EVENTI ROVIGO Sabato 10 novembre, presso l’auditorium del Seminario, giornata importante di memorie e testimonianze sul conflitto mondiale del 1915-'18

Su sentieri di guerra sognando la pace

Strenne in Piazza Natale 2018

La biblioteca del Seminario e l’associazione culturale “Barbuiani” si sono messi insieme per dare voce a una realtà, non pienamente conosciuta, e cioè la presenza dei cappellani militari e dei seminaristi diocesani nel primo conflitto bellico insieme alla descrizione delle vie di Rovigo che ricordano luoghi e personaggi del grande conflitto mondiale 1915-'18


ROVIGO - Tutti in piedi mentre il coro Monte Pasubio intonava “l’Inno di Mameli”. Così si è aperto l’atteso appuntamento intitolato “Su sentieri di guerra sognando la pace”. Memorie e testimonianze sul conflitto del 1915-18”, svoltosi, sabato 10 novembre, presso l’auditorium del Seminario di Rovigo con una straordinaria e partecipe presenza di pubblico.

La biblioteca del Seminario e l’associazione culturale “Barbuiani” si sono messi insieme per dare voce a una realtà, non pienamente conosciuta, e cioè la presenza dei cappellani militari e dei seminaristi diocesani nel primo conflitto bellico insieme alla descrizione delle vie di Rovigo che ricordano luoghi e personaggi del grande conflitto mondiale 1915-18.

La fonte storica era rappresentata dai documenti, forse più intimi e sinceri, quali i diari personali e le lettere inviate allora Vescovo Monsignor Anselmo Rizzi. Si tratta di fonti inedite che si condensano in memorie ancora vive e impegnate di “sangue”. Racconti e testimonianze di giovani sacerdoti e seminaristi trascinati nei territori di guerra, provenienti dal Fronte o dagli ospedali e che si confidavano con familiari e amici, comunicando loro i momenti più difficili, sempre con animo pieno di fede invocando e auspicando segni di fratellanza e armonia.

Paolo Bordin, in rappresentanza dell’associazione Barbuiani, ora presieduta da Umberto Pilatti, che portava il suo saluto, introduceva il tema, sottolineando l’importanza dell’incontro, e invitando gli organizzatori per un breve intervento.  

Il Rettore del Seminario che ospitava la manifestazione, don Paolo Cestarollo, ricordava, tra l’altro, alcuni valori, quali l’amicizia e la pace, che si dovrebbero perseguire sempre in ricordo di fatti luttuosi e coinvolgenti l’intera collettività. 

L’assessore del Comune di Rovigo, Susanna Garbo, nel portare i saluti dell’amministrazione comunale, riprendeva, la necessità di ripartire da quei sani principi che dovrebbero formare la società.

Marco Chinaglia, per conto del Comitato Permanente per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali ed Ambientali in Polesine, rilevava la validità dell’iniziativa, quanto mai opportuna perché avviene nell’ambito della XXIV Settimana dei beni culturali, dedicata alla “grande Guerra e il Polesine: nelle retrovie del fronte”.

Mons. Bruno Cappato, direttore della Biblioteca del Seminario, nel portare il suo contributo, ha ringraziato prima di tutto Adriano Mazzetti che si è dedicato con intelligenza e generosità a pensare e ad organizzare questa iniziativa; poi faceva presente che tutti i popoli sono chiamati ad essere uniti pacificamente, come indica la preghiera del “Padre Nostro” che definisce la identità vera di ogni uomo e il rapporto che esiste tra le persone al di là del tempo e delle appartenenze. 

Il coro Monte Pasubio, diretto dal maestro Tempesta, intervallava alcuni brani propri e caratteristici di quel triste periodo.

Iniziava la sua relazione il professor Leonardo Raito, studioso di storia, che, fin dalle prime battute, metteva in luce la brutalità delle ostilità interessanti milioni di uomini e che hanno distrutto famiglie e interi paesi.

Ben oltre 650.000 furono le persone decedute e ancora più numerosi i feriti. Il volume, “La grande guerra a Rovigo”, racconta storie di combattenti che spesso incrociamo leggendo le vie dei nostri comuni a loro intitolate.

Quanto alla corrispondenza si riscontrano ben 4 miliardi di lettere, complessivamente, tutte censurate, dove affiorano momenti di grande afflizione e di trepidazione e dimostrano tutte un immenso desiderio di pace e necessità di ricongiungimento con i propri cari.   

È stata una contesa anche di affetti, che alla fine vide una vittoria alquanto sofferta che concorse a creare la crisi dello Stato liberale e che portò con se il germe della nascente dittatura. Sono germogliate tante “microstorie” fatte di diverse percezioni e sensibilità, che fanno capire come il compito e la presenza dei cristiani siano state importanti e quello dei cappellani “coagulanti”.

Per questo, continuava il relatore, non possiamo dimenticare le radici cristiane che si possono riscoprire nel ruolo dei cattolici a partire da quell’evento disastroso.  

Nel quaderno nr.11 della Biblioteca del Seminario, sono riportati alcuni brani di diari e di lettere scritte da seminaristi e preti cappellani, “dove emergono aspetti quotidiani della vita militare ma anche lo sforzo di questi giovani di dare senso alla propria faticosa esperienza” (Adriano Mazzetti).

Claudio Garbato, a nome del Coro Monte Pasubio RovigoBanca, proseguiva con la presentazione dei canti, riguardanti le zone citate da Raito, in quelle montagne a noi care per i ricordi di tante belle passeggiate estive ma che furono teatro di tanta amarezza per i nostri nonni.

Raito continuava, parlando degli scontri sulle Tofane, sul Cimone, sul Carso e su altre cime, conosciute da tutti. Ciò ha avuto influenze nel territorio attraverso la toponomastica (cioè lo studio scientifico dei nomi di luoghi) e l’Onomastica (lo studio dei nomi propri di persona contrapposto a toponomastica). Rovigo comprende, infatti, numerosissime vie dedicate alla prima guerra mondiale, pur essendo stata una città di retrovia (che ha vissuto cioè la guerra prima e dopo). Veramente belle, profonde e partecipate le considerazioni e le letture dei ragazzi del liceo classico “Celio-Roccati”, scritte da Edoardo Carricato e Matilde Chinarello della classe 4 A e da Fabiola Fraccascia della classe 4 B. Si sono confrontati su alcune delle trecento lettere di preti e seminaristi impegnati da militari in zone di guerra.

Il vicario generale don Damiano Furini, con un sentito ringraziamento suo e del Vescovo Pierantonio Pavanello, valorizzava i sentimenti e le sofferenze emerse dai “vissuti” di tanti sacerdoti e seminaristi diocesani, che hanno saputo creare solidarietà e umanità fra loro e nell’intera comunità ecclesiale. Sulle note della canzone del Piave, si concludeva l’incontro.

 

12 novembre 2018
Studio legale Fois 468x60




Correlati:

Baccaglini VW locator

La tua privacy per noi è importante!


Proseguendo nella navigazione acconsenti al trattamento dei dati essenziali per il funzionamento del servizio. Ti chiediamo inoltre il consenso per il trattamento esteso alla profilazione e per il trattamento tramite società terze.
Leggi di più Acconsento