EPIFANIA BADIA POLESINE (ROVIGO) Domenica 6 gennaio si è tenuto il presepe vivente ed è arrivata come da tradizione la Befana e il falò 

Oltre 1000 persone al presepe vivente e al rituale del Brusavecia 

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Il falò della Vecia a Badia ha portato via tutte le feste domenica 6 gennaio dove si sono trovate in piazza ad assistere sia al presepe vivente che al brusavecia oltre 1000 persone

BADIA POLESINE (RO) - Domenica 6 gennaio a Badia Polesine si è consumato l’epilogo delle feste natalizie con la più schietta delle tradizioni italiane: “la Befana” in cui l’abbraccio fra il sacro ed il profano si riassume nel rituale “brusavecia” in cui i riti scaramantici delle tradizioni agrarie pagane in qualche modo si raccordano a quelli della religione cristiana. 

Nella tradizione medioevale, infatti, si dava molta importanza al periodo compreso tra il Natale e il 6 gennaio (la "Dodicesima notte")  che, dopo la seminagione nel rituale del falò, esprimeva le speranze e di aspettative per il raccolto futuro. Secondo la tradizione popolare il vento che trasporta il fumo e le “faive” del falò indicherebbe come sarà l’anno appena iniziato leggendo la direzione assunta, per cui se il garbìn, vento vorticoso con direzione sud-ovest, annuncia la pioggia, essenziale per preparare i campi al prossimo raccolto, il vento fùrlan, da nord-est, porterebbe tempo asciutto ed il terreno quindi arido produrrebbe scarse messi, come racconta una vecchia tiritera: “Se le faìve va al garbin parécia el caro pa ‘ndare al mulin. Se le faìve va a matina, tol su el saco e va a farina. Se le faìve va a sera, la poenta impiega la caliera”. 

Con il racconto dei Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù, in qualche modo riesumata nella dolce tradizione della “calza” per i bambini buoni, la tradizione recupera gli elementi folclorici pre-cristiani. Quest’anno, la rievocazione dell’epifania a Badia è puntualmente partita alle 16.30 dal parcheggio di San Teobaldo guidata dal parroco don Alex ed accompagnata da musiche e figuranti del gruppo teatrale il Mosaico di Rovigo nonché da diversi cittadini locali opportunamente acconciati e dall’immancabile cerimoniere Mario Baratella, concludendosi in piazza Vittorio Emanuele con il presepe vivente per poi lasciare la scena, nel piazzale Carlo Alberto Dalla Chiesa, al tradizionalissimo “brusavecia” con vin brulè a riscaldare gli animi delle oltre 1000 persone presenti con in prima fila il sindaco Giovanni Rossi e l’onorevole Antonietta Giacometti. 

L’iniziativa è stata promossa dalla parrocchia con il patrocinio del Comune e con la collaborazione di vari operatori fra i quali la Pro loco, l’associazione operatori economici badiesi, l’associazione Amici di San Teobaldo e l’associazione commercianti della piazzetta ha riscosso una buona presenza di pubblico rivelandosi un successo, nonostante il freddo pungente.
Ugo Mariano Brasioli
7 gennaio 2019
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