ACCUSA DI ABUSO DI UFFICIO ROVIGO Il cda di Ecoambiente e Pierluigi Tugnolo, commissario liquidatore dell’ente di bacino rifiuti, si rimettono “sereni” al giudizio del tribunale

“Dimostreremo di aver operato con assoluta correttezza”

Strenne in Piazza Natale 2018
Attraverso una nota congiunta Pierluigi Tugnolo, Alessandro Palli, Ivano Gibin ed Alice Casetta, in attesa a giorni di essere imputati del reato di abuso d’ufficio (LEGGI ARTICOLO) si dichiarano sereni di aver operato in maniera corretta e si rimettono al giudizio del giudice per quello che sarà l’iter del procedimento. Sembra però che se gli imputati non hanno remora di affrontare il processo, l’avvocato difensore di Tugnolo, Stefania Tescaroli, vorrà provare la strada della impugnazione dell’ordinanza del giudice Pietro Mondaini


ROVIGO - La notizia è quella della risposta del giudice per le indagini preliminari Pietro Mondaini In relazione alla richiesta di archiviazione del procedimento penale per abuso d’ufficio in seguito alla denuncia formulata dall’ex direttore generale di Ecoambiente Giuseppe Romanello contro chi, secondo lui, gli avrebbe cagionato ingiusto danno.
Sono stati sotto indagine il liquidatore dal 1-1-2013 delle funzioni programmatorie e di controllo dell’ente di bacino Pierluigi Tugnolo, riconosciuto come socio di Ecoambiente, piuttosto che il legale rappresentante Nereo Tescaroli, dall’allora presidente dell’assemblea soci di Ecoambiente Pierpaolo Barison, ex consigliere del Cda di Ecoambiente scaduto e decaduto, il 7 dicembre 2016, ed i componenti del Cda nominato da Tugnolo e Massimo Bergamin per aver dato seguito all’indirizzo, ritorsivo secondo il querelante Romanello e confermato da Mondaini.
L’assemblea soci era stata pesantemente censurata da Anac tanto che l’autorità anticorruzione aveva invitato le parti, Azienda speciale del consorzio Rsu e Comune di Rovigo a considerare nulli tutti gli atti conseguenti, ma questi hanno deciso di fare opposizione ed hanno inviato le proprie motivazioni all’indirizzo al Cda di revoca di Romanello da direttore generale e da responsabile anticorruzione di Ecoambiente.

Dalle indagini affidate alla Procura, inizialmente nella persona del sostituto Davide Nalin, poi sospeso dalle funzioni per via di un procedimento a suo carico, e successivamente in carico al Procuratore capo Carmelo Ruberto, non sarebbe emerso nulla di particolare per poter sostenere una accusa nei confronti degli indagati, motivo per cui il Procuratore ha proposto al giudice Mondaini l’archiviazione.
L’avvocato del querelante si è opposto, producendo evidenze a suffragio della denuncia che hanno convinto il giudice a rispondere al Pubblico ministero, che chiedeva l’archiviazione, con una ordinanza di imputazione coatta per tutti gli indagati, lasciando la possibilità al Pm nel formulare l’imputazione di reato “in concorso a Tugnolo” per i consiglieri di Ecoambiente.

Il CdA di Ecoambiente, unitamente al Commissario Liquidatore del Consorzio Rsu, in una nota precisa quanto segue.
Nell’ambito di un contenzioso instaurato dall’Ing. Romanello - ex direttore generale della società, dimessosi volontariamente in data 19 settembre 2017 – questi presentò l’ennesimo esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rovigo, asserendo di essere stato demansionato per ritorsione, ad opera dei soci di Ecoambiente.
A seguito di approfondite indagini – condotte prima dal Sostituto Procuratore Dott. Nalin e, successivamente, dal Procuratore Capo Dott. Ruberto, con il supporto di una perizia della Prof.ssa Chiara Cacciavillani – la Procura della Repubblica ha concluso per l’infondatezza della notizia di reato, richiedendo al GIP l’archiviazione dell’indagine.
Il Romanello, per il tramite del proprio difensore, ha formulato opposizione contro la richiesta della Procura della Repubblica e il GIP, con l’ordinanza di cui sopra, ha semplicemente ritenuto che, in relazione ai fatti oggetto dell’indagine, sia opportuno il vaglio di un giudice, nel contraddittorio delle parti.
Tale provvedimento non rappresenta una anticipazione di colpevolezza, né un accertamento dei fatti quali lamentati dal Romanello, ma unicamente un invito ad un approfondimento davanti ai competenti organi giurisdizionali.
Il CdA di Ecoambiente ed Commissario Liquidatore del Consorzio RSU, nel manifestare piena fiducia nei confronti della magistratura, esprimono la certezza che all’esito del procedimento sarà riconosciuta l’assoluta correttezza del proprio operato del CdA di Ecoambiente quale legittima risposta al preciso mandato vincolante ricevuto dall’assemblea dei soci e del Commissario in qualità di socio, che ha esercitato un legittimo potere
”.
6 novembre 2018
Studio legale Fois 468x60




Correlati:

DOMINA fuori tutto

La tua privacy per noi è importante!


Proseguendo nella navigazione acconsenti al trattamento dei dati essenziali per il funzionamento del servizio. Ti chiediamo inoltre il consenso per il trattamento esteso alla profilazione e per il trattamento tramite società terze.
Leggi di più Acconsento