businaro) in merito alla rimodulazione del progetto da presentare per il bando delle periferie presentato dal Ministero.ii

Con questa delibera infatti è stato chiesto di approvare l’acquisizione del compendio di 2,6 milioni di euro con l'estinzione dell'ipoteca ed i nuovi interventi con i soldi rimanenti.

Il Comune ha deciso di acquistare l’immobile direttamente dai privati utilizzando 2,6 milioni di euro dai 13,5 milioni di euro garantiti dal bando ministeriale. Con i soldi rimanenti verranno sistemati l’area verde ed una parte dell’ex sanatorio e 5km di strade (LEGGI ARTICOLO), senza i tre immobili di Casa Barotto, l’ex forno comunale e l’ex comando dei vigili urbani in piazza Garibaldi.

Federica Moretti, assessore all’urbanistica, dopo aver illustrato l'iter che ha portato alla partecipazione del bando nazionale per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie, approvato con una prima delibera il 26 agosto del 2016, ha illustrato il nuovo progetto modificato dalla giunta martedì 31 luglio per il quale si chiede l'approvazione del consiglio.

Siamo chiamati a votare un affare per chi? - tuona Silvia Menon - Oggi dobbiamo votare per pagare dei debiti di due imprese di costruzioni ad un istituto bancario. Oggi l'affare è dell'istituto bancario. Poi, dei privati che con accordo del 2016 avevano una serie di condizioni, oggi si trovano ad avere soldi reali per estinguere debiti da loro contratti. Quali sono le differenze tra i due accordi? Nel 2016 il comune diceva di non mettere soldi, oggi invece li diamo al privato. Il privato doveva contribuire per 4,5 milioni di euro. Se l’agenzia delle entrate avesse valutato il Maddalena meno della loro compartecipazione, la differenza di soldi doveva tirarla fuori il privato stesso in base all'art.7 del protocollo”.
Poi un attacco verso i consiglieri di maggioranza: “C'è stato chi ha detto che il Maddalena valeva zero ed era giusto lasciarlo lì, ai proprietari (Michele Aretusini in commissione consiliare), oggi diciamo che vale 2,6 milioni; forse bisognerebbe pensare a cosa si dice. Il “mostro” grazie a questa operazione resterà brutto a metà perché dai 18 iniziali del progetto presentato a Roma ci rimangono, forse, solo 10,9 milioni di euro. La cosa più allarmante è il testo della delibera dove il comma 4 dice che noi votiamo di acquistare il bene immobile e non abbiamo una carta allegata dal Ministero che ci dice che arriveranno i soldi. Perché non abbiamo scritto che acquistiamo l'immobile solo se riceveremo i soldi del Ministero? Il parco poi è chiuso dalle stesse ditte dal 2012, solo ora è scoppiato l'amore per la città?”.

Andrea Borgato, parlando come consigliere del Partito democratico (e nello stesso momento entra in aula anche Nadia Romeo), ha domandato se “la relazione è frutto dell'amministrazione o anche dei privati ai quali è stata data la colpa del ritardo? L'immobile valutato 3 milioni 955 mila euro ora invece si paga con 2,6 milioni; ma che cosa è intervenuto da allora? Altro aspetto che mi lascia dubbioso è lo schema di convenzione che prevede la revoca di sospensione del cofinanziamento se manca il contributo del privato, questo nuovo progetto mi pare vada in contrasto con il bando”.

Moretti assicura che “tutti gli interventi strutturali verranno realizzati. Quando viene detto che si interviene su tre di cinque piani non è che gli ultimi due vengano ignorati, ma sono soggetti a interventi di finitura per solo 2800 mq. Poi rispondendo alla consigliere Menon sui due commi, questi sono correlati”.

Ruggero Tezzon, Rup dell’intero progetto, poi interviene spiegando che i privati a suo tempo “hanno presentato dei piani economico finanziari insostenibili, incompleti, che oltre a non indicare l'eliminazione dell'ipoteca, non indicavano un pareggio e pertanto hanno costretto l'amministrazione a trovare altre strade per rivalutare e intervenire sul compendio Maddalena”.

Il consigliere Antonio Rossini ha evidenziato come l'accordo preliminare sottolinei il fatto che nessuno si può tirare più indietro, sia amministrazione che privati. “Condivido la sistemazione della zona che rientra nelle condizioni del bando ed è soggetta ad un disordine sociale. Credo che arrivare a questa progettazione sia un risultato di cui dovremmo essere soddisfatti, è un bene per la comunità”.

