CSA ADRIA (Rovigo) In mattinata i rappresentanti delle parti sociali e il datore di lavoro si sono incontrati con il vicario Carmine Fruncillo per la conciliazione al fine di proclamare un nuovo sciopero

Mediazione fallita: ondata di scioperi all’orizzonte

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Sul tavolo la delicata questione dei rapporti con il direttore della struttura Mauro Badiale e del personale che si ritrova ore di lavoro decurtate e turni sempre più pesanti oltre a mancati “rafforzamenti” mettendo così a rischio il servizio che si svolge all’interno del Csa di Adria


ROVIGO - Nulla da fare in Prefettura, il clima, già caldo, si fa sempre più rovente nel Csa di Adria. Stamattina, lunedì 6 agosto, infatti si è tenuto l’incontro nella Prefettura di Rovigo tra le parti sociali, il rappresentante dell’ufficio territoriale di governo, il vicario Carmine Fruncillo e, per l’azienda, il datore di lavoro, Mauro Badiale.

Per quanto riguarda i lavoratori, la richiesta è quella di proclamare un nuovo sciopero, dopo i tre dello scorso anno, per affermare il disagio che stanno vivendo a causa dei tagli delle ore. “C’è stato un taglio di oltre 11mila ore - ha detto il segretario provinciale della Cgil funzione pubblica, Davide Benazzo -  Avevamo fatto un accordo sia ad agosto dell’anno scorso che a gennaio di quest’anno ma sono sempre rimasti inevasi. Non c’è un colloquio proficuo e si esce con un nulla di fatto o con accordi che non vengono rispettati. La ciliegina sulla torta è di aver decurtato ancora ore assistenziali con quelli che possono essere riflessi negativi sia sui carichi di lavoro visto che è pesante e anche sulla stessa assistenza agli ospiti. Stiamo facendo scadere la qualità dell’assistenza che è data dalle persone che ci lavorano”.

I sindacati non comprendono in particolare i problemi legati al bilancio visto che come affermano loro stessi, fino al 2016 la situazione sembrava essere ottimale e in regola. “Ci troviamo di fronte - insiste Benazzo - ad un padre-padrone che sta facendo quello che vuole sulla pelle dei lavoratori. Questo è inaccettabile. Per questo abbiamo fatto richiesta di conciliazione amministrativa al fine di procedere con un altro sciopero, il quarto dall’anno scorso”. “Era dal 1951 che Adria non faceva uno sciopero - ha detto Francesco Malin della Cisl funzione pubblica di Padova e Rovigo - quindi i 3 del 2017 sono stati un evento eccezionale. Non assumendo nessuno per sostituire i lavoratori che vanno in ferie mano a mano che scadono i contratti a tempo determinato non vengono rinnovati e ci sono dunque sempre meno lavoratori a svolgere il servizio. Nonostante si sostenga che gli standard regionali vengono rispettati. Adesso gli ospiti sono quasi tutti non autosufficienti e anche l’età stessa degli operatori inizia ad essere elevata. I lavoratori non ce la fanno più”.

La mediazione tra le parti non è riuscita nell'incontro in Prefettura, dal verbale di esito negativo si legge: "La direzione del Csa Adria afferma che, ad oggi, non vi sono le disponibilità economiche per assumere ulteriori risorse e rinvia alle determinazioni del Cda sul punto".
Anche quest’anno quindi si preannuncia una nuova ondata di scioperi all’interno della casa di riposo di Adria.
6 agosto 2018
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