AMBIENTE PORTO VIRO (ROVIGO) Thomas Giacon evidenzia lo stato di degrado dello scolo Cavana diventato un paradiso di nutrie, zanzare e odori nauseanti

L'ex sindaco grida allo scandalo

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Giacon invita l’attuale amministrazione a riprendere in mano le azioni che lui aveva adottato per l’area, ovvero quello di realizzare un nuovo fossato a seguito di un esproprio bonario del terreno a Ovest

 
PORTO VIRO (Rovigo) - “Uno squallore a cielo aperto”. Così Thomas Giacon, ex sindaco di Porto Viro, oggi consigliere comunale di opposione definisce lo scolo Cavana, un fosso consorziale a cielo aperto, “probabilmente uno dei più importanti del nostro comune, che raccoglie e defluisce acque meteoriche e di falda in una zona molto umida di Porto Viro, in particolare la zona residenziale di Borgo Mimose, ma non escludiamo anche buona parte di Taglio di Donada”.

Secondo Giacon in questi anni la situazione è degenerata, a causa della mancanza di manutenzione, “motivata dal consorzio di bonifica, per assoluto disinteressamento da parte dell’amministrazione comunale sulla situazione che si è creata. - afferma - Su segnalazione scritta dei residenti, stanchi di ritrovarsi in mezzo alle fogne ma soprattutto a confronto con nutrie e zanzare e odori nauseanti, nel 2015 la questione è stata affrontata per la prima volta cercando di optare e trovare una soluzione che possa rassicurare i residenti sia dal punto di vista urbanistico ma soprattutto dal punto di vista igenico-sanitario, oggi il problema è anche aggravato dal West Nile, attualmente mai preso in considerazione da questa Giunta, che vive di proclami”.

“Una soluzione pratica e immediata è già stata trovata tra il 2015 e il 2016, quando ero alla giuda dell’amministrazione, in accordo naturalmente con il consorzio di Bonifica. - spiega - L’accordo prevede che il comune, oggi inadempiente, si accollava, per conto dei residenti e dei proprietari una spesa per la realizzazione di un nuovo fossato a seguito di un esproprio bonario del terreno a Ovest. L’amministrazione è sicuramente cosciente e consapevole che ha una certa responsabilità, vista urbanistica che di sviluppo territoriale oltre che di controllo della sanità pubblica, quindi non può continuare a fare l’indifferente, deve intervenire come si stava facendo nel 2016 prima della mia caduta, certo ci sono dei soldi da spendere e non pochi, ma il mezzo e la maniera era stata trovata, ed è tuttora attuabile”.

Giacon quindi invita l’attuale amministrazione a proporre interventi e soluzioni già concordati con gli enti preposti, “basta un minimo di saggezza e umiltà e una mano sul portafoglio, visto che oggi i soldi non mancano, per risolvere una questione della quale tanti cittadini ne saranno grati”.
9 gennaio 2019
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