ROVIGO Fabbricati deserti, un futuro di una città che si svuota anno dopo anno, eppure bisogna fare qualcosa. L’intervento dell’architetto Luigi Domenico Barbato

E i vuoti a perdere aumentano

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Ogni vuoto pubblico corrisponde a due, minimo, vuoti privati, lo sostiene l’architetto Luigi Domenico Barbato che appoggia l’intervento di Roberto Magaraggia di Civica Rovigo. Il centro del capoluogo sta diventando un deserto, eppure i fabbricati ci sono



ROVIGO - Non ci vuole certo un cultore della materia per notare sempre più di frequente che aumentano i fabbricati vuoti nella città e preciso i fabbricati e non i vuoti come spazio da usare tanto cari all'architettura.

Magaraggia fa bene a far notare come se ci fosse una normale cabina di  regia magari alcune realtà sarebbero riutilizzate o per lo meno avrebbero maggiore attenzione con progetti futuribili ma almeno  con obiettivi ma questo non avviene solo quando parliamo di proprietà pubblica ma anche di un patrimonio privato che si sta riempiendo di nulla. 

La differenza è che il cosiddetto potere pubblico potrebbe mettere insieme sinergicamente varie opportunità al fine di provare a proporre qualcosa per il futuro non solo nostro mentre il privato è legato mani,  piedi e saccoccia dei denari allo sviluppo del territorio e, crescendo sempre più, della nostra nazione Italica. Quindi cosa ci si trova ad affrontare quando si passeggia per le strade cittadine, e ripeto non solo Rovigo, ci si imbatte in negozi con affittasi e vendesi poi un fabbricato pubblico e si passa a fabbricati occupati da extracomunitari, la grande risorsa, successivamente altri fabbricati privati vuoti e a volte decadenti ultimi ma non ultimi in graduatoria sono quelli iniziati e lasciati sospesi per mancanza di committenti acquirenti o per problemi economico sanitari. 

Vengo al punto cruciale che è la Commenda Ovest e il Grande, anzi maestoso, fabbricato del Maddalena  (LEGGI ARTICOLO) che con maestria era stato rimesso tutto in circolo Ministeriale ma ora è nuovamente in stallo e rischia di rimanere lì, ad imperitura memoria di una disfatta. Che dire dell'Hotel Granatiere, di proprietà privata, che è in letargo da un bel po e non si sveglierà in primavera come una parte della natura? Quindi possiamo dire che ogni vuoto pubblico corrisponde a due, minimo, vuoti privati che non permettono, come molti ragazzini come me de na volta, con tre vuoti di vetro potevi ambire a prenderti una bibita al chioschetto e senza riferimento al chiosco di Piazza Merlin o Roma per i nostalgici. Ebbene sì in generale si affrontano cinque situazioni e a mala pena se ne porta al 10 % di soluzione una ma ripeto è un mal comune che però non è un mezzo gaudio anzi è la tendenza a ritrovarci come tanti borghi in Italia abbandonati dove fortunatamente per pochissimi si prospetta una nuova vita con operazioni incomprensibili che valgono solo per casi di conclamato interesse. A questo punto del percorso politico non sarebbe importante costruire una idea di città con la collaborazione degli Ordini Professionali che probabilmente ne hanno studiate un poco di più e poi valutare con la parte economica se idee e euro possano combaciare per ottenere quei risultati che potrebbero stimolare molti a rimanere invece di volare in altri lidi alla ricerca di un nuovo profilo di vita.

Come scrive Roberto Magaraggia (LEGGI ARTICOLO), ndr) , anche con citazioni che ridanno entusiasmo a molti cuori,  riferendosi al dubbio delle capacità manageriali della politica in generale che sempre più si fa abbagliare dai lustrini che da sacrifici mirati al futuro di Rovigo. E qui mi corre l'obbligo di citare un'opera che in altre situazioni sarebbe osannata e pubblicizzata come la Casa del mutilato, opera di importanza storica per tantissimi e artistica grazie al maestro Milani, unico peccato è che non sia stata fatta dal Palladio. Quindi credo che sia meglio progetti a lungo termine che proclami elettorali a breve anche perché poi i nodi, come ci hanno insegnato i nostri nonni e genitori, vengono sempre al pettine e quando un popolo non ne può più si sa come possa reagire vista la situazione di questo Medioevo Moderno.

Luigi Domenico Barbato

17 agosto 2018
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