PROCESSO PER ABUSO D’UFFICIO PIERLUIGI TUGNOLO, CDA CONSORZIO RSU ROVIGO, DANECO IMPIANTI Il presidente del collegio giudicante Angelo Risi rinvia la deposizione dei testimoni a giugno 2019

Non c’era urgenza per l’affidamento, non c’è fretta per la sentenza

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Mattinata intensa in tribunale, ma potrebbe essere anche una delle ultime perché la prescrizione del reato incombe. Pierluigi Tugnolo, imputato nel processo, afferma di non voler ricorrere allo strumento della prescrizione. Il governo giallo verde in questi giorni sta pensando di cancellare tutti i procedimenti che in 7 anni dal compimento del reato non sono andati a sentenza di primo grado. Tutti i testimoni del Pubblico ministero erano presenti in aula, salvo Nereo Tescaroli, giustificatosi per impedimento


ROVIGO - Entra nel vivo con la seconda udienza (LEGGI ARTICOLO della precedente) di fronte al collegio giudicante, presieduto dal presidente del Tribunale di Rovigo Angelo Risi, il maxi processo che vede imputati tutto il consiglio di amministrazione dell’Azienda speciale del Consorzio Rsu e l’allora presidente Pierluigi Tugnolo insieme all’amministratore delegato della Daneco Impianti, al tempo proprietaria della discarica, Bernardino Filipponi.
Per tutti il capo di imputazione è quello di aver fatto parte ad un disegno criminoso che ha prodotto più azioni esecutive in violazione delle norme di Legge relative alle procedure per l’aggiudicazione di appalti e servizi.

Tugnolo deve rispondere delle proprie delibere adottate in regime d’urgenza e datate 9 maggio 2012, il Cda invece per averle ratificate il 13 agosto successivo, dopo che in data 1 agosto 2012 vi è stata l’assemblea dei 50 comuni soci che ha destituito 4 componenti del cda dissidenti e contrari alla ratifica e li ha sostituiti con 4 collaborativi.

La questione è quella dell’affidamento a Daneco Impianti dello stoccaggio provvisorio (che è ancora là dal 2012) di 47.000 tonnellate di rifiuti sopra la discarica esausta di Villadose di Taglietto 0 con l’impegno, già pagato a Daneco, di trasferirli poi nella nuova discarica di Taglietto 1. L’accusa ritiene che quell’affidamento sia stato dato omettendo di indire la gara d’appalto, e richiamando indebitamente i presupposti d’urgenza che avrebbero comunque dovuto portare ad una procedura negoziata, di cui non vi è evidenza, e non ad un affidamento diretto o ad un prolungamento del contratto di gestione.
Il Pubblico ministero inoltre, nel formulare il capo di imputazione ravvede un intenzionale ingiusto vantaggio per Daneco pari 2 milioni 824mila euro.

La giornata in Tribunale sarebbe dovuta essere quella dei testi, Nereo Tescaroli, legale rappresentante del Consorzio Rsu e direttore generale, nonché firmatario del contratto di affidamento a Daneco, il maresciallo Benetto della polizia giudiziaria che ha condotto le indagini, il funzionario Ruin della Provincia di Rovigo che ha autorizzato il sopralzo, Villani, Rup di Ecogest in discarica (Ecoambiente è nata a fine agosto 2012) e Leone, direttore del sito per conto di Daneco.

Tutti presenti i testimoni tranne Nereo Tescaroli che, come riportato dal presidente Risi, “ha prodotto comunicazione di non ben chiari impegni istituzionali di cui non c’è traccia ne’ prova” che gli impedivano con così poco preavviso di presenziare. Proprio il presidente ha voluto approfondire il “poco preavviso” rivolgendosi al Pm Sabrina Duò che, scusandosi, ha dichiarato che i testi sono stati informati telefonicamente solo il giorno prima e non 3 giorni in anticipo come prevederebbe la convocazione, ma che Tescaroli “ieri al contatto telefonico aveva assicurato la presenza”.

Saltata la deposizione di Tescaroli la mattinata è stata dedicata alla puntuale ricostruzione effettuata dall’inquirente a cui il procuratore capo di allora Dario Curtarello aveva affidato l’indagine che parte dal famoso esposto anonimo firmato dal dott. C. in cui, in anticipo, si cercava di spiegare gli illeciti, le forzature, che di lì a poco si sarebbero compiuti, sempre attorno al tema della discarica di Villadose.

