COLDIRETTI ROVIGO Si è svolto al ristorante Corte Bariani ad Arquà Polesine l’annuale incontro con il clero polesano

Agricoltura tra etica ed impresa

Confartigianato evento 21 novembre 2018

Una mattinata intensa, di preghiera e riflessione su temi cruciali quali, etica, territorio, filiere agricole, occupazione e sostenibilità, cui è seguito il tradizionale momento conviviale


ARQUA’ POLESINE (RO) - Etica ed impresa, il modello dell’agricoltura e delle filiere agricole. Questo il tema trattato giovedì 8 novembre durante il convegno organizzato da Coldiretti Rovigo in collaborazione con la Diocesi di Adria e Rovigo. Per il 16° anno consecutivo l’appuntamento dedicato alle riflessioni del clero polesano e dei dirigenti di Coldiretti Rovigo sui temi dell’agricoltura e dell’ambiente ha riunito una cinquantina di parroci e sacerdoti, che svolgono la loro missione in Polesine, alla presenza del Vescovo Pierantonio Pavanello. “Oggi, qui, godiamo di un momento di riflessione prezioso e stimolante - ha sottolineato il Vescovo Pavanello - il tema dell’etica e del rispetto del creato nelle produzioni è richiamato anche dal Papa e dal messaggio della Cei, che contrappone la diversità alle disuguaglianze. La diversità infatti, come la biodiversità nelle coltivazioni,  consente di preservare e proteggere i frutti del creato, verso i quali è costante lo stupore. Grazie all’associazionismo i produttori trovano il loro ruolo e vengono sottratti a logiche di industrializzazione che non rispettano la bioversità”. 

I presenti, sono stati quindi accolti da don Carlo Marcello, consigliere ecclesiastico di Coldiretti Rovigo, che ha introdotto il dibattito con un momento di preghiera prima di lasciare la parola ai relatori, moderati dal direttore provinciale di Coldiretti Rovigo, Silvio Parizzi: “Quest’occasione è preziosa per dialogare e riflettere - ha affermato - ritengo il consigliere ecclesiastico una figura fondamentale all’interno del consiglio provinciale di Coldiretti, perché permette di mantenere sempre presenti i principi etici e sociali alla base del nostro progetto per l’agricoltura”. 

Tra i relatori Rolando Manfredini, responsabile dell’Area sicurezza alimentare e produttiva di Coldiretti che ha trattato il tema delle contraddizioni del presente, come lo spreco alimentare che riguarda il 30% della superficie agricola mondiale, e le importazioni di prodotti generati dallo sfruttamento del lavoro minorile, o del lavoro forzato, come avviene con il riso dal Vietnam. Alle importazioni si contrappongono, quale scelta etica ed economica per l’agricoltura, le filiere agricole italiane, presentate durante l’incontro da Riccardo Fargione dell’Area Economica di Coldiretti, che ha descritto il modello con cui l’agricoltura ha iniziato a dialogare con l’agroindustria virtuosa realizzando percorsi sostenibili dal punto di vista economico e sociale, etico, grazie al prezzo minimo garantito alla produzione e alla qualità di cui beneficia il consumatore. Ne sono un esempio i contratti di filiera portato avanti per i settori della carne bovina, dell’olio d’oliva e del frumento biologico e l’attività di Filiera Italia promossa da Coldiretti, che coinvolge importanti player quali Consorzio Casalasco, Inalca, Ferrero, Cremonini ed altri. È intervenuto poi il Consigliere ecclesiastico nazionale di Coldiretti, Don Paolo Bonetti, che ha ripercorso la storia dell’Associazione: “I principi della scuola sociale cristiana devono diventare progetti socio-economici, sennò restano solo principi - ha sottolineato - Coldiretti ha saputo far crescere la sua missione pedagogica nella società, perseguendo democrazia, giustizia e solidarietà dando identità ai lavoratori della terra ed al cibo”. A concludere l’incontro il presidente provinciale di Coldiretti, Carlo Salvan: “I temi affrontati oggi sono assolutamente importanti e trattarli insieme porta valore al dibattito - ha affermato - siamo davanti ad un periodo di sfide, soprattutto rispetto alla sostenibilità ed al cambiamento climatico, come testimoniano i recenti fenomeni di maltempo. Dobbiamo però - ha concluso- aumentare la consapevolezza del valore che il nostro territorio con le sue risorse può dare e riuscire a gestirle in modo sapiente con la nostra attività etica d’impresa, nel rispetto della biodiversità”. 

 

8 novembre 2018
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