ALLEGRIA DI NATALE ALL’EX OSPEDALE PSICHIATRICO ROVIGO Interviene il consigliere comunale Alberto Borella sulla vicenda delle autorizzazioni mancate all'associazione I luoghi dell'abbandono

Un precedente che non poteva essere tollerato

Confartigianato Polesine 11 dicembre 2018
L’intervento del consigliere comunale Alberto Borella, attento conoscitore dell’apparato normativo che regola mercati, manifestazioni ed eventi in città. A suo dire la volontà di ostacolare la due giorni di Natale al parco dell’ex ospedale psichiatrico c’è stata tutta. L’amministrazione comunale ha insistito nell’applicare norme che lei stessa non applica per manifestazioni di ben maggiore affluenza. Come mai? si chiede il consigliere comunale Borella


Rovigo - Ho visitato domenica mattina il parco dell’ex ospedale psichiatrico di Granzette, al quale sono particolarmente legato avendo abitato per molti anni a poche centinaia di metri in via Chiarugi, ed aver vissuto l’ultimo periodo di apertura di questa straordinaria struttura dall’importante valore storico, oltre che sociale, di cui esistono solo due copie esatte Rovigo e Trieste.
Ha rappresentato in passato un luogo di sofferenza per molte persone, e ancor oggi i vecchi padiglioni incutono ai visitatori un senso di malinconia difficile da spiegare. E’ importante dunque riconoscere l’enorme lavoro che la associazione “I luoghi dell’abbandono” ha fato in questo periodo, per ridare luce ad un luogo che per troppo tempo è stato dimenticato.

Ho letto degli incresciosi fatti accaduti recentemente dopo la riapertura del parco, oltre alle numerose critiche apparse sui social legate all’utilizzo sconsiderato del grande giardino. Non intendo giudicare nel merito grafiche utilizzate, piuttosto che altre scelte d’impiego del luogo; ritengo tuttavia che sia necessario distinguere con attenzione l’architettura, i padiglioni, i luoghi della sofferenza, dal parco dal suo utilizzo.
Uno spazio così importante, così vicino alla città, così intriso di storia, al limite della leggenda, meritava certamente una sua valorizzazione ed un suo impiego. Sono solo alcuni mesi in cui questa associazione, attraverso sacrifici enormi e l’impiego di volontari, sta lentamente riportando in vita un ambiente destinato all’oblio che non aveva alcuna possibilità di rinascere se non attraverso la volontà di questi ragazzi volenterosi.
Dopo aver parlato a lungo con i responsabili dell’associazione, il presidente Devis Vezzaro e la moglie Erika Vendramin, mi sono chiesto il motivo di tanta ostilità, ho pensato per quale inspiegabile ragione anziché trovare le ragioni e le motivazioni per aiutare questo gruppo di giovani, l’amministrazione, appellandosi alla L.R. 10/2001, quella famosa dei mercati, tanto per intenderci, e mai recepita dal Comune di Rovigo per quanto riguarda gli stessi mercati cittadini del martedì, giovedì e sabato, sia improvvisamente diventata scoglio insormontabile per “impedire” lo svolgimento di una festa natalizia al parco di Granzette.
Sembra infatti che non vi fosse stato alcun impedimento da parte della Polizia municipale durante la prima fase organizzativa della manifestazione; dopo le dichiarazioni dell’assessore al commercio Luigi Paulon, in cui si chiedeva la convenzione alla Ulss5 per lo svolgimento di un mercatino natalizio, la cui organizzazione non sarebbe stata possibile, sembra si sia scatenato l’inferno per impedire lo svolgimento di qualsiasi attività commerciale all’interno della struttura, per varie ragioni; in primis si considerava questa iniziativa come l’istituzione di un nuovo mercato; poi si temeva un afflusso superiore alle 2.500 persone contemporaneamente, adducendo la scusa delle nuove norme “safety e security”. ed altro ancora.
Insomma una serie di impedimenti e di paletti che evidentemente servivano ad impedire il corretto svolgimento di questa attività, e forse a portare a miti consigli i giovani volenterosi che ancora non conoscono a fondo la burocrazia rodigina e le sue regole.
Strano tuttavia che nel recente passato per altri casi ben più eclatanti, seppur oggetto di molteplici segnalazioni su mercatini in luoghi privati di ben altro prestigio, frequentati da molte persone non siano mai arrivati i controlli della Polizia municipale, impegnata in attività di altro spessore, sino al limite del superamento dei termini per le verifiche.
Strano anche che proprio nelle piazze rodigine, oggetto di grandi iniziative ed eventi con afflusso di pubblico dichiarato superiore alle 2.500 persone, siano in passato state presentate dichiarazioni per le attività svolte inferiori a 99 persone, così da evitare appositamente di incorrere nelle nuove norme safety e security, proprio quelle che oggi impediscono lo svolgimento delle iniziative al parco di Granzette.
Insomma quando esiste la volontà politica di assecondare una attività, i problemi si superano agevolmente; quando invece qualche nuova associazione disturba la “quiete” cittadina rompendo i delicati equilibri che regolano le iniziative della città, si deve applicare la norma rigorosamente e senza indugio; e sopratutto entro i termini.
A ciascuno la libera interpretazione.
Alberto Borella
3 dicembre 2018
Studio legale Fois 468x60




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