INCIDENTE GRIGNANO (ROVIGO) Si chiama Marco Crisanti è un militare della Marina il residente che ha soccorso il conducente dell'auto nello scolo Valdentro dopo l’impatto su ponte Asino. Lavora in Capitaneria di Porto a Chioggia

L’angelo di Grignano Polesine è un militare della Guardia Costiera

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ROVIGO - Ha un nome, un cognome ed una faccia, l’eroe di Grignano Polesine che alle grida dei testimoni del terribile schianto che ha visto finire nello scolo Valdentro un’auto ruote all’aria, non ha esitato a prestare aiuto, mettendo a repentaglio la propria incolumità (LEGGI ARTICOLO).
Si chiama Marco Crisanti, è di Grignano, è uno specialista della Marina Militare, veste la divisa di Guardia costiera nel corpo della Capitaneria di Porto, a Chioggia (VE).
Originario di Sutri, Viterbo, terminato il proprio intervento di soccorso, visti arrivare i Vigili del fuoco, sinceratosi che l’automobilista fosse stato messo in sicurezza, con la stessa rapidità dell’azione se n’è andato, lasciando il ricordo del gesto, ma non la firma dell’autore.

Grignano non è una frazione grande, si conoscono un po’ tutti, ma non è stato comunque facile individuare in Marco Crisanti la persona che per 15 interminabili minuti ha assistito l’autista della vettura fino all’arrivo dei soccorsi.

Il suo racconto è asciutto: “Ho sentito il botto, le urla di due donne che hanno visto l’incidente, non ci ho pensato un secondo, quando ho visto l’auto con le ruote all’aria sono sceso in canale. Il conducente era cosciente, abbiamo sganciato la cintura di sicurezza, e ci siamo messi in una zona non invasa dall’acqua dell’abitacolo. Siamo stati fortunati perché, anche se le portiere erano bloccate dal fango del canale e non si aprivano, anche se l’auto aveva del carico sparso sul sedile posteriore, ho abbattuto lo schienale posteriore, sono riuscito a spostare il sedile elettrico del conducente e, prima la testa, poi il resto del corpo, è stato estratto dall’auto”.

A Crisanti non sembra di aver compiuto una impresa, il pudore del gesto che gli è venuto spontaneo non gli consente di accettare il termine eroe, probabilmente ha ragione, nel “suo mondo” fatto, a volte, di tragedie in mare, ma nella tranquilla periferia di un anonimo capoluogo di provincia, quello che ha fatto è un gesto straordinario che, ce ne scusi Marco, come giornale, sentivamo il dovere di raccontare.
15 settembre 2018
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