DIRITTO E TUTELA 3.0 L’avvocato Fulvia Fois illustra cosa succede dal punto di vista legale a chi abita insieme con la convivenza more uxorio 

Tutti i diritti delle coppie conviventi 

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Ecco cosa disciplina la Legge Cirinnà del 2016 a tutte quelle coppie che non hanno intenzione di sposarsi ma di restare conviventi: da come fare la registrazione, ai problemi legati ai figli, al mantenimento della casa o agli assegni fino al decesso di uno dei due  



ROVIGO - La convivenza more uxorio ora è disciplinata, quasi analogamente a quanto avviene per il matrimonio, dalla Legge Cirinnà del 2016.

Prima di questa legge a dar valore alle coppie di fatto, bandite duramente a livello sociale, solo una sentenza della Cassazione dei primi anni ‘90 che aveva stabilito che: “…convivere non era immorale né contrastava l’ordine pubblico”.

Il che la diceva lunga sull’assenza di qualsivoglia diritto in favore di chi conviveva come una coppia senza però essere sposata.

Quando si è in presenza di una convivenza?
La convivenza di fatto si ha allorquando:
- due persone maggiorenni sono unite da legami affettivi stabili di coppia (non parenti né affini) indipendentemente dal sesso e dalle loro inclinazioni sessuali,
non  legate in matrimonio o in un’unione civile.

Ma come si prova la convivenza di fatto?
La legge Cirinnà prevede che è possibile provare la convivenza tramite:
-un’autodichiarazione da presentarsi al comune di residenza purché sottoscritta da entrambi i conviventi muniti del documento di identità. Questa autodichiarazione può essere consegnata a mano, trasmessa via e-mail, via fax o con raccomandata.

Ma la registrazione della convivenza è obbligatoria?
Non è obbligatorio registrare la convivenza di fatto.
Tuttavia ritengo sia opportuno precisare che, al fine di tutelare determinati diritti (ad esempio a titolo di perdita del rapporto parentale …), sarebbe opportuno registrarla o quantomeno aver inserito la persona convivente nel proprio stato di famiglia. Ben vero, in ogni caso, che lo stato di convivenza, magari iniziato prima dell’avvenuta registrazione presso l’anagrafe o in assenza della stessa, può essere provato in un altro modo.

Ma quando la coppia di fatto si separa, spetta il mantenimento?
Purtroppo in caso di separazione di una coppia di fatto la legge non prevede il diritto del convivente economicamente più debole di ottenere un assegno di mantenimento. Tuttavia se la situazione economica è particolarmente difficile l’ex convivente è tenuto a “passare gli alimenti” per un tempo che è uguale alla durata della convivenza che si è conclusa.

E se ci sono dei figli minori o maggiorenni non economicamente autosufficienti come si regolano i rapporti tra i genitori per quel che attiene l’assegnazione della casa familiare, il diritto di visita e il loro mantenimento?
I genitori possono certamente accordarsi in merito a questi aspetti.
In caso contrario dovranno rivolgersi al Tribunale che, previa ponendo al vertice gli interessi del minore, stabilirà l’assegnazione della casa familiare (di solito quella in cui è cresciuto il figlio), l’affidamento del minore e il suo collocamento prevalente, le modalità di esercizio del diritto di visita che spetteranno al genitore non affidatario, l’assegno di mantenimento e il pagamento delle spese straordinarie.

E se si va a convivere dopo essersi divorziati, si può mantenere l’assegno di mantenimento?
La Cassazione al riguardo è intervenuta precisando che l’assegno di mantenimento non può essere mantenuto da parte di chi dopo aver divorziato instaura una nuova famiglia ancorché di fatto.

E la casa familiare di proprietà solo di uno dei due conviventi che fine fa in caso di cessazione del rapporto?
In assenza di figli il convivente non proprietario non può vantare alcun diritto verso la casa poiché la legge Cirinnà lo considera esclusivamente come un ospite, tuttavia gli viene riconosciuto, il diritto ad avere il tempo di trovare una nuova soluzione abitativa.

E in caso di decesso del convivente proprietario della casa familiare?
In questo caso il convivente superstite ha diritto di mantenere il diritto di abitazione per un periodo proporzionale alla durata della convivenza.

Gli aspetti trattati in questa rubrica sono solo alcuni rispetto a quelli possibili così come disciplinati dalla legge, onde per cui se taluno avesse la necessità di approfondire la tematica ben potrà scrivermi oppure prendere visione dei contenuti aggiuntivi presenti sul mio sito www.studiolegalefois.it

Avvocato Fulvia Fois

21 ottobre 2018
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