PESCA PORTO TOLLE (ROVIGO) Il consiglio regionale ha votato il bilancio previsionale che prevede un modus operandi più efficace per la manutenzione e vivificazione delle lagune del Delta del Po

300mila euro per la pesca nel 2019

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Da oggi gli interventi delle Regione per le lagune del Delta del Po non saranno più spot o in emergenza ma programmati come richiesto da anni: sono stati infatti destinati in un apposito capitolo del bilancio regionale 300mila euro che serviranno per la manutenzione e vivificazione delle lagune



PORTO TOLLE (RO) - Un apposito capitolo del bilancio regionale per garantire adeguate risorse che consentano di affrontare costantemente e in modo organico il tema della vivificazione delle lagune del Delta del Po, per studiare i continui mutamenti di questi delicati ambienti e realizzare i relativi interventi.

È questa una delle novità del bilancio di previsione 2019 approvato martedì 12 dicembre dal consiglio regionale del Veneto, che l’assessore al territorio, Cristiano Corazzari, considera “una bella notizia per il Polesine, per la sua economia e per la sua tradizione”.

“Poter disporre di una dotazione finanziaria certa di 300 mila euro – sottolinea l’assessore – significa poter effettuare un costante monitoraggio dello stato delle lagune, ma anche rendere più snelli e sicuri i procedimenti per l’esecuzione di opere che si renderanno necessarie al fine di risolvere annosi problemi quali l’accesso attraverso le bocche di porto, il ricambio d’acqua, il livello di salinità, il proliferare di alghe che tolgono ossigeno a pesci e molluschi”. 

La Regione quindi abbandona le iniziative ‘a spot’, in emergenza, e procede con interventi strutturali e duraturi, utili e risolutivi per il comparto in quanto ora più che mai a bisogno di aiuti. Di questi ultimi tempi infatti i problemi principali sono stati la mancanza di una manutenzione e pulizia delle bocche di porto, ma soprattutto la vivificazione di cozze e vongole nelle lagune del Canarin e Barbamarco dove la striscia di terra che separa la laguna dal Po si è notevolmente assottigliata con il rischio di afflusso di acqua dolce (LEGGI ARTICOLO).

“La pesca e l’acquacultura sono tra le principali ricchezze economiche del territorio polesano e dei suoi ecosistemi – conclude Corazzari – e con questa decisione il Consiglio regionale ha aperto un nuova fase per proteggerli e valorizzarli”.

12 dicembre 2018
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