CULTURA ROVIGO Il presidente dell’Accademia dei Concordi Giovanni Boniolo racconta la sua verità in merito all’operazione di smaltimento di alcuni libri di Gian Antonio Cibotto ed altre pubblicazioni avvenuta a novembre 

“Solo uno sciocco in malafede può pensare che io butti al macero la cultura”

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L’ha definita una operazione certosina fatta con tutte le precauzioni del caso lo smaltimento di alcuni libri che Gian Antonio Cibotto ha donato all’Accademia dei Concordi, il presidente Giovanni Boniolo che ha deciso di chiudere una volta per tutte la vicenda che lo ha visto protagonista: “Non scendo in campo contro meschinità e bassezze”

ROVIGO - Ha deciso di chiudere una vicenda che tiene banco da mesi Giovanni Boniolo, presidente dell’Accademia dei Concordi di Rovigo, scrivendo una lunga lettera in merito alla pubblicità “anonima” sul caso libri portati al macero dall’Accademia dei Concordi (LEGGI ARTICOLO).

Boniolo che ricorda come abbia pubblicato circa 250 saggi a livello internazionale, circa 10 libri a nome suo e circa 10 curati oltre ad essere uno dei filosofi italiani con il maggior impatto internazionale, esordisce con una domanda: “Veramente qualcuno è così sciocco e in malafede da pensare che io possa mandare al macero libri con noncuranza e che voglia danneggiare la cultura? Mi sia consentito di sorridere per tale idiozia. Ma vorrei anche capire quali curricula hanno quei tre uomini e quella donna (i cui nomi sono ormai noti a tutti) che attaccano l’Accademia e la sua governance attuale. Di più, quale credibilità culturale o sociale italiana o internazionale hanno? Un fondo librario, come chiunque sia entrato in una biblioteca sa, è un insieme di volumi ordinati e classificati all’interno di un quadro concettuale ben preciso che il bibliotecario progetta e realizza. Quando viene dato a un’istituzione un grosso quantitativo di libri che non siano già strutturati come “fondo”, questo viene realizzato con grande e paziente lavoro che richiede tempo, personale e capacità”.

Il riferimento è relativo alla donazione di libri di GianAntonio Cibotto affinché fosse realizzato un “fondo specifico” dando “ampia delega a compiere tutti gli atti necessari” per la quale l’Accademia ha fatto “pulizia” mandando al macero alcuni suoi libri. Boniolo spiega come “il lavoro di raccolta dei suoi libri e di costruzione del fondo è stato eseguito dal personale della biblioteca Concordiana e alla sua morte tale progetto è stato portato avanti in continuo contatto con la curatrice testamentaria. Alla fine dell’esame di circa 40mila volumi (ognuno analizzato individualmente: si pensi all’enorme mole di lavoro) si è arrivati alla realizzazione del fondo strutturato in classi di interesse. Dei circa 40mila volumi, come è stato pubblicamente detto in occasione del convegno in memoria di Cibotto del maggio 2018, circa l’8-10% è stato ritenuto non inseribile nel fondo stesso per varie ragioni (doppioni, irrilevanza, incompletezza ecc.). Ovviamente – non occorrerebbe sottolinearlo – nessun elemento contenente note autografe o altri segni di Cibotto stesso o di corrispondenti è stato eliminato. Per altro nessuno dei tre uomini né la donna ora detrattori del lavoro svolto, furono presenti al convegno. Comunque, quanto svolto fu elogiato in modo esplicito dalla curatrice testamentaria e da coloro che erano presenti in quell’occasione pubblica”. 

Il fondo specifica Boniolo così strutturato è ora in corso di inventariazione “altro lavoro costoso, oltre che certosino e lunghissimo”, in modo da metterlo a disposizione dei cittadini quanto prima. “Alla fine del lavoro di classificazione sorse un problema - continua nel racconto - che fare del materiale non inserito nel fondo? Si pensò di donarlo ad altre realtà, ma da indicazioni esplicite tale via era preclusa, come pure quella della vendita, in quanto si voleva che solo il fondo strutturato fosse dato ai cittadini e che il materiale ritenuto non adeguato fosse smaltito. Si è quindi dovuto procedere in questo senso e visto che nel frattempo si era pure riordinata la biblioteca Concordiana e vi era del materiale non inventariato di scarto (calendari e altro non idoneo a essere catalogato) si è pensato di eliminare nello stesso tempo queste due parti” afferma il presidente dell’Accademia che inoltre ricorda come il regolamento adottato dalla Concordiana prevede che ogni donatore accetta che il materiale che dona sia vagliato per capire se abbia valore e se possa essere catalogato tenendo conto che l’Istituto ha “il diritto di selezionare le unità documentarie da acquisire all’interno della raccolta”. 

“A questo punto, mi chiedo: perché le bugie? Perché questo livore in malafede da parte di quei tre uomini e di quella donna contro l’Accademia che opera solo per il bene di Rovigo? Perché non parlare di ciò che l’Accademia è e sta facendo per la città? Personalmente non ho bisogno della visibilità dell’Accademia avendo avuto una vita serena e piena di soddisfazioni scientifiche e umane anche in giro per il mondo. Lavoro pro bono per l’Accademia, dedicando parte della mia vita, la mia competenza e le mie relazioni alla città. Ma sto perdendo tempo (e pazienza) per seguire le maldicenze o le offese gratuite. Ed è questo utile e saggio? Posso anche abbandonare tutto, senza alcun problema, e dedicarmi ad altro, ma farei felici quei tre uomini e quella donna che parlano senza essere, che parlano per mostrare a se stessi che esistono. Posso anche pensare alle vie legali, ma ha senso scendere legalmente in campo contro meschinità e bassezze? Perché dovrei accettare una lotta nel fango? Nel 2019 spero di organizzare un evento pubblico per portare a conoscenza lo stato di catalogazione del “fondo Cibotto”; spero pure di organizzare un seminario sul tema “Etica della comunicazione”. Spero, comunque, - conclude - che il 2019 porti consiglio a chi sta facendo dei danni alla città. Spero si ravvedano, almeno nell’oscurità della loro camera e nella solitudine della loro anima. Spero, speriamo”.


 
2 gennaio 2019
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