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Ad un soffio dal sistemare la questione piscine il sindaco blocca tutto

POLO NATATORIO ROVIGO Il Comune vorrebbe resistere all’ingiunzione di pagamento da 6 milioni e 340mila arrivata da Unipol Banca, ma Massimo Bergamin blocca la delivbera di indirizzo. Due volte in due giorni

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ROVIGO - Secondo giro a vuoto della giunta di Massimo Bergamin che nella giornata di giovedì 15 novembre aveva provato a far votare una delibera di indirizzo per la soluzione del caso piscine, proposta proprio dal primo cittadino, ma un ripensamento all’ultimo dell’assessore della Lega Stefano Falconi e del primo cittadino, seguito dall’assessore Sguotti, ha fatto mancare il numero legale in giunta.
Un comportamento incredibile, il presentatore della delibera ha abbandonato la sala, senza apparente o spiegabile motivo.

Ripresentata il giorno successivo, ovvero venerdì 16 novembre, al momento della discussione, è stata ritirata dallo stesso estensore, ovvero Massimo Bergamin.
Dopo lo sconcerto dei colleghi di giunta, che non hanno motivazioni da addurre, se non la volontà del sindaco di non votare quella delibera, è giunta una nota ufficiale dalla segreteria del sindaco del comune capoluogo che recita:

“Il sindaco Massimo Bergamin assicura che non c'è alcun rischio default per il Comune rispetto alla vicenda "Baldetti - polo natatorio", poiché, come è noto, tutti gli accantonamenti economici per far fronte alla situazione, sono già a disposizione dell'Ente. L'approfondimento che sto facendo rispetto alla delibera n. 556 "Atto di indirizzo agli uffici per verifica ed elaborazione ipotesi di concordato" - ritirata sia ieri che oggi in Giunta - ha lo scopo di valutare la scelta migliore da fare in relazione  alla complessa vicenda Baldetti - polo natatorio. - spiega il Sindaco -  Si terrà inoltre conto delle eventuali responsabilità pregresse e future che hanno causato la ben nota vicenda che, da anni, ingessa ogni attività del Comune di Rovigo a scapito dell'intera cittadinanza".

Il finale del comunicato inasprisce ancora di più i rapporti con Paolo Avezzù ed il suo gruppo di Obiettivo Rovigo, sindaco che firmò il project financing che oggi chiama in causa il Comune di Rovigo in surroga delle inadempienze del concessionario Veneto Nuoto, dichiarata fallita ed affidata alla gestione commissariale dei curatori fallimentari individuati dal Tribunale di Rovigo.

La verità è che, come spesso è successo, il Comune si muove all’ultimo, in ritardo e con l’acqua alla gola, ma la richiesta di intervento in surroga da parte di Unipol Banca affonda negli anni scorsi, con la società concessionaria ancora attiva, a cui, proprio per le inadempienze, e per la presenza dell’articolo di revoca, si sarebbe potuta revocare la concessione, limitare l’indebitamento, pensare ad un piano di rientro con Unipol e nel contempo mettere a gara la gestione.

Scelte politiche, di cui non è dato sapere, fatto sta che il sindaco Bergamin non sta dando continuità all’evidenza delle circostanze: bisogna pagare. Il debito da ripianare, pendenze giudiziarie escluse, ammonta al momento a 6,34 milioni di euro. Gli accantonamenti sono di quasi 5 milioni.
La delibera di indirizzo è stata ritirata, due volte.

Di fatto, la bozza, non sembrava fatta male: si sarebbe dovuto deliberare di affidare la partita a professionisti esterni esperti in diritto fallimentare vista l’incapacità dell’Ente di chiudere la vicenda. Nulla di fatto, finora.
Articolo di Venerdì 16 Novembre 2018

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