BIBLIOTECA GAVELLO (ROVIGO) Venerdì 21 settembre si terrà un incontro culturale per illustrare cosa è emerso durante lo scavo per la messa in opera del metanodotto negli anni 2006-07 nelle campagne di Saline-Dossi e Larda. Raffaele Peretto tra i relatori 

Ritrovato lo scheletro di uno schiavo crocifisso duemila anni fa 

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Le storie sepolte nella campagna di Gavello riemergeranno venerdì 21 settembre durante l’incontro organizzato dalla biblioteca comunale e il Cpssae di Rovigo dove verrà presentato per la prima volta quanto è stato portato alla luce durante lo scavo per la messa in opera del metanodotto negli anni 2006-07 nelle campagne di Saline-Dossi e Larda: il rinvenimento di uno scheletro di duemila anni fa 



GAVELLO (RO) - In Polesine, precisamente a Gavello, sono stati trovati i resti di uno schiavo crocifisso. Proprio venerdì 21 settembre la biblioteca comunale e il Cpssae di Rovigo, in collaborazione con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza e il dipartimento di studi umanistici dell’Università di Ferrara, hanno organizzato un incontro culturale rivolto ad esaminare i significativi riscontri emersi da indagini archeologiche condotte, che si terrà a partire dalle ore 21 presso la sala Beda. 

Nell’incontro di Gavello, qualificati studiosi, presenteranno per la prima volta quanto è stato portato alla luce, attraverso interventi di archeologia preventiva, durante lo scavo per la messa in opera del metanodotto negli anni 2006-07 nelle campagne di Saline-Dossi e Larda. Le testimonianze individuate si riferiscono a tracce insediative dell’età del Bronzo e di epoca romana. Per quest’ultimo periodo storico particolare interesse riveste una sepoltura ad inumazione, priva di corredo funebre, collocata nei pressi di una villa rustica di età imperiale. Un attento esame dello scheletro ha permesso di collegarlo ad un individuo maschile, con molta probabilità condannato alla cruenta pena della crocifissione.

Di particolare interesse saranno gli interventi della professoressa Ursula Thun Hohenstein e della dottoressa Nicoletta Onisto, entrambe membri del gruppo di lavoro dell'Università di Ferrara che ha portato alla scoperta che con molta probabilità lo scheletro rinvenuto durante gli scavi sia relativo ad uno schiavo condannato alla crocifissione. L'intervento della professoressa Serena Querzoli, docente di diritto romano, avrà lo scopo di chiarire il contesto giuridico del tempo per conoscere i risvolti di un tale tipo di condanna. Tra gli altri relatori Raffaele Peretto, presidente del Cpssae, e Maria Cristina Vallicelli, funzionario archeologo per la Provincia di Rovigo. 

“La biblioteca comunale di Gavello, che rappresento in qualità di presidente del comitato di gestione, - commenta Paolo Rimbano - è particolarmente fiera di ospitare in paese un evento che prevede l'intervento di importanti studiosi e relatori, grazie ai quali potremo approfondire il passato del nostro territorio attraverso le testimonianze archeologiche rinvenute”. 

La serata di studio è realizzata grazie al contributo della Fondazione Cariparo e si inserisce nell’ambito di periodiche iniziative curate dal Cpssae che, sotto la denominazione Padusa incontri, intendono divulgare al vasto pubblico gli aggiornamenti sulle conoscenze della storia del territorio polesano.

17 settembre 2018
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