RUGBY ROVIGO Crisi di risultati che inevitabilmente scuote l’animo dei tifosi, apprezzamenti per Piva che in molti vorrebbero mediano di mischia titolare, ma anche moderata fiducia

Le carte da scoprire sono ancora molte

Gianmarco Piva contro le Fiamme Oro (foto Paolo Cerino)
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Se c’è una partita che i Bersaglieri dovevano vincere è quella con I Medicei Firenze, la sconfitta in casa delle Fiamme Oro è sicuramente più digeribile, soprattutto per come si è sviluppato il match.
Nella piazza più ovale d’Italia si parla del momento no dei rossoblù, c'è già chi scommette sull'eventuale cambio

leggi gli arbitri della prossima giornata


 

ROVIGO - E così è arrivata la seconda sconfitta di fila del Rovigo in campionato. Devo ammettere che abbinare la parola ‘sconfitta’ con Rugby Rovigo mi provoca sempre un reflusso acido che m’impedisce quasi di pronunciarla, un po’ come capitava al famoso Fonzie televisivo con la parola ‘ho sbagliato’.

Eppure il Rovigo si è battuto senza risparmiarsi contro le Fiamme Oro fino all’ultimo minuto e (LEGGI ARTICOLO), a pensarci bene, è difficile abbinargli la parola ‘perdente’ perché nel rugby non si perde mai quando si esce dal campo dopo aver dato tutto durante la partita, ed  è stato proprio così. 

Quindi la spiegazione del risultato negativo va solo ricercata nel campo della sfortuna, ma si potrebbe scivolare nel campo delle spiegazioni pusillanimi, o nel campo della poca esperienza dei nostri giocatori, che nonostante tutto devono ancora rodare l’affiatamento e la sintonia fra loro, prima ancora degli schemi dell’allenatore, oppure si potrebbe giustificare tutto con l’astuzia del nostro avversario per aver avuto la pensata di schierare un numero 8 a centro, strategia vincente già vista fare dal nostro compianto Nelie Smith con Stefano Bordon.

Nonostante tutto, ma proprio tutto, ovvero alle critiche che si sentono provenire da tutte le parti, a cominciare dal tifoso più esigente e meno paziente, col finire con lo staff tecnico che rivolge a sua volta alla povera e bistrattata stampa locale, sento di avere un’incrollabile fiducia verso la squadra e lo staff, se non altro per il fatto che adesso sono loro ad avere le sorti dei colori di cui sono innamorato: il rosso e il blu.

Certo che certe critiche, ohibò!, pensieri personali, si possono sempre avere e talvolta esprimere: come quello di sostenere Piva titolare fisso inamovibile affiancandogli un qualsiasi numero 10, Mantelli, Chillon, Dominguez o Peppa Pig, lui saprebbe sempre fare un’ottima partita e inventarsi ad ogni momento mille soluzioni diverse. Un vero talento come pochi si sono visti di recente a Rovigo, sono convinto che se non disperderà le sue capacità raggiungerà presto, per restarci a lungo, la Nazionale. Il suo imperioso buco al 30’ del II° secondo tempo avrebbe ammazzato l’avversario se al suo compagno non fosse caduto il pallone in avanti, vanificando la sua fuga!

Anche Angelini mi piace molto e mi ricorda Campagnaro. Molto bravo anche Cicchinelli che sta facendo gli straordinari dall’inizio del campionato e non ha ancora ricevuto un riconoscimento pubblico. 

Che conclusioni trarre per il momento? Il campionato è ancora lungo e le carte da scoprire sono ancora molte, il Rovigo si trova a metà classifica, ma non tarderanno a farsi vedere i frutti dei suoi sacrifici e della sua fatica. 

Stefano Padovan

 

 

 

 

 

7 novembre 2018
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