EMERGENZA ACQUA POTABILE ROVIGO In ritardo è cominciata la distribuzione delle bottiglie di acqua minerale da parte della Protezione civile in Piazza d'Armi. Contestato Massimo Bergamin

[VIDEO] Sindaco si vergogni! E scatta il caos aspettando l’autobotte

Confartigianato evento 21 novembre 2018
ROVIGO - Pochi minuti prima delle 18.00 sul piazzale, al buio, di Piazza d’Armi, di fronte al palazzo della Questura una cinquantina di cittadini, armati di taniche, erano in attesa della autobotte per la distribuzione dell’acqua potabile, assente in città ormai da quasi 30 ore.

Le procedure di installazione della torre faro da parte della protezione civile cittadina hanno portato le lancette alle 18.20, oltre le quali, ogni minuto è diventato sempre più lungo.

Sul filo delle 18.45, dopo due passaggi da parte della Polizia locale, il comandante Giovanni Tesoro ha intrattenuto una lunga e civile conversazione sedando gli animi dei tanti che, giustamente visto il disagio patito, si lamentavano anche aspramente. Uno ad uno Tesoro è riuscito a mantenere la calma, annunciando, tra l’altro, la brutta notizia che di autobotti, prima delle 20 non ne sarebbe arrivata nessuna. Dopo la notizia, brutta, per chi con la tanica stava aspettando, quella buona: ovvero che era a conoscenza del fatto che i camion della Protezione civile stavano rifornendosi di bottiglie d’acqua, terminate nei supermercati, per portarle direttamente nel piazzale. Così è stato.

Giunti i mezzi e cominciata la distribuzione del primo carico, mentre ne stava arrivando un secondo, è giunto anche il sindaco di Rovigo Massimo Bergamin accompagnato dall’assessore Alessandra Sguotti e dalla sua portavoce.

Un uomo, sui 30-35 anni, giunto ad un passo dal sindaco per recuperare la sua confezione da 6 bottiglie d’acqua potabile, riconoscendolo come primo cittadino e vicepresidente di Acquevenete, la società responsabile della mancanza d’acqua, lo ha salutato con uno stentoreo “Si vergogni sindaco! Si vergogni per come ha gestito l’emergenza, Si vergogni e se ne vada via”.

Massimo Bergamin non ha voluto sentire ragioni di incassare la critica
ed ha reagito d’impeto volendo fronteggiare l’accusatore. Nel pronunciare il “vada via” l’uomo ha fisicamente tenuto le distanze con colui il quale non voleva dialogo, voleva solo accusarlo e dirgli “Si vergogni!”.



Da quel momento sono cominciate le urla di chi avrebbe visto “l’aggressione” al sindaco, tanto da dover far intervenire proprio la polizia locale che ha dovuto identificare l’uomo.

Gli animi, provati, di chi ha vissuto una situazione che al momento, non è ancora risolta, attendono probabilmente delle scuse ufficiali piuttosto di un “pensi a chi sta peggio di lei”.
31 ottobre 2018
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