Dall’interrogatorio effettuato dal Pubblico ministero e dal controesame effettuato dalle difese si evince l’assoluta certezza documentale che l’urgenza non c’era affatto per invocare quel genere di affidamento a Daneco “Un affidamento che si potrebbe probabilmente usare in condizioni eccezionali come quelle causate dal maltempo di questi giorni con crolli di strade e rotture di acquedotti - ha sottolineato Benetto - non certo quando il direttore del sito Leone, per Daneco, spediva comunicazioni alla Provincia, così come previsto dalle normative ambientali, ogni 2 settimane, evidenziando il conferito in tonnellate ed il residuo rimasto rispetto all’autorizzazione rilasciata”.
Secondo il maresciallo dei Carabinieri che ha curato l’indagine la data esatta di esaurimento della discarica, con approssimazione di 15-20 giorni, si sapeva da almeno 9 mesi, anche da comunicazione di Villani responsabile in loco dei conferimenti che invece, verso la propria azienda, Ecogest prima e Ecoambiente poi, stilava report dei conferimenti mensili. In riferimento a Villani, Benetto riporta che la sua attività di indagine ha evidenziato che addirittura con 12 mesi di anticipo Villani aveva fatto una previsione di data di esaurimento discarica, riferita alla media di conferimento mensile calcolata sulla raccolta del secco degli anni precedenti, rapportata alla capacità residua, con una previsione analitica che si è resa precisa al mese esatto di esaurimento. Quindi, conclude Benetto, quale era l’urgenza invocata da Tugnolo?

Tutta la testimonianza di Benetto è stata incentrata sul concetto che non c’è il motivo d’urgenza per invocare quel tipo di affidamento, ma non c’è neppure traccia della procedura negoziata prevista da quell’affidamento.
“Si è usato un comma dell’Art 57 senza alcun bando di gara - commenta l’inquirente - con l’aggiunta che il direttore generale Nereo Tescaroli non rispetta nemmeno la deliberazione di Tugnolo ratificata dal Cda, non fa quindi un nuovo contratto con Daneco, come avrebbe dovuto in virtù del nuovo affidamento ricevuto, conseguente alla procedura negoziata, ma produce un addendum sul vecchio contratto di gestione che ha prodotto l’esaurimento di T0”. “Il contratto firmato da Tescaroli è di ottobre - testimonia l’inquirente - la delibera di Tugnolo di maggio. La delibera era già di per sé un affidamento senza gara, ma Tescaroli fa addendum a contratto esistente. Discordanza tra deliberato e quanto si è addivenuto. Tescaroli usa l’escamotage di un addendum a contratto esistente perché non c’era procedura negoziata”.

In merito alla ricostruzione dei fatti viene ricordata in aula la posizione discordante della Provincia di allora, con l’assessore Gulmanelli all’ambiente che era sicura di poter risparmiare andando a conferire i rifiuti nella discarica tattica di Sant’Urbano in maniera definitiva, piuttosto che creare un sopralzo provvisorio su T0 che avrebbe poi dovuto avere la definitiva collocazione nella nuova T1, ed il maresciallo Benetto cita le consulenze che al tempo il Consorzio Rsu aveva fatto redigere dallo studio di ingegneria Ghirardello Avanzi, lo stesso che ha firmato il progetto della discarica nuova di T1.
Nella deposizione Benetto sottolinea come secondo la Provincia si sarebbero risparmiati 1,509 milioni, ma anche secondo una delle tre ipotesi di studio di Ghirardello si sarebbe risparmiato come costo industriale andando a Sant’Urbano, senza contare però l’incidenza della ecotassa per il conferimento dei rifiuti fuori bacino pari a 50 euro a tonnellata.
La deliberazione di Tugnolo è del 9 maggio 2012, l’ecotassa è stata tolta dalla Regione Veneto il 15 maggio dello stesso anno, ovvero 6 giorni dopo, “Lo sapevano tutti che l’avrebbero tolta, anche in Provincia - commenta Benetto - ed infatti così è stato” ma per l’avvocato Tescaroli in fase di controinterrogatorio questa è stata una questione importante poiché alla domanda se al momento della deliberazione di Tugnolo Sant’Urbano era più economica la risposta è stata negativa anche se l’inquirente ha ribadito sul fatto che era di dominio pubblico l’intenzione di cancellarla, ed al momento della ratifica del Cda l’ecotassa non c’era più.

Come se non fosse sufficientemente chiara la posizione dell’accusa l’avvocato di Bernardino Filipponi, al tempo legale rappresentante di Daneco, in fase di controesame del maresciallo Benetto chiede: “Lei è a conoscenza che già al 29-11-2011 il Consorzio Rsu aveva chiesto alla Provincia l’autorizzazione per lo stoccaggio provvisorio in sopralzo a Taglietto 0?”. Benetto, che non perde occasione per ribadire la sua tesi risponde: “vede avvocato che c’era tutto il tempo per fare la gara? Da nov 2011 a maggio 2012 il tempo c’era per la gara o per la procedura negoziata. Quello che vi viene contestato dal Pubblico ministero è proprio questo”.

Terminato il controesame del maresciallo dei Carabinieri l’udienza per la deposizione degli altri testi dell’accusa è stata rimandata al prossimo 27 giugno 2019 alle ore 11.30 con Tescaroli, Villani, Ruin, e Leone. A nulla è valso il tentativo del Pm per ottenere una data più prossima, il presidente Risi non ha modificato la sua indicazione.

Pierluigi Tugnolo ha commentato di voler rinunciare al beneficio della prescrizione del reato e di voler andare a sentenza per dimostrare la sua non colpevolezza, ma il dubbio è che dopo oltre 7 anni dal compimento del presunto reato, la nuova guida politica Lega Cinquestelle, cancelli i procedimenti non andati a sentenza di primo grado, indipendentemente dalla volontà degli imputati.
8 novembre 2018
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