UNIVERSITÀ ROVIGO Il sindaco Massimo Bergamin chiede la collaborazione di tutti i comuni e soci coinvolti per ridare un futuro certo al Cur ed una stabilizzazione ai sei dipendenti precari 

Cur, la questione è seria: rischia la chiusura 

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La prima riunione tra i soci del Cur ha portato a nulla di concreto, ma la volontà del Comune di Rovigo è quella di allargare il numero dei soci per far sì che possa avere una continuità ed anche i sei lavoratori, che a dicembre vedranno il loro contratto scaduto, trovino la giusta stabilizzazione. Per questo si rivolge a tutti i colleghi poichè il suo comune da solo non può garantire questa svolta 



ROVIGO - L’amministrazione comunale di Rovigo pronta a dare il proprio contributo affinché l’università di Rovigo possa continuare a garantire servizi e con tutti i dipendenti, ma auspica però in un lavoro di squadra perché da sola sa di poter fare poco. 

Nulla di fatto ancora per il futuro del Cur, Consorzio università di Rovigo, e per il destino dei sei lavoratori che a dicembre vedranno scaduto il loro contratto di lavoro tanto da promuovere lo stato di agitazione con Cgil e Uil (LEGGI ARTICOLO). Tutto ciò dopo l’assemblea soci avvenuta mercoledì 7 novembre che ha visto la presenza per il Comune di Rovigo dell’assessore all’istruzione Susanna Garbo, per la Provincia del neo presidente Ivan Dall’Ara e di Gian Michele Gambato per la Camera di commercio, tanto che i soci si rincontreranno martedì 13 novembre alle ore 17. 

Il problema della stabilizzazione dei sei lavoratori secondo Bergamin è legata al futuro del Cur: “A loro va tutta la mia solidarietà - afferma - è impensabile che si debba arrivare a questa situazione ad un mese prima dello scadere del contratto, dopo che queste persone hanno lavorato per 14-15 anni come precari”. 

La volontà del sindaco Massimo Bergamin quindi è quella di estendere il numero dei soci del Cur, “l’università non è solo degli studenti di Rovigo ed è giusto che tutti possano contribuire” afferma. Una linea che è sostenuta anche dal gruppo Obiettivo Rovigo che ritiene come “il destino di questi lavoratori sia profondamente legato al rilancio del Cur, individuando per lo stesso un futuro. E questo sia attraverso una modifica statutaria, che possa dare un ruolo di spessore alla Fondazione Cariparo, sostegno finanziario fondamentale, che ad altri enti locali, anche in un'ottica di area vasta”. 

“O il territorio smette di piangersi addosso e di farsi le guerre o non ne uscirà vivo sotto il profilo della crescita" conclude. Il tema verrà portato anche nella riunione di maggioranza-pre consiglio di lunedì 12 novembre.

8 novembre 2018
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