SCIOPERO ROVIGO Adesione totale dei medici e dottori dell’ospedale di Rovigo venerdì 23 novembre contro la gestione locale della salute pubblica. I consiglieri regionali Graziano Azzalin e Patrizia Bartelle attaccano la Regione

La sanità si ferma per protesta: “Meno risorse significa meno cure"

Baccaglini VW Service
Problemi di organico, di programmazione, di tutela della salute pubblica, della privatizzazione che avanza inesorabile, di schede ospedaliere, di servizi da erogare hanno spinto i medici dell’ospedale di Rovigo a manifestare contro il modello di sanità nazionale e regionale-locale, quest’ultima che sta portando tutto alla privatizzazione.  Per i consiglieri regionali di Pd Graziano Azzalin e M5s Patrizia Bartelle è una emergenza che va affrontata poichè la mancanza di medici porta a più rischi per la salute dei cittadini 

ROVIGO - L’ingresso dell’ospedale di Rovigo nella mattinata di venerdì 23 novembre invaso da camici bianchi. Erano i medici e dottori dell’Ulss 5 polesana che hanno manifestato sopportata dai sindacati di CgilCimo, AaroiEmac, Anaao Assomed e Uil, a livello nazionale ma anche locale contro il modello di sanità pubblica. 

Le motivazioni della manifestazione davanti all’ospedale, quindi l’adesione alle sciopero contro la gestione locale, sono “perché è a rischio il diritto alla salute dei cittadini di questo territorio; per impedire che la cronica carenza di personale determini la chiusura dei servizi sanitari; contro i tagli e la strisciante esternalizzazione e privatizzazione della Sanità Pubblica; per un reale e concreto investimento sul personale che permetta di lavorare con qualità e in sicurezza; per essere attori nelle future scelte che la Regione e la direzione generale faranno per il nostro territorio con il Piano socio sanitario regionale e la future schede ospedaliere; a difesa dei servizi sanitari del Polesine e della qualità che erogano”.

A sostenere il loro disagio erano presenti i consiglieri regionali del Partito democratico Graziano Azzalin e del Movimento 5 stelle Patrizia Bartelle. 

Meno medici e meno risorse significa meno cure e quindi più rischi o, per chi se lo può permettere, ricorso al privato. Dobbiamo dirlo apertamente: stiamo andando incontro a un progressivo smantellamento del Servizio sanitario pubblico” tuona Azzalin che evidenzia come non si tratti solo di un problema nazionale, “livello regionale la Giunta insiste a dire che non cambierà nulla nel nuovo Piano sociosanitario, ma se manca il personale è evidente l’impossibilità di mantenere gli attuali servizi che pure presentano varie criticità. È inutile dire che non chiuderà nessuno ospedale, il problema è cosa ci mettiamo dentro. Nel Psst approvato in Commissione e che approderà in aula nelle prossime settimane è passato un nostro emendamento in cui si riconosce la specificità del territorio polesano, ma dalle parole bisogna poi passare ai fatti, con atti coerenti in termini di implementazione di risorse e personale. Negli ultimi due anni solo in Polesine sono andati via 74 medici e nel 2019 altri 280/300 dipendenti dell’Ulss, medici inclusi, potrebbero andare in pensione. È un’emergenza che va assolutamente affrontata”.

Dura nei confronti della Regione anche la consigliere Bartelle: “Quella che ho visto oggi è una testimonianza di dolore di chi lavora sul dolore delle persone. Dobbiamo capire che oggi non si può combattere per avere un diritto di base come quello della salute pubblica. Il nuovo piano socio sanitario della Regione è una presa in giro, la sanità veneta che tanto ci invidiano le altre regioni d’Italia la stiamo dando alla sanità provata in maniera cosciente ed è abberrante che il presidente Luca Zaia in tutto ciò continui ad avere tanti consensi dai veneto. Sono stanca di sentire che stiamo migliorando la sanità perché in realtà la stiamo solo svuotando, il servizio della medicina di gruppo integrata che ora viene smantellata ne è la dimostrazione”. 

Sul finire della manifestazione fuori dall’ospedale è arrivato il sindaco di Adria Omar Barbierato che poi si è trasferito in auditorium per partecipare all’assemblea pubblica assieme ad atri esponenti politici locali dove è stato presentato un breve documento che riassume le motivazioni della protesta e che chiede un impegno, ognuno nel proprio ruolo, di difesa del servizio sanitario pubblico e del territorio polesano. 

 
23 novembre 2018
Studio legale Fois 468x60




Correlati:

La tua privacy per noi è importante!


Proseguendo nella navigazione acconsenti al trattamento dei dati essenziali per il funzionamento del servizio. Ti chiediamo inoltre il consenso per il trattamento esteso alla profilazione e per il trattamento tramite società terze.
Leggi di più Acconsento