CULTURA ROVIGO Grande ritorno il 23 novembre al teatro Sociale è andato in scena lo spettacolo “Duri a morire” dei quattro comici polesani 

Un anno aspettando i Tanto par ridere, ma ne è valsa la pena

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Dopo essere stati assenti per un anno, i Tanto par ridere sono ritornati sul palco con lo spettacolo “Duri a morire” che è andato in scena al teatro Sociale con diversi sketch che hanno divertito il pubblico presente. Eccellente accoglienza degli spettatori da parte degli studenti dell’istituto alberghiero Cipriani di Adria



ROVIGO - Nemmeno un’ora di fila sotto la pioggia ha smorzato il sorriso e l’entusiasmo dei tanti fan che hanno riempito il Teatro Sociale di Rovigo, venerdì 23 novembre, per vedere lo spettacolo rinnovato ed arricchito dei nostri polesani “Tanto par ridare”, l’affiatatissimo gruppo che da 28 anni diverte Rovigo, provincia e non solo.

Per preparare questo nuovo spettacolo dal titolo “Duri a morire” i quattro amici di sempre sono rimasti assenti dalle scene per un anno, ma ne è valsa decisamente la pena a giudicare dai botteghini che hanno dato il sold out già da mesi per entrambi i due giorni consecutivi di spettacolo previsti.

Ne è passato del tempo da quando tutto è partito con la vittoria della corrida, organizzata alla fiera di Grignano nell’agosto 1990, ma Massimo Brancalion, Giuseppe Canto, Marco Cervati e Luca Lazzarini hanno magicamente conservato tutto l’entusiasmo, l’energia e l’allegria di quando erano quattro giovani e spensierati ragazzi. Davvero indovinato e quasi commovente che proprio quattro ragazzini abbiano introdotto lo spettacolo, seduti su una panchina con lo sfondo delle torri di Rovigo, per lasciare poi il posto ai nostri quattro attori, rappresentati in età pensionabile.

Impossibile descrivere l’alternarsi di tutti gli sketch, vecchi e nuovi, rappresentati in tre ore (tre ore…!!!) di esibizione e sottolineati da applausi e risate di un pubblico di tutte le età, in un teatro con la scalinata addobbata con i fiori come a San Remo.

Ed infatti lo spettacolo non prevedeva solo comicità, nel nostro dialetto veneto e polesano, ma anche bellissimi interventi musicali dove la facevano da padrone il vero talento canoro dei vari sosia, assieme all’eccellente lavoro di costumisti, truccatrici, tecnici audio, luci e video.

Tutti questi aiutanti, 16 per la precisione, che solitamente lavorano dietro le quinte prendendosi pochi applausi e meriti, sono invece saliti sul palco e sono stati pubblicamente ringraziati, con quella generosità e spirito di amicizia che contraddistingue i tpr.

Sì perché, se chiediamo loro perché continuano da quasi 30 anni a portare avanti il loro show e perché abbiano avuto voglia di rinnovarlo (nonostante tutte le difficoltà della vita quotidiana di ciascuno) loro risponderanno che non è solo l’adrenalina degli applausi, che sicuramente molto è dovuto a quel fortissimo e collaudato sentimento di amicizia che li lega da tanto tempo e anche a quello spirito di gruppo creato con tutto lo staff, ma diranno anche che il motivo centrale del loro stare insieme è riuscire a fare quel dono delicato che è la beneficienza, quel “dare un sorriso a chi lo aveva perso”.

Ed è forse qui il segreto del loro successo: dei ragazzi, ancora bambini nel cuore, che si divertono tra loro, prima ancora di divertire il pubblico, che hanno uno scopo alto e profondo che li unisce e che gli fa superare le difficoltà, dei ragazzi che amano sorridere per far sorridere e che fanno ridere il pubblico per una sera per far meno triste la vita di chi non trova il sorriso. 

Parte del ricavato delle due serate andrà a due associazioni polesane, il gruppo famiglie aperte all’accoglienza di Rovigo e Down Dadi di Adria. 

Stefania Schiesaro

24 novembre 2018
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