UNIVERSITÀ ROVIGO I sindacati di Cgil e Uil dopo il tentativo di conciliazione con il Prefetto annunciano l’astensione dal lavoro dei dipendenti del Cur per il 4 dicembre dalle 8 alle 12 

Soci Cur dal Prefetto, ma la Provincia non c’è. E’ sciopero 

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Le risorse per garantire lo svolgimento dei lavoratori del Cur ci sono: ecco che i sindacati di Cgil e Uil chiedono ai tre soci che hanno un ruolo pubblico di fare un patto con la Fondazione Cariparo, ente privato che fino ad oggi ha salvato l’attività del Consorzio universitario. Nel frattempo dopo il tentativo di conciliazione viene dichiarato lo sciopero fissato per il 4 dicembre dalle 8 alle 12. 

Martedì 13 novembre si è tenuta una manifestazione di protesta di studenti e professori davanti al Cubo (LEGGI ARTICOLO). La prossima assemblea soci è fissata per il 29 novembre (LEGGI ARTICOLO)



ROVIGO - “Il futuro del Consorzio università Rovigo è appeso alle decisioni di un soggetto privato, qui la politica deve assumersi un ruolo forte”. Paolo Zanini della Cgil e Cristina Garbin della Uil di Rovigo chiedono una presa di posizione importante dai soci del Cur, ovvero Comune e Provincia di Rovigo che detengono il 40% delle quote e Camera di commercio il 20%, sul futuro dell’ente attualmente legato alla stabilizzazione dei sei dipendi precari che rischiano di rimanere a casa dal’1 gennaio (LEGGI ARTICOLO) e che per protesta il 4 dicembre saranno in sciopero dalle ore 8 alle 12. 

Nella giornata di lunedì 19 novembre i sindacati hanno partecipato al tentativo di conciliazione in Prefettura con il prefetto Maddalena De Luca, il presidente del Cur Mauro Venturini, il sindaco di Rovigo Massimo Bergamin, ed un dirigente dell’ufficio legale della Cciaa, assente invece la Provincia. 

“Abbiamo illustrato tutta questa situazione intollerabile che stanno affrontando le sei persone dipendenti del Cur che dopo decenni da precari hanno la necessità di avere una stabilità. - affermano i sindacati - Noi riteniamo che questa situazione possa essere un segnale forte e fondamentale per la chiusura in futuro del Cur. E’ chiaro che in questa partita il vero interlocutore è la Fondazione Cariparo e non gli enti soci”. 

Per Zanini e Garbin infatti sono soprattutto il Comune, Provincia in primis a dover prendere una decisione: “Venturini ci ha detto che siccome tempo fa c’era l’idea della stabilizzazione dei dipendenti il Cur si è già mosso con gli atti per attuarle, ma appunto attendono indicazioni dai soci”. Soci che devono fare, a detta dei sindacati, un patto con la Fondazione che possa garantire ogni anno lo stesso investimento: “Ci è stato detto che, nonostante il taglio di 100mila euro della Cariparo, la copertura del 2019 c’è quindi si può stabilizzare i lavoratori e poi per un anno trovare soluzione alternativa che veda il coinvolgimento di nuovi enti”. 

“Quello che è in gioco è il ruolo pubblico sul Cur, si sta giocando una partita in cui privati che vi mettono i soldi poi vogliono decidere cosa fare e prendere in mano l’università. La politica ora più che mai deve essere presente” concludono Zanini e Garbin. 

19 novembre 2018
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