RUGBY TOP12 Ha vinto il più forte, almeno in questo momento. Analisi lucide dopo il match tra Petrarca Padova e FemiCz Rovigo dopo un match che ha visto prevalere i campioni d’Italia

Casellato fa mea culpa, ma a Marcato i rossoblù sono piaciuti 

La delusione di Umberto Casellato e la gioia di Andrea Marcato (a destra). Il derby è del Petrarca
Rizzo e la gioia del Petrarca, 16-0 alla FemiCz Rovigo
Thor Halvorsen a due passi dalla meta
Leonardo Mantelli in ombra durante il derby a Padova
In difficoltà anche il giovane Piva, il Petrarca ha difeso molto bene
Bella cornice di pubblico al Plebiscito per il debry tra Petrarca e Rovigo
Un derby poco spettacolare, ci ha pensato lui nell'intervallo a renderlo più vivace
Matteo Ferro
Julien Nibert
Strenne in Piazza Natale 2018

Nessun dramma, nessuna euforia. Un derby alla seconda giornata non cambia la vita, ma sicuramente la complica a chi lo perde. Umberto Casellato sereno dopo la sconfitta di Padova: “Lo step più grande di una squadra è risolvere collettivamente un problema tutti alla stessa maniere, e invece abbiamo cercato tutti individualmente di fare la meta”.

Andrea Marcato non è contento del secondo tempo: “La cosa che più mi è dispiaciuta è che più di qualcuno dalla panchina ha voluto dimostrare a parole di valere, e invece ci ha messo in grossa difficoltà. L’unico neo della partita. Probabilmente poi con qualcuno sarò abbastanza duro”.

Leggi la cronaca di Petrarca Padova - FemiCz Rovigo

Leggi l’intervista a Simone Ragusi


 

ROVIGO - Il risultato di 16-0 non dice tutto, FemiCz Rovigo che nella ripresa ha rinuciato ai punti al piede cercando il bersaglio grosso, ma ha sprecato una supremazia territoriale quasi totale senza trovare il pertugio giusto, ma nel primo tempo non ha avuto un pallone giocabile. Scelte che che dopo 80 minuti non risultano azzeccate, ma dopo è semplice facile analizzare le partite. 

Sabato 22 settembre il derby d’Italia ha riconsegnato a Umberto Casellato più dubbi che certezze, anni una c’è, la distanza tra i Bersaglieri e i campioni d’Italia è ancora molta.

“Loro sono stati molto bravi nel primo tempo - ammette Casellato - dopo forse abbiamo sbagliato noi strategia. Abbiamo sbagliato a non contendere mai le touche, del resto la rimessa laterale loro è meglio della nostra in questo momento perché loro son rimasti quelli dello scorso anno, noi invece abbiamo cambiato giocatori, soprattuto chi decide la touche. Non c’è Ruffolo, Ortis, Boggiani, Parker per cui qualche problema sicuramente il primo tempo lo abbiamo avuto”. 

“I primi 25 minuti loro sono stati impressionanti. Sono stati bravi perché hanno preso due penalità in 27 minuti di cui una in mischia chiusa con Rizzo, e una da gioco aperto. Cose da All Blacks, sono stati molto disciplinati. Lo step più grande di una squadra è risolvere collettivamente un problema tutti alla stessa maniere, e invece abbiamo cercato tutti individualmente di fare la meta. Molte situazioni magari sono state allenate poco, o sono state messe poco in rilievo, però ci sta. Ci sta il punteggio. E’ un campionato lungo. Magari alla fine potevamo avere un po’ più punti”. 

Quando si rinuncia ai punti dalla piazzola e si perde, la critica è sempre dietro l’angolo. Una scelta rischiosa “La decisione è stata mia - ammette Casellato - i ragazzi hanno ascoltato lo staff. Niente da rimproverare a loro, molte responsabilità sono nostre, mie in primis. Mantelli non è stato bravo con il gioco al piede perché evidentemente non aveva alternative”. Giornata non brillante quello del mediano d’apertura toscano, ma è tutta la squadra che nei primi 40 minuti di gioco non è riuscita ad entrare in partita. “Nella ripresa siamo entrati, abbiamo preso campo, territorio, ma non c’è mai stato un gioco collettivo, non si è mai decollati. Tante cose le abbiam sbagliate ma ci sta. Un po’ di rammarico c’è per il punteggio. C’è stata un po’ di confusione, però obiettivamente Padova è più forte di noi e l’ha dimostrato. Non potevamo farcela e non abbiamo mai avuto in mano la partita perché non abbiamo giocato a rugby fondamentalmente, abbiamo fatto autoscontri e non abbiamo mai avuto in mano la partita territorialmente. Forse nel secondo tempo. Una difesa forte come quella del Petrarca va battuta collettivamente e non individualmente”. 

Ovviamente sulla sponda padovana gli umori sono diversi, ma Andrea Marcato non è il tipo da facili entusiasmi “Siamo contenti. Questa volta avevamo tutta la pressione perché giocavamo in casa. La cosa che mi ha fatto più felice è la prova di maturità dei ragazzi. Ho avuto un po’ paura che fossimo appagati dalla fine dello scorso anno e invece ho visto una squadra che ha dimenticato quello che è successo la passata stagione. Sicuramente Rovigo ha impostato una strategia precisa perché il primo tempo non contestava le touche, e nel secondo tempo è partito subito con quattro cambi. Noi abbiamo sicuramente sofferto molto nel secondo tempo e la cosa che più mi è dispiaciuta è che più di qualcuno dalla panchina ha voluto dimostrare a parole di valere, e invece ci ha messo in grossa difficoltà. L’unico neo della partita. Probabilmente poi con qualcuno sarò abbastanza duro, perché tutti facciamo parte di un sistema e o stai dentro al sistema o è bene che tu ti faccia un’analisi di coscienza”. 

Parole nette quelle di Marcato, l’head coach del Petrarca Padova non le manda certo a dire. Chiave del primo tempo sicuramente la disciplina “ Il primo tempo abbiamo preso solo tre calci di punizione e infatti è stata la base per i 13 punti segnati. Nel secondo tempo sicuramente siamo arrivati a 10. Certi atteggiamenti non mi piacciono. Tanti falli, anche se il Derby è sempre una partita particolare. Mi dispiace per quello che è successo all’inizio anche col giallo a Vian (cartellino giallo che poteva anche essere di un colore diverso). Io l’ho vista perché ero su col video analist e con trenta secondi di ritardo (la diretta è il leggera differita, ndr): nel nostro rugby serve il Tmo”. 

“Una partita che non penso sia stata molto spettacolare però le due squadre si erano studiate. Abbiamo lavorato molto per essere pronti col Rovigo. Anche col Viadana sarà dura. Rovigo a me è piaciuto, c’è poco da dire. E una squadra che sicuramente arriva in fondo”.

Giorgio Achilli

 

22 settembre 2018
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