Moretti assicura che l'acquisto avverrà solo se il nuovo progetto rientrerà nel bando e verrà approvato, mentre Tezzon aggiunge che dallo Stato prima arriveranno i 2,6 milioni di euro di acconto e poi il resto dei soldi.

La consigliera Giorgia Businaro (Pd) non nasconde che “non possiamo essere che felici di vedere che si sia sbloccata la situazione. Il finanziamento non mi risulta copra l'acquisto dell'immobile. Noi abbiamo un progetto complessivo di 18 milioni di euro, ma se si perde un parte del cofinanziamento i soldi dello Stato rimangono invariati? Poi andrebbe modificato il punto 4 dove si acquista l'immobile solo se il progetto va a buon fine”.

Tezzon: “L'acquisizione dell'immobile non è specificata nel bando, ma si può fare perché ce lo hanno spiegato, poi anche il finanziamento del progetto rimane lo stesso. Ci sono delle garanzie”.

Il consigliere Francesco Gennaro, M5s quindi opposizione, invece ha invitato la maggioranza a tenere conto dei suggerimenti e delle critiche positive della minoranza perché quando la minoranza aveva dei grossi dubbi sull'altro accordo preliminare “sembrava che noi fossimo sempre quelli che dicevano di no e questo non è vero. Quando noi abbiamo rilevato che c'era un problema di ipoteca il Signor Sindaco ha scritto che avevamo detto che era una cosa falsa, e invece non è vero. L'ipoteca poi era di 7 milioni e mezzo”.

La capogruppo del Pd Nadia Romeo ha evidenziato come “sia indubbiamente un intervento importante ed è stato approvato dal Governo a guida Pd. Come partito avevamo avuto dei dubbi sul progetto per la fragilità. Io sono contenta che sia arrivata una soluzione, ma è stata tanto pasticciata che si rischiava di perdere i soldi. Cosa è cambiato da parte del privato per questo cambio di rotta rispetto alla sua presa di posizione forte?”.

Altro dubbio è stato sollevato dal consigliere Alberto Borella: “mi domando quale criterio sia stato utilizzato per non completare l'opera Maddalena e lasciare il reticolo stradale che sarebbe stato comunque portato avanti successivamente. I due piani grezzi rimarrebbero un'incompiuta”.

Tezzon ha spiegato come “la scelta di sacrificare questi due piani è stata fatta perché la legge sugli appalti concede una opportunità agli enti pubblici che dice che nel momento in cui ci siano ribassi d'asta si andrà ad indicare quelli che saranno gli interventi di completamento”.

Ivaldo Vernelli, M5s, che evidenzia come non ci sia una motivazione d'urgenza del consiglio tanto da invalidare la seduta, dichiara “ho sempre sostenuto che la delibera precedente era una puttanata, e oggi lo cooonferma Ruggero Tezzon. Questo è un regalo alla banca. Sull'ipoteca avevo ragione io, oggi Tezzon spiega che il privato sull'ipoteca aveva sbagliato tutto. La mancata ristrutturazione degli ultimi due piani provocherà la mancanza della certificazione antince, quindi rimarrà inagibile per anni. Non è poi possibile che la partecipazione dei privati avvenga con la riduzione del costo dell'immobile”.

Da parte della maggioranza con Riccardo Ruggero, Renato Borgato e Giacomo Sguotti invece sono arrivati i complimenti per il lavoro svolto da Tezzon, ed un grandissimo risultato per la città.

La parola finale è spettata al sindaco Massimo Bergamin: “Grazie a chi resiste nonostante i problemi. Lo abbiamo sognato, voluto e desiderato, siamo qui a scrivere una pagina delle storia di Rovigo, siamo qui ad approvare uno dei progetti più importanti dell'amministrazione per dare un sogno alla città. Noi abbiamo scelto di riqualificare non un punto nero, ma una voragine della città. 13,5 milioni e mezzo è quello che i cittadini ogni anno versano allo Stato. Non bisogna mai mollare la presa. La mia squadra ha fatto goal, abbiamo vinto per la cittadinanza”.

Con il voto del terzo progetto, il Maddalena rientra quindi nella proposta progettuale da sottoporre al nucleo di valutazione ministeriale, dopo che era stato stralciato in fretta e furia per presentare un Piano B che lo vedeva completamente escluso. La dimostrazione di saper resistere, cambiando rotta più volte, e l’amore per la città questa volta hanno fatto goal.
1 agosto 2018
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