SANITA’ PROVINCIA ROVIGO La consigliere regionale Patrizia Bartelle interviene in merito al pensionamento di due medici di base in Alto Polesine 

"Altopolesani lottate per avere il vostro medico di famiglia"

DOMINA fuori tutto

Continua il massacro della sanità polesana per la consigliere regionale Patrizia Bartelle che invita i cittadini di alcuni comuni dell’Altopolesine a mobilitarsi affinché ottengano dei risultati sul pensionamento dei medici di base 



ROVIGO - “La mobilitazione dei cittadini è fondamentale per ottenere dei risultati concreti sul diritto di essere curati, almeno dal medico di base”. Esordisce così la consigliera regionale Patrizia Bartelle dopo aver letto sul blog dell’ospedale di Trecenta, le preoccupazioni riguardanti il futuro degli abitanti di alcuni comuni dell’Altopolesine, in seguito al prossimo pensionamento di due medici di base.

“A dimostrarlo la lotta fatta per mesi dai Corbolesi, quando andò in pensione il medico di base. Una vicenda che il sindaco gestì ponendo l’accento sull’aspetto politico, più che pretendere di far valere i diritti dei suoi cittadini”. 

“Non si fa carriera politica, - sposta il tiro sul direttore dell’Ulss Compostella, la consigliera - sul dimostrare quanto si è stati bravi come manager nel portare a casa gli obbiettivi, distruggendo scientificamente la sanità del territorio, per poi riproporla nel nuovo Pssr (Piano socio sanitario regionale) in maniera “creativa”, scomponendo le competenze dei medici di base, tra più soggetti. Dovrebbero saperlo anche gli amministratori locali. Il Polesine è stanco di chi, senza nessuna interazione con i territori ha applicato una legge regionale, quella dell’accorpamento delle Ulss, con tagli lineari che hanno interessato servizi medici ed amministrativi”.

“E che non si dia la colpa della mancanza dei medici alle chiusure periferiche. Molti probabilmente se ne sono andati ben prima che la mancanza di medici e gli aumenti di carichi di lavoro, diventasse l’emergenza attuale. E’ inaccettabile che il diritto alla salute, - conclude - riconosciuto e garantito dall’art.32 della costituzione quale diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività, sia costantemente sacrificato sull’altare dell’efficienza economica”. 

7 dicembre 2018
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