ROVIGO E I RODIGINI Roberto Magaraggia torna a parlare delle ultime vicende che vede protagonista l’amministrazione capitana dal sindaco Massimo Bergamin 

Richiesta di salvataggio a Salvini, Da Re e Bitonci

Strenne in Piazza Natale 2018

Caso Fattoria, Ecoambiente, sicurezza piazza XX settembre, ex Maddalena: Roberto Magaraggia ne ha per il sindaco Massimo Bergamin ed il suo operato politico che “solo sottoponendolo a un elettroshock politico effettuato dal ‘capitano’ Salvini e Da Re e Bitonci, si potrà salvare Rovigo”



ROVIGO - Ecco una “grigliata mista”, cari lettori. Ricordate i miei articoli che riguardavano La Fattoria? Dove sostenevo che il proprietario è un big, in questa Rovigheto dormiente? Un carismatico, un movimentista che da anni corre veloce e trascina col “risucchio” le varie amministrazioni. Avevo infatti proposto, al proprietario del Centro commerciale, di avanzare, da dietro le quinte, e affacciarsi direttamente sul palco della politica. Tra le mezze tacche che ci sono in giro lui è un mastino, un decisionista, con il “pelo sullo stomaco”. Ma non sulla lingua. La prova “del nove” l’ha fornita in occasione del festeggiamento dei 20 anni della sua creazione. Sul palchetto, microfono alla mano, ha richiamato, con parole sprezzanti i dipendenti di Bergamin e Avezzù. Che si erano portati dietro un omone grande e grosso, Paulon. Si pensava nel ruolo di “guardia spalle”. Non è servito. Capo chino, composti come scolaretti, sindaco e presidente del Consiglio comunale di Rovigo, hanno ascoltato la “pubblica reprimenda”, in ossequioso silenzio. Tanto che, subito dopo, di fronte alla “elegante” richiesta, hanno immediatamente convocato un summit tecnico politico, pare risolutivo, per Zoccarato. Un brutto esempio, per cittadini che attendono risposte e che potrebbero usare le stesse “buone maniere”. 

Mi hanno impressionato i “rimborsi spese” pagati all’amministratore delegato di Ecoambiente, Gibin. Più di 16.000 euro, in un anno. Ivano, persona intelligente, lo vedrei meglio impegnato in un assessorato alla cultura, in quanto vi è la convinzione che, per essere uomini di scienza, bisogna aver viaggiato molto. E lui, in quanto a chilometraggio, pare imbattibile. Mi trovo invece d’accordo con Ecoambiente che pare abbia acquistato una auto per darla in uso all’amministratore delegato. Con tale scelta, oltre a disinnescare le giuste critiche, in tre anni (durata del Cda) ho calcolato che si risparmierebbero circa 30.000 euro. 

Un giorno sì, e l’altro pure vengono segnalati problemi su sicurezza e decoro di piazza XX Settembre. Il Comune ha in organico un “Ufficio Stampa”, gestito da una ottima e brava dipendente. Il sindaco, si è inoltre voluto dotare di “una portavoce”, ottima persona. Lo prevede la legge 150 del 2000, nulla di illecito. Domanda: vi era bisogno di raddoppiare? Di pagare chi segue il sindaco, con macchina fotografica per immortalarlo nelle sue performance, e inviare le foto ai media? C’è già chi lo fa per professione. In tre anni, credo che si siano spesi circa 90.000 euro (prego rettificarla, se la cifra è inesatta). Con circa 30.000 euro le telecamere in piazza XX Settembre, sarebbero già istallate, da tempo. E con i rimanenti 60.000 quanti problemi si sarebbero risolti? La migliore pubblicità, per un buon primo cittadino, è dedicarsi e risolvere i problemi di Rovigo e delle frazioni, che si aggravano di giorno in giorno. 

Leggo, infine, che Bergamin, che pensavo ancora “incatenato” al portone, in difesa del liceo Celio, ha partecipato all’ultimo consiglio comunale. Vi era, ultimo punto all’ordine del giorno, la discussione di una mozione contro il governo “giallo verde” sul mancato finanziamento al Maddalena. Si trattava invece, secondo il mio punto di vista, di una incredibile “autoaccusa”. 

Bergamin, e metà dei consiglieri leghisti che gli sono rimasti, non volevano che arrivassero al governo simili decisioni che confermavano i pasticci che combina. E Salvini ne sa qualcosa. Comunque nessuno ha avuto il coraggio civico di affermare che il progetto sulle periferie si è posizionato agli ultimissimi posti della graduatoria. E che circa la metà (quelli ben presentati) sono già stati finanziati. Nel frattempo il progetto è stato rettificato e, si legge, non si sarebbe ancora concluso. Se si fosse agito in modo efficiente, come hanno fatto molti comuni, il finanziamento lo avremmo già ottenuto anche noi. Questa è la dura verità che, come dicevo, chiama direttamente in causa l’amministrazione, e marginalmente il governo. 

Meno male che la nostra comunità trova sollievo alle “disgrazie” con le gesta del sindaco “Massimo”. Dai lampadari frantumati all’abbandono del consiglio alle due di notte per recarsi alla ricerca di clandestini al Maddalena. Credo che solo sottoponendolo a un elettroshock politico, effettuato dal “capitano” Salvini e Da Re e Bitonci, si potrà salvare Rovigo. Ma anche la loro amata Lega. 

Roberto Magaraggia 

Civica Rovigo

4 ottobre 2018
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