SANITA’ ROVIGO Venerdì 23 novembre i sindacati organizzano una manifestazione davanti all’ospedale con i medici in sciopero per il drammatico problema degli organici

Il grido d’allarme dei medici 

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La riduzione della pianta organizzata dei medici dell’Ulss 5 polesana,  da 620 a 479, è l’ultima delle problematiche sollevate dai medici stessi e dai sindacati di Cgil, Cimo, AaroiEmac, Anaao Assomed e Uil, che evidenziano come questi tagli toccano in realtà tutte le professionalità mettendo a rischio lo stesso diritto alla salute dei cittadini. Proprio per questo venerdì 23 novembre si terrà una manifestazione davanti all’ospedale di Rovigo 

ROVIGO - Il taglio dell’organzino dei medici e di tutto il personale ospedaliero è sotto agli occhi di tutti e risposte concrete da Governo e Regione ancora non ci sono. Proprio per questo la Funzione pubblica della Cgil, e le sigle sindacali Cimo, AaroiEmac, Anaao Assomed e Uil, hanno deciso di organizzare per venerdì 23 novembre una manifestazione davanti all’ospedale con i medici in sciopero.

La volontà di fare questa manifestazione è emersa durante l’assemblea generale dei medici e veterinari dell’Ulss 5 polesana che si è tenuta venerdì 9 novembre all’auditorium dell’ospedale di Rovigo. E’ infatti cominciata con la discussione sulla mancanza di un contratto “che non trova ancora risposta da parte del Governo e delle Regione dopo ben 10 anni senza rinnovo, l’assemblea si è trasformata in un grido d’allarme per la tenuta stessa della sanità pubblica e per l’insostenibile situazione in cui si trovano ad operare i Medici. - spiegano - Organici pesantemente al di sotto dei livelli necessari ad erogare i servizi sanitari, con lo Stato e le Regioni totalmente assenti, ma chiaramente responsabili della mancata programmazione. Basti pensare alla riduzione della pianta organica dell’Ulss da 620 medici, mentre ne sono presenti solo 479, ad un fabbisogno certificato dalla direzione generale a 533 che viene bocciato dalla Regione per motivi economici e ridotto ulteriormente a 503, ben al di sotto del bisogno prima certificato e delle autorizzazioni alle assunzioni prima concesse, preludio/scelta politica ad un futuro di carenza organica dei professionisti e di un taglio dei servizi con le future schede ospedaliere”. 

Se la programmazione dipinge uno scenario drammatico la situazione ora per i sindacati è molto peggio: “guardie notturne di un solo medico con 160 ricoverati in più servizi; c’è il frequente utilizzo di medici con contratti di collaborazione già andati in pensione e/o ricorso ad appalti con cooperative esterne (Pronto Soccorso, Suem 118); l’attività chirurgica mantenuta solo grazie ad un costante straordinario ben oltre l’orario di  lavoro e che rischia la riduzione per la mancanza di anestesisti; reparti dove i medici fanno costantemente 45/50 ore di lavoro settimanali con un numero di casi da seguire ben al di sopra di quella soglia che ti permette di assicurare la qualità e la sicurezza, come nell’area internistica ma non solo; reparti, come la pneumologia, dove il servizio viene integrato da personale medico di altri reparti internistici già fortemente in difficoltà (Medicina, Geriatria, Oncologia/Oncoematologia e Malattie Infettive) con ricadute drammatiche anche sull’organizzazione dove nello stesso reparto di 15 posti letto ruotano 5 specialità; servizi con una riduzione drammatica del personale fino al 50% come la Pneumologia e l’Oncologia di Adria”. 

Da qui quindi la volontà di farsi sentire chiedendo la partecipazione anche del rimanente personale dell’Ulss 5 Polesana, per il drammatico problema degli organici che tocca tutti i settori e tutte le professionalità. Seguirà un incontro pubblico tra i medici e le rappresentanze politiche ed amministrative del territorio per chiedere risposte ed azioni ad una situazione che sta mettendo a rischio lo stesso diritto alla salute dei cittadini. 
10 novembre 2018
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