RUGBY CATTOLICA TEST MATCH L’Italia fa il suo dovere contro la Georgia imponendosi a Firenze 28-17 rischiando qualcosa nel finale

Bisognava assolutamente vincere e gli azzurri lo hanno fatto

Italia - Georgia (foto servizio Daniele Resini - Fotosportit/FIR): la meta di Bellini
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La squadra di Conor O'Shea ha messo in archivio una vittoria “pesante” sul piano politico rispedendo al mittente le richieste della Georgia di entrare nel Sei Nazioni proprio al posto dell'Italia, ma sul piano della prestazione ci sono stati troppi alti e bassi che nella prospettiva a breve non inducono certo all'ottimismo.

Tra una settimana a Padova contro l’Australia servirà qualcosa di diverso sul piano del gioco, soprattutto nel reparto arretrato che ha vanificato almeno due grosse occasioni

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FIRENZE - Contro la Georgia, per le ragioni che tutti sanno, bisognava assolutamente vincere e gli azzurri lo hanno fatto; l'Italia doveva anche riuscire a convincere ma se lo è dimenticato rimandando ad altra occasione. Va detto subito che quello sui “Lelos” è stato un successo meritato e utilissimo in chiave di prestigio internazionale e ranking mondiale, però gli azzurri hanno faticato e sprecato troppo per riuscire ad avere ragione di una squadra solida fisicamente ma tecnicamente ancora poco attrezzata per l'alto livello. Pur non esprimendo un gioco brillante e spettacolare, se non per brevi tratti, l'Italia ha tenuto in pugno la partita per quasi un'ora avendo a disposizione più di un'occasione per chiuderla del tutto. La meta tecnica, con il cartellino giallo rimediato nella circostanza da Benvenuti, concessa alla Georgia a metà ripresa ha cambiato l'inerzia del match che negli ultimi 20 minuti di gioco è sempre rimasto nelle mani dei georgiani. Buon per l'Italia che nel finale le ruvide e incerte mani dei “Lelos” hanno rovinato più di un'azione d'attacco, altrimenti per gli azzurri il rischio di compromettere una partita già vinta sarebbe stato molto più serio. 

La squadra di Conor O'Shea ha messo in archivio una vittoria “pesante” sul piano politico rispedendo al mittente le richieste della Georgia di entrare nel Sei Nazioni proprio al posto dell'Italia, ma sul piano della prestazione ci sono stati troppi alti e bassi che nella prospettiva a breve non inducono certo all'ottimismo. Si temeva che il pack georgiano con la sua esuberante fisicità potesse creare problemi a quello azzurro. Invece gli avanti italiani sono stati il reparto più convincente della squadra con un buon comportamento sia nelle fasi statiche che in quelle dinamiche. Qualche critica, semmai, la mischia italiana la può ricevere per un'eccessiva fallosità (anche se il neozelandese Jackson è apparso sin troppo severo nei confronti degli azzurri) e per una cronica difficoltà nell'avanzamento bilanciata, però, da una paziente gestione del possesso. Purtroppo le cose sono andate meno bene nel reparto arretrato, quello che in partite di questo tipo dovrebbe fare la differenza. Alla fine nel bilancio della prestazione fornita dalla linea veloce azzurra troviamo le due mete subite dall'Italia (errori di Campagnaro e Benvenuti) e due occasionissime sprecate entrambe da Castello. Nessuno discute che Castello e Campagnaro siano buoni giocatori, ma al momento non sono una buona coppia di centri e di questo ne paga le conseguenze il gioco d'attacco azzurro. 

Senza questi marchiani errori la partita avrebbe avuto un andamento diverso e per i 20 mila appassionati presenti sulle tribune del “Franchi” ci sarebbe stato meno da soffrire. Nel suo complesso il gioco della squadra di O'Shea è sembrata zoppicante soprattutto nelle fasi di avanzamento, mentre è stata apprezzabile la qualità del possesso. Contro una formazione come quella georgiana, fisicamente forte ma non impeccabile sul piano tecnico e della disciplina, può bastare, ma contro Australia e Nuova Zelanda, prossimi avversari degli azzurri, decisamente no. Il primo acuto è stato dell'Italia con un intercetto di Benvenuti che però è rimasto un po' sulle gambe permettendo alla difesa georgiana di recuperare la posizione. La pressione degli azzurri è continuata e da un'insistita azione nei “22” avversari è scaturito un agevole penalty realizzato da Allan. La reazione della Georgia non si è fatta attendere e, complice un'eccessiva fallosità degli azzurri, ha prodotto un'iniziativa che ha portato in meta Mtchedlidze sul quale il placcaggio di Campagnaro non è stato esente da pecche. L'Italia, però, ha dato una buona risposta proprio con lo stesso Campagnaro che ha depositato l'ovale oltre la linea a conclusione di una lunga azione d'attacco nella quale la squadra di O'Shea ha avuto il pregio di non perdere la pazienza nella gestione del possesso. I georgiani sono tornati a rendersi pericolosi con le loro penetranti azioni del pack mettendo in difficoltà la difesa azzurra. La partita ha avuto una svolta con il cartellino giallo rimediato da Tsutskiridze per un placcaggio su Sperandio in volo. La superiorità numerica ha dato maggiore carica alla squadra italiana che ha spostato subito in avanti la linea del proprio gioco. Alla mezzora, dopo ripetuti attacchi in sfondamento del pack con Polledri e Negri molto sollecitati, l'Italia è arrivata a una spanna dalla meta, ma al momento di segnare ha commesso un fallo. L'occasione sprecata non ha intaccato la volontà degli azzurri che si sono riportati in avanti imbastendo un altro lungo attacco sprecato da Castello che non ha sfruttato il corridoio libero verso la meta che si era trovato davanti dopo diversi cambiamenti di fronte. Invece è arrivato solamente un penalty convertito da Allan

