GESTIONE RIFIUTI PROVINCIA DI ROVIGO Fallita l’operazione del Consorzio Rsu Azienda speciale di conferire debiti e crediti al gestore provinciale del ciclo integrato in aumento di capitale

Consorzio ed Ecoambiente, tutto da rifare

DOMINA fuori tutto
Che l’operazione mancata di controllo di Ecoambiente tramite l’aumento di capitale da conferimento di parte dei beni consortili del Crsu (tranne i costi per 30 anni di gestione post mortem della discarica Taglietto 0) sia un tema scottante lo si capisce dal tentativo di strumentalizzare una delle sigle sindacali presenti in Ecoambiente che minaccia manifestazioni nei due comuni indipendenti di Salara e Pontecchio. La preoccupazione addotta dalla sigla in questione è un non senso. Cosa c'entra il conferimento in Ecoambiente con la prosecuzione dell'affidamento in house providing al gestore? Nulla. Basta che il Consiglio di bacino allunghi l’affidamento al 2050 e tutto è risolto... Il resto è mistificazione


ROVIGO - 48 comuni della Provincia hanno creduto all’urgenza espressa dall’amministratore unico dell’azienda speciale del Consorzio Rsu Pierluigi Tugnolo che è anche il commissario liquidatore delle funzioni regionali di Ente di bacino, Salara e Pontecchio no.

L’operazione che era stata prospettata sarebbe dovuta essere una assemblea straordinaria dei due soci di Ecoambiente, il Comune di Rovigo e l’Azienda speciale del Consorzio Rsu, per deliberare di fronte al notaio Domenico De Carlo un aumento di capitale da 9 milioni di euro che avrebbe legittimamente “rubato” a Rovigo la maggioranza assoluta di Ecoambiente.
Il Consorzio ne sarebbe uscito a quote ribaltate rispetto ad oggi dove Rovigo detiene oltre il 66% di Ecoambiente ed il Consorzio quasi il 34%, ovvero, se fosse riuscita l’assemblea straordinaria, il Consorzio sarebbe arrivato al 61,4% di proprietà e Rovigo al 38,6%.
Se l’aumento di capitale, con i valori proposti dal Consorzio Rsu fosse realmente andato a buon fine gli avrebbe consentito di nominare i 2 terzi del Cda, presidente compreso e controllare la società.

L’operazione, basata su numeri redatti da due professionisti che hanno asseverato le perizie di stima, oggi scadute, è stata bloccata dai comuni di Salara e Pontecchio Polesine che non hanno mai deliberato in qualità di soci, ovvero proprietari pro quota dei beni del Consorzio Rsu Azienda speciale, il conferimento in Ecoambiente.

La motivazione principale è che quei beni sono loro, non del Consorzio Rsu e quindi, prima, devono essere retrocessi ai legittimi proprietari, ovvero i Comuni, e poi, eventualmente, conferiti in Ecoambiente dai Comuni. Lo prevede infatti la norma regionale del Veneto.

Le perizie di stima sono scadute al 30 di ottobre 2018 ed i problemi sollevati dalle amministrazioni comunali hanno portato il Consorzio Rsu a rispondere a tutti i soci.

Una risposta ai quesiti sollevati, che evidenzia tutti i punti deboli del progetto di aumento di capitale, tra l’altro con numeri che non tornano all’amministrazione di Adria che ha sollevato anche la questione dei finanziamenti di Ecoambiente sui beni del Consorzio Rsu degli anni passati per la nuova discarica di Villadose Taglietto 1 e per il Tmb di Sarzano non tenuti apparentemente in conto dalle perizie.

Dalla risposta del Crsu si evince che relativamente al personale vi sarebbe un dirigente in Consorzio senza laurea magistrale di cui non si conosce quando e come lo sia diventato, ovvero tramite quale procedura ad evidenza pubblica.
Il personale poi conta di una unità assunta nel 2013 ovvero dopo l’avvio della procedura di liquidazione del Consorzio stesso che ora dovrebbe passare in Ecoambiente perché non utile al neo costituito, ma inattivo, Consiglio di bacino.
Proprio nel 2014 Pierluigi Tugnolo aveva redatto un piano di ricognizione del personale ed aveva deciso di trasferire 3 dipendenti ad Ecoambiente e 4 al Consiglio di bacino. Il perché del cambiamento non è stato espresso.

Per quanto riguarda le due discariche di Villadose Taglietto 1 e Taglietto 0 la situazione sarebbe la seguente.
Il trasferimento di proprietà di Taglietto 1 non comporterebbe il trasferimento del capping, ovvero la chiusura della vecchia T1, così come non si trasferisce la proprietà dei lavori di bonifica. Come si possa pensare di sottrarre i lavori di bonifica dalla proprietà della discarica non si capisce, così come non si capisce che fine farà il cespite lavori.

Relativamente alla discarica di Taglietto 0, di proprietà del Consorzio Rsu, non c’è chiarezza, tanto che alla lettura dei documenti sembra sia di proprietà della Daneco, fallita. Il trasferimento di proprietà di T0 non è previsto a favore di Ecoambiente in quanto avrebbe probabilmente azzerato i valori patrimoniali complessivi dell’operazione di aumento di capitale poiché al momento il Crsu è gravato dalla gestione post mortem trentennale in luogo di Daneco, ma senza l’accantonamento dei circa 6 milioni di euro che Daneco aveva ricevuto negli anni di conferimento dei rifiuti.
Del fatto che il Consorzio Rsu abbia la responsabilità di non aver richiesto il rinnovo della polizza fideiussoria per la gestione del post mortem trentennale non c’è traccia, così come della responsabilità della Provincia di Rovigo di aver accettato eguale polizza fideiussoria da una azienda, fallita anch’essa, non ammessa al rilascio di polizze verso la pubblica amministrazione, benché la Banca d’Italia avesse emanato nota al riguardo.

Quindi il post mortem di Taglietto 0, già pagato a Daneco fallita, lo pagheranno un'altra volta i cittadini in bolletta!
Questo scrive il Consorzio Rsu in risposta a tutti i Comuni che non potranno poi dire di non averlo sempre saputo e consapevolmente deliberato.
7 dicembre 2018
Studio legale Fois 468x60




Correlati:

Strenne in Piazza Natale 2018

La tua privacy per noi è importante!


Proseguendo nella navigazione acconsenti al trattamento dei dati essenziali per il funzionamento del servizio. Ti chiediamo inoltre il consenso per il trattamento esteso alla profilazione e per il trattamento tramite società terze.
Leggi di più Acconsento