AMBIENTE PROVINCIA ROVIGO Acquevenete informa della conclusione dell’emergenza collegata a un episodio di inquinamento: è stato versato sul fiume Po dell’acido palmitico

La grossa chiazza era solo olio di palma 

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Nessun caso di inquinamento da idrocarburi, ma si tratta di olio di palma: è ciò che è stato versato sul fiume Po nei giorni scorsi e che Acquevenete ha provveduto ad analizzare gestendo anche l’erogazione dell’acqua 

ROVIGO - È terminata nella giornata di domenica 14 ottobre, la situazione di allerta per Acquevenete collegata a un episodio di inquinamento verificatosi nel mantovano, a Sermide, con una estesa chiazza oleosa sul fiume Po (LEGGI ARTICOLO). La macchia è stata individuata verso le ore 19 di sabato 13 ottobre all’altezza di Ponte Molo dai tecnici di Acquevenete, che immediatamente hanno proceduto a fermare l’impianto, sospendendo quindi il prelievo di acqua dal fiume. 

A causa probabilmente della marea, la macchia è rimasta nell’area fino alle 8 di domenica mattina, quando è stato possibile riprendere la produzione di acqua potabile. L’emergenza è stata gestita con disagi contenuti per gli utenti: è stato sufficiente infatti razionare l’acqua e ridurre la pressione per i Comuni del basso polesine, senza dover ricorrere a sospensioni dell’erogazione. A partire dalla riapertura della centrale la situazione, nel corso della mattinata di domenica, è tornata gradualmente alla normalità. 

L’emergenza è stata quindi ufficialmente chiusa: grazie al monitoraggio effettuato dai tecnici e alle analisi in continuo, giorno e notte, sull’acqua potabile e grezza, è stata assicurata in ogni momento la fornitura di acqua potabile e priva di alcun inquinante. 

Inoltre, l’avvistamento della macchia all’altezza di Ponte Molo ha permesso ai tecnici di Acquevenete di prelevare un campione della sostanza, su cui è stata condotta un’analisi di tipo qualitativo, in collaborazione con Hera. La sostanza si è rivelata essere di natura organica: è molto probabile si trattasse di estere esadecilico dell’acido palmitico, sostanzialmente olio di palma. 

Non era invece un caso di inquinamento da idrocarburi, come era stato ipotizzato in un primo momento. Ora si potrà procedere, partendo dalle risultanze delle analisi, ad accertare eventuali responsabilità di impianti produttivi per questo sversamento. 

 
15 ottobre 2018
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