BLOCCO BANDO PERIFERIE L'intervento dell'ex assessore e vicesindaco Ezio Conchi sulla questione della riqualificazione dell'ex ospedale Maddalena di proprietà dei privati Cefil e Reale costruzioni

Una situazione kafkiana

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Ha atteso qualche giorno per capire la situazione, a suo dire grave, e intende mantenere alta l’attenzione sul contributo da oltre 13 milioni di euro che il Governo Renzi aveva stanziato per l’area degradata individuata dal comune di Rovigo e meglio nota come “Maddalena” oggi  congelato dal Senato. Ezio Conchi ripercorre la cronistoria che ha portato al clamoroso autogol della politica del Carroccio a Rovigo


ROVIGO - “Questa amministrazione comunale ha fatto di tutto  per perdere il contributo riservato al Maddalena - esordisce il forzista Ezio Conchi, ex vicesindaco del comune di Rovigo - privando, dapprima, il privato della possibilità di avere in cambio anche l’ex biglietteria di Piazzale di Vittorio, contrariamente a quanto siglato nel giugno del 2016.  Non solo, l’originario accordo prevedeva che l’operazione con i privati Cefil e Reale doveva essere senza oneri a carico del bilancio comunale. In pratica si dovevano dare immobili “degradati” in cambio del “degradato” Maddalena”.

“Per ragioni non rese note - continua Conchi - l’Amministrazione ha fatto un bel giro di valzer e ha deciso di comprare il Maddalena senza alcuna “permuta”, termine improprio ma usato per dare l’idea, offrendo ai privati venditori 2,6milioni di euro, prontamente accettati.
Il Consiglio Comunale vuoi perché si era scordato che l’operazione era stata in precedenza deliberata “senza oneri” a carico dell’Amministrazione, vuoi per cieca ubbidienza (più probabile), vuoi in ossequio al principio “pecunia non olet” (basta che arrivi il contributo romano) ha deciso di approvare le modifiche”.

Quando sembrava che tutto andasse per il meglio è arrivata la doccia gelata proprio da Roma “dove non alberga più Renzi - sottolinea l’ex vicesindaco - ma staziona  il duo Salvini e Di Maio. Ci possiamo anche immaginare il dialogo tra i due Consoli: “Ma cos’è sto contributo per le aree degradate? Via tutto, adesso ci pensiamo noi”. Detto fatto, passa un emendamento e i contributi vengono sospesi. Forse verranno ripristinati, come si spera, forse no, ma per ora Rovigo resta com’è. Poi, si sa,  col tempo tutto può succedere, il privato potrebbe cambiare idea, il contributo potrebbe essere ridotto e pure l’Amministrazione potrebbe fare un altro giro di valzer ed intanto la  riqualificazione  aspetta”.

L’aspetto più kafkiano è che il Console romano,  benché di origine lombarde,  neanche si è accorto che con la sia decisione ha danneggiato le sue verdi  truppe  che,  temprate e stoiche continuano, però, ad osannarlo. In tutto questo l’amara considerazione che,  in loco,  pure la squadra azzurra, oramai di un celestino molto sbiadito, retta da un plenipotenziario extra muros,  preferisce farsi avvolgere dall’eutanasia”.
11 agosto 2018
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