SERVIZI SOCIALI CRESPINO (ROVIGO) I sindacati di Cgil, Cisl e Uil puntano il dito contro l’amministrazione di Angela Zambelli inadempiente nella soluzione delle difficoltà dei dipendenti della casa di riposo 

Comune disinteressato, problemi scaricati sui lavoratori delle cooperative

Strenne in Piazza Natale 2018

Lavoratori pubblici della casa di riposo sono stati sostituiti da dipendenti di cooperative sociali con la conseguente perdita di diritti e di salario, senza contare i carichi di lavoro insostenibili, la sospensione delle ferie, continui cambiamenti dell’orario di lavoro e richiami in servizio dal riposo: è ciò che succede a Crespino e la denuncia arriva dai sindacati che attaccano l’amministrazione per non avere affrontato la questione 



CRESPINO (RO) - “In questi ultimi anni sempre più si è assistito ad una esternalizzazione dei servizi che prima erano gestiti dal pubblico, passando al privato. Questo spesso nella finalità di mantenere un servizio a fronte delle sempre più scarse risorse economiche attenendo il risultato che gli Enti pubblici, spesso attraverso il sistema perverso degli appalti sempre più al ribasso, hanno scaricato il problema gestionale ed economico sui lavoratori del privato, spesso soci dipendenti di cooperative sociali, ma non solo”. 

E’ la fotografia scattata dai sindacati di Cgil, Cisl e Uil di Rovigo che evidenziano come questa sia andata  in scena anche a Crespino dove nel tempo i lavoratori pubblici della casa di riposo sono stati sostituiti da dipendenti di cooperative sociali con la conseguente perdita di diritti e di salario. 

“Questa situazione, certamente non accettata di buon grado dal Sindacato, ha comunque retto il sistema. - affermo i rappresentanti delle tre sigle sindacali - Ma alla politica che scarica i problemi sul mondo del lavoro questo non è bastato e lo stiamo vedendo in tutta la sua drammaticità anche a Crespino dove le minori risorse, legate al solito problema delle impegnative non finanziate dalla Regione, si sta scaricando su chi ogni giorno vive, aiuta ed assiste le persone che, a giusto diritto, vengono a passare l’ultimo periodo della loro vita in questa struttura sperando di viverla in piena dignità”.

Cgil, Cisl e Uil fanno presente come un appalto che doveva durare sei mesi e che doveva sanare la situazione organizzativa, “come avvenuto attraverso un proficuo confronto tra sindacato e cooperative, si è protratto per altri due anni, scaricandosi economicamente sulle cooperative e perciò sui lavoratori delle stesse. Carichi di lavoro insostenibili, assenze sostituite con prolungamento d’orario e sospensione delle ferie, continui cambiamenti dell’orario di lavoro e richiami in servizio dal riposo. Fino a quando pensiamo possa durare? fino a quando possiamo sperare che si riesca a dare un servizio di qualità, come certificato dalle ispezioni ma solo frutto della grande professionalità e disponibilità dei Lavoratori?”. 

Il tema non pone però solo la questione organizzativa, ma anche gli aspetti economici: “A fine estate, dopo le segnalazioni avute dai lavoratori e dalle cooperative dei problemi organizzativi e delle difficoltà dovute all’inadempienza dell’amministrazione che ad oggi non ha ancora stilato il nuovo appalto, avevamo chiesto un incontro congiunto cooperative e comune di Crespino dove quest’ultimo ha trattato i temi organizzativi e di carichi di lavoro come dovuti ai soliti lavativi che fanno malattia, ma soprattutto nessuna risposta ai problemi economici con la reale possibilità che questo ricada sugli stipendi dei lavoratori. Un disinteresse che in questi giorni ne stiamo misurando gli effetti che si preannunciano non molto positivi per chi lavora e che rischiano di rovinare il Natale di molti”. 

7 dicembre 2018
Studio legale Fois 468x60




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