CULTURA ROVIGO Dal 15 al 22 ottobre sono state fatte ulteriori indagini archeologiche nelle campagne a sud di Grignano Polesine, a Campestrin

Sempre più vasta l’area cuore del mercato dell’ambra baltica 

Baccaglini VW locator

Nuove preziose scoperte che collocano il territorio polesano, in questo caso di Rovigo, al centro di studi archeologici con testimonianze che riconoscono le ricchezze presenti, in questo caso la presenza dell’ambra baltica che documenta l’intero ciclo di lavorazione di diversi tipi di vaghi ornamentali, tra cui i cosiddetti “vaghi tipo Tirinto”. Dal 15 al 22 ottobre sono state fatte ulteriori indagini archeologiche nelle campagne a sud di Grignano Polesine



ROVIGO - Nuova luce nel villaggio dell'ambra. Dal 15 al 22 ottobre, sono state fatte ulteriori indagini archeologiche nelle campagne a sud di Grignano Polesine, che hanno portato ad avere un profilo completo del villaggio protostorico lungo l’asse Est-Ovest. L'iniziativa è stata realizzata nell’ambito di un progetto rivolto ad acquisire nuovi dati sull’estensione e sull’organizzazione del villaggio della tarda età del Bronzo di Campestrin. I primi scavi, realizzati a cura della Soprintendenza archeologia del Veneto e del Museo di Rovigo, risalgono al  2008-2011.

Il nuovo progetto, proposto da Ursula Thun Hohensten (Università degli Studi di Ferrara) e da Paolo Bellintani (Centro polesano di studi storici archeologici ed etnografici di Rovigo) aveva l'obiettivo di estendere le ricerche a tutta l’area dell’abitato grazie a metodi di indagine poco invasivi, dalla teleosservazione con drone, a ricerche di superficie sistematiche, carotaggi e rilievi stratigrafici da sezioni esposte nelle scoline e nei fossati.  

Le ricerche appena concluse, sono state effettuate nei poderi di Francesco Merlo e Sante Canazza, ossia circa 300 metri più a sud dell’area interessata dagli scavi di qualche anno fa. Grazie alla disponibilità e collaborazione dei proprietari, si sono potute rilevare sezioni esposte all’interno di due fossati irrigui ed eseguire serie di carotaggi manuali che hanno permesso di mettere in luce un profilo completo. 

L’importanza o, per meglio dire, l’unicità del villaggio, come spiega Bellintani, è rappresentata dalla straordinaria quantità di ambra baltica che documenta l’intero ciclo di lavorazione di diversi tipi di vaghi ornamentali, tra cui i cosiddetti “vaghi tipo Tirinto”. Ciò conferma e rimarca quanto già ipotizzato per il vicino e coevo abitato di Frattesina, ossia il ruolo centrale dell’area medio-polesana sulla cosiddetta “via dell’ambra”, la complessa rete di scambi che portava l’“oro del Nord” fino alle corti dei principi della Grecia micenea nel corso del II millennio a.C., di cui resta traccia anche nei poemi omerici.

“Un bellissimo progetto – ha commentato l'assessore Alessandra Sguotti - ho voluto vedere di persona il sito e complimentarmi con gli artefici di questa iniziativa che prosegue un percorso già avviato e che testimonia quanto importante sia il sito di Campestrin”. 

“Le nuove indagini e i dati già acquisiti in passato - afferma Bellintani -, tra cui le ricerche di superficie condotte dal Gruppo archeologico di Villadose, consentono di tracciare un primo quadro d’insieme sul sito. L’area era interessata in antico dalla presenza di un ramo del Po (Po di Adria), in prossimità del quale si insediò la comunità di Campestrin. Il villaggio si estendeva lungo la sponda occidentale del fiume (circa 500 m in senso Nord-Sud e 40 m in senso Ovest-Est) e sembra essersi sviluppato entro un lasso di tempo relativamente breve nel corso del XII sec.a.C. Le indagini sui nuovi materiali acquisiti permetteranno nuove considerazioni sull’organizzazione delle attività produttive”.

Questa prima fase del progetto, ha visto coinvolti laureati e studenti della laurea magistrale in quaternario, preistoria e archeologia (Daphne Bertaggia, Eleonora Gargani, Andrea Panebianco, Giulia Rigolin, Filippo Zangrossi) e l’assegnista di ricerca, Marco Bertolini, del dipartimento di studi umanistici di Unife e volontari del Cpssae, tra cui Federico Gioga. La partecipazione di diversi specialisti come Michele Baldo (telerilevamento e rilievo stratigrafico), Claudio Balista e Cristiano Nicosia (geoarcheologi) ha reso la ricerca anche un momento di formazione pluridisciplinare. I risultati delle indagini 2018 saranno oggetto di prossime presentazioni pubbliche attraverso i periodici “Padusa incontri” curati dal Cpssae.

29 ottobre 2018
Studio legale Fois 468x60




Correlati:

ebook baseball

La tua privacy per noi è importante!


Proseguendo nella navigazione acconsenti al trattamento dei dati essenziali per il funzionamento del servizio. Ti chiediamo inoltre il consenso per il trattamento esteso alla profilazione e per il trattamento tramite società terze.
Leggi di più Acconsento