COMUNE ROVIGO Il consiglio comunale ha votato le due variazioni di bilancio per cercare di risolvere l'affare piscine: la prima 29mila euro per l’avvocato Mauro Pizzigati e poi l'appostamento nell'avanzo libero 2017 di 1.136.421,04 euro

La strada è tracciata, si attendono i conteggi di Unipol

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E' ancora una volta il presunto consigliere di minoranza Antonio Rossini a salvare la maggioranza del comune di Rovigo votando a favore le due delibere con le variazioni di bilancio necessarie per l'accantonamento delle risorse verosimilmente necessarie a chiudere l'affare piscine


ROVIGO – Via libera dal consiglio comunale per la costituzione del tesoretto milionario da "girare" ad Unipol Banca e chiudere la questione piscine in un modo o nell'altro. I consiglieri di maggioranza hanno votato con 17 voti (Antonio Rossini ha fatto la differenza), 1 contrario Daniela Goldoni, e 11 astenuti (Menon, Milan, Bonvento, Chendi, Moretto, Businaro, Masin, Romeo, Gennaro, Borgato e Vernelli) la delibera che vede la variazione di bilancio di 29.182,40 euro da destinare all'avvocato Mauro Pizzigati per rappresentare e difendere il Comune nella causa di opposizione davanti al tribunale civile di Bologna contro il decreto ingiuntivo di Unipol banca e la variazione per appostare nell'avanzo libero 2017 1.136.421,04 euro per rimpinguare il fondo contenziosi e soccombenze che ora arriva a quasi 7 milioni di euro. In questo caso la minoranza è uscita e la delibera è stata votata con 17 voti, ovvero maggioranza e Antonio Rossini.

La manovra, divisa in due parti, è stata illustrata in aula dall'assessore Susanna Garbo: “Si tratta della destinazione di quota parte avanzo libero per opporsi al decreto ingiuntivo di Unipol Banca dove l'avvocato Ferruccio Lembo ha deciso di affiancarsi all'avvocato Mauro Pizzigati”.
Lembo ha spiegato le ragioni per le quali è stata chiesta la collaborazione: “ho ritenuto necessario di avere un collega che si occupasse di diritto fallimentare e che avesse competenza in diritto bancario”.

Poi la seconda variazione che riguarda la destinazione di 1.136.421,04 euro nel fondo rischi per dare via alla proposta di concordato che al momento è ancora tutta da sviluppare. Questi come ha spiegato la dirigente Nicoletta Cittadin si aggiungono all'1,4 milioni di euro per il lodo Baldetti ed i 5,2 milioni già accantonati negli anni.

“Io voglio sapere ora quanto pagheremo ora e quanto avremmo pagato se l'amministrazione non avesse rinviato le scelte” tuona Menon che punta il dito contro la giunta Avezzù che ha fatto partire tutto il project, “questa cosa è invotabile”.

“Qui non si tiene conto dei due contenziosi, ovvero del decreto ingiuntivo e del lodo Baldetti. L'amministrazione aveva in mano i termini per risolevre la questione e revocare la concessione. Ritirate la delibera e chiedete il commissariemnto dell'ente” aggiunge Vernelli che poi è uscito dall'aula assieme alla lista Menon, i consiglieri del Pd, Daniela Goldoni e Matteo Masin. In aula sono rimasti a votare la delibera i 16 consiglieri di maggioranza con l'aiuto, ancora una volta, di Antonio Rossini.
29 novembre 2018
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