Fortunatamente poco prima dell'intervallo l'Italia è riuscita a sfruttare la superiorità numerica andando a segnare con Bellini sulla bandierina dopo un raggruppamento a ridosso della meta seguito da una partenza di Tebaldi dalla parte chiusa. Il rabbioso avvio di ripresa, con Budd a segnare di forza dopo una serie di percussioni che hanno aperto la difesa georgiana, è sembrato dare agli azzurri il via libera per una comoda vittoria. Purtroppo la supremazia della squadra italiana è apparsa poco incisiva e il colpo che avrebbe definitivamente chiuso il match non è arrivato. Un penalty di Matiashvili all'11' ha dato un po' di respiro alla Georgia, ma a condurre il gioco è stata sempre l'Italia che poco dopo ha creato un'altra azione da meta gettata al vento dal solito Castello che ha maldestramente ignorato Benvenuti libero sulla sua destra. Nonostante questi errori l'Italia è riuscita ad allungare nel risultato con una bella meta di Allan bravo nel trovare un varco nella sfilacciata difesa georgiana dopo un intelligente cambio di fronte dettato da Tebaldi. Partita chiusa? Nemmeno per sogno perchè l'Italia è stata abilissima nel complicarsi la vita concedendo spazio a uno dei rari attacchi portati fino ad allora dalla Georgia. 

Su un'azione arrivata vicinissima alla meta c'è stato un placcaggio anticipato di Benvenuti su un avversario che stava per ricevere l'ovale. Un breve conciliabolo di Jackson con il TMO ha portato alla marcatura tecnica per la squadra georgiana e al cartellino giallo per Benvenuti. Da quel momento gli azzurri sono praticamente spariti dal campo lasciando il controllo della partita in mano ai georgiani che hanno tentato una clamorosa rimonta Chiamata a impostare il gioco la squadra guidata dal tecnico neozelandese Haigh ha mostrato i suoi limiti tecnici perdendo semplici possessi e commettendo falli inutili. Tutto questo ha favorito la difesa italiana che in alcuni frangenti era apparsa un po' in affanno. Così gli azzurri sono riusciti a portare a casa una vittoria che ci sta tutta ma che nel finale è costata più fatica del previsto come testimonia il parziale della ripresa finito in parità, 10 a 10. In ogni caso resta un successo che fa morale e tiene lontane (almeno temporaneamente) le critiche.

Roberto Roversi

Stadio Artemio Franchi, Firenze – 4 Novembre 2018
Cattolica Test match 2018
Italia Vs Georgia 28-17 (p.t. 18-7)

Marcatori: 10’ cp Allan (3-0); 16’ m Mchedlidze tr Matiashvili (3-7); 21’ m Campagnaro tr Allan (10-7); 37‘ cp Allan (13-7); 39’ m Bellini (18-7); s.t. 3’ m Budd (23-7); 13’ cp Matiashvili (23-10); 17’ m Allan (28-10); 23‘ m tecnica (28-17);

Italia: Sperandio, Benvenuti, Campagnaro, Castello (18’ s.t. Morisi), Bellini, Allan (36’ s.t. Canna), Tebaldi (32’ s.t. Palazzani); Steyn, Polledri, Negri (23’ s.t. Meyer), Budd, Zanni (22’ s.t. Fuser), Ferrari (16‘ s.t. Pasquali), Ghiraldini (cap) (32‘ s.t. Bigi), Lovotti (32‘ s.t. Traoré) All. O’Shea

Georgia: Matiashvili (36’ s.t. Malaguradze), Koshadze (1’ s.t. Kveseladze), Sharikadze (cap), Mchedlidze, Dzeneladze, Khmaladze, Lobzhanidze (18’ s.t. Aprasidze); Gorgadze, Tsutskiridze, Giorgadze (16’ s.t. Bitsadze); Lomidze, Cheishvili (26’ s.t. Sutiashvili); Kubriashvili (8’ s.t. Chilachava), Bregvadze (18’ s.t. Mamukashvili), Nariashvili (18’ s.t. Zhvania ) All. Haig

Arbitro: Glen Jackson (New Zealand Rugby Union)
Assistenti: Frank Murphy (Irish Rugby Football Union) e Shuhei Kubo (Japan Rugby Football Union)
Calciatori: Allan (Italia) 3/6, Matiashvili (Georgia) 2/3
Cartellini: al 29° giallo a Tsutskiridze (Georgia), al 23’ s.t. giallo a Benvenuti (Italia)
Man of the match: Steyn (Italia)

Note: Cielo sereno. Temperatura 20°. Terreno in buone condizioni. 18424 spettatori.

 

 

 

10 novembre 2018
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