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“Grazie Renzo, mi dai forza e coraggio”

POLITICA ROVIGO Silvia Menon risponde a Renzo Marangon che la considera l'avversario da battere alle prossime amministrative, motivo per cui il centrodestra dovrebbe ricompattarsi prima di staccare la spina a Massimo Bergamin

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ROVIGO - Dice di non essere sicura di ricandidarsi a sindaco della città di Rovigo, ma Silvia Menon traccia il manifesto della sua prossima avventura elettorale per il Comune.
L’occasione le è stata servita su un piatto d’argento da Renzo Marangon (LEGGI ARTICOLO) che invoca il cambio di passo dell’amministrazione Bergamin per resistere all’ipotesi di un voto amministrativo di primavera che vedrebbe il centrodestra impreparato e soccombente, di sicuro, alla lista di Silvia Menon.

Sono contenta che Renzo Marangon mi veda come un nemico politico. Fa bene, anzi benissimo. Lo ringrazio di cuore. È sicuro che se deciderò di candidarmi di nuovo - esordisce Silvia Menon - come ho fatto nel 2015, nella mia lista non ci sarà nessun assessore di nessuna giunta né di destra né di sinistra.
Sarà un taglio radicale, senza precedenti a Rovigo.
La politica di Marangon e delle sue cene, del Pd e dei suoi pranzi, quella dei Bergamin e degli Avezzù, andrà in soffitta”.

“Se la città darà fiducia alla mia lista - continua Menon - si volta pagina per sempre e le solite facce diventeranno solamente un ricordo. Se invece la città non ci voterà a sufficienza vorrà dire che resteranno loro, il Pd, la Lega, Forza Italia, magari assieme ai grillini per finta o per opportunità e tutti quelli del teatrino di questi 30 anni di alleanze da mal di stomaco che si rompono e si ricompongono allo scopo di esercitare un po’ del potere che spetta agli amministratori del Municipio”.

La situazione della Rovigo di oggi è impietosa: “Decenni di aborti come l’interporto e la zona fiere, di disastri economici come i project del cimitero e della Baldetti, di fallimenti come l’ex Maddalena, di decisioni miopi che hanno ammazzato il commercio in città favorendo i centri commerciali. Decenni dove le frazioni sono diventate dei dormitori visitati periodicamente dai ladri”.

L’unico modo per far cambiare rotta a Rovigo secondo Menon è tagliare di netto con chi ha portato avanti questa politica che provoca, secondo lei, solo danno alla città.

Non vogliamo vincere a tutti i costi - continua Silvia Menon - dovremmo stravincere per poter amministrare senza compromessi, perché è questo che ci interessa. Non farci tirare la giacca di chi teme ogni cambiamento perché non emergano le responsabilità del passato. A noi invece non fanno paura. Perché non abbiamo mai amministrato.
Per raggiungere questo obiettivo dobbiamo aprire le porte a chi fino ad oggi in giunta non ha mai messo piede e lasciare fuori chi invece ci ha piantato le tende”.

“Per noi vincere non è vitale - conclude Menon - non ci interessa il potere fine a sé stesso. Ci interessa realizzare le nostre idee perché pensiamo faranno bene alla città. Se non vi sceglieranno continueremo la nostra vita di sempre perché della politica non abbiamo alcun bisogno. Sacrificheremo mento tempo al nostro lavoro.

Su una cosa invece Marangon sbaglia di grosso. Le ‘sinistre’ non ci appoggiano e nemmeno glielo chiediamo. Nel nostro gruppo ci sono persone che hanno votato 5 Stelle, altri che votano la Lega come il Pd o chissà cosa. Non ci interessa nulla cosa fanno alle elezioni regionali o alle politiche le persone che ci danno una mano.
Da noi entra chi condivide il programma, chi vuole darsi da fare ed accetta la linea del taglio netto con il passato. Non facciamo differenze tra Pd, Lega e Forza Italia. Noi vogliamo far diventare la città una ‘zona franca’. I partiti stanno fuori assieme a chi ha amministrato, male!, fino ad oggi”.
Articolo di Sabato 17 Novembre 2018

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