RUGBY CONTINENTAL SHIELD Succede tutto nella ripresa, il coach della FemiCz Rovigo se la prende con Su’A del Petrarca Padova e viene espulso dal campo. Il tecnico si è scusato

Offese ed espulsione, Casellato chiede scusa

Petrarca Padova - FemiCz Rovigo: Casellato espulso dal campo
Petrarca Padova - FemiCz Rovigo
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Petrarca Padova - FemiCz Rovigo: il fallo di Su'A su Vian nel primo tempo. Per il direttore di gara era da cartellino giallo, ma c'erano gli estremi anche per un cartellino di colore diverso
Petrarca Padova - FemiCz Rovigo: Casellato espulso dal campo
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Il derby non è mai una partita come le altre, anche se si gioca per l’Europa. L’espulsione di Umberto Casellato farà discutere parecchio, una offesa interpretata a sfondo razziale nei confronti del neozelandese Jeremy Su’A mediano di mischia del Petrarca Padova. La protesta della panchina “tutta nera” e la segnalazione del quarto e quinto uomo hanno fatto il resto.
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PADOVA - Era un momento decisivo del derby d’Europa in Continental Shield, la FemiCz Rovigo sul campo del Petrarca Padova si stava giocando l’accesso alla finale, match poi vinto dai Bersaglieri 27-20. Nel secondo tempo Umberto Casellato ha perso la testa, probabilmente un fallo non visto e non punito dall’incerto arbitro Shota Tevzadze, che già nella prima frazione ne aveva combinate di tutti i colori. In primis non ha giudicato da cartellino rosso il fallo si Su’A ai danno di Vian, una presa al collo con braccio teso pericolosissima (unica sanzione un cartellino giallo). Se la reazione scomposta di qualche rossoblù è stata giustamente punita (giallo evitabile a Diego Antl), il metro di giudizio utilizzato nella circostanza va contro le direttive di World Rugby che mirano a tutelare l’incolumità dei giocatori.

Evidentemente Casellato non era sereno, nella ripresa si rivolge a Su’A con una offesa a sfondo razziale “nero di…” (anche se dal fronte Petrarca l’offesa comincia con “sporco…”. Lo sente tutta la panchina e anche il quarto e quinto, ovvero Andrea Spadoni di Padova e Riccardo Bonato di Rovigo. Immediata la segnalazione all’arbitro Shota Tevzadze e cartellino rosso diretto per il tecnico rossoblù.

C’è da dire che qui le interpretazioni sono molteplici, la maglia nera degli avversari, il coro dei tifosi “Neri m..” che intonano quando c’è il derby, ma forse questa volta è diverso.

“Il cartellino rosso che mi ha dato l’arbitro - ammette Umberto Casellato - è venuto dopo un tafferuglio a bordo campo e nella concitazione del momento ho rivolto a Su’A un insulto razzista per cui mi sono scusato con lui, con la squadra del Petrarca e la mia squadra. Mi dispiace per il mio comportamento, usare questo tipo di parole non fa parte del mio carattere e del mio essere”.

Un problema di nervi che si era evidenziato già in passato, una pressione che evidentemente il tecnico trevigiano fa fatica a gestire. Questa volta forse andrà verso una punizione della società di viale Alfieri, sotto il profilo dell’immagine è un fatto grave, anche se dettato dall’impulso del momento. Bene ha fatto Casellato a chiedere scusa, perchè il rugby non contempla episodi di questo tipo. “C’è stato un brutto fallo di Su’A su un nostro giocatore nostro per terra fuori dal campo e io mi sono lasciato andare, ma non posso fare cose del genere. Ho chiesto scusa alla squadra”.

Tornado al match vinto al Memo Geremia coach Casellato è lucido nell’analisi  “Ci siamo un po’ seduti sulla partita, siamo entrati nel loro ritmo basso e abbiamo dato il gioco a loro. Giochiamo ancora in maniera schematizzata e non voglio questo. Nel secondo tempo siamo riusciti un po’ a ritornare nel nostro gioco, e abbiamo creato difficoltà, ma sono stati bravi loro a cercare di rallentare un po’ tutto”.

Nella ripresa il campo di marcia, soprattuto in mischia chiusa, ma anche “I sostituti hanno fatto la differenza. Barion è entrato e ha fatto bene come Piva, ma tutti sono stati determinanti. Abbiamo la fortuna di avere una rosa abbastanza competitiva. Non c’è nessun campione siamo tutti di buon livello e andiamo avanti. Il nostro obiettivo è la coppa, per cui dobbiamo andare in Belgio a vincere che non è una cosa facile”.

Arbitraggio discutibile quello di Shota Tevzadze, lo evidenzia anche Casellato “Ci lamentiamo ogni domenica degli arbitri italiani, ma oggi avete avuto modo di vedere qual è il livello degli altri arbitri georgiani”. Sul braccio teso di Su’A nel primo tempo il tecnico dei rossoblù è chiaro  “E’ difficile capire se non hai il Tmo. E’ stata una dinamica brutta e pericolosa vista in diretta, al rallentatore lo sarà di più”.

Nella ripresa sul risultato di parità c’è stata la possibilità di andare per i pali, ma la scelta è stata di rischiare. “Il calcio di punizione da convertire di Chillon? non posso rimproverarlo. Io l’avrei piazzato o avrei chiesto la mischia”. Alla fine è andata bene, anzi benissimo. La FemiCz Rovigo ha rischiato ed ha vinto, una metamorfosi della squadra che sta cambiando pelle settimana dopo settimana. “Diciamo che non è facile trasmettere un’idea di gioco dall’oggi al domani e siamo ancora distanti dal rugby che vogliamo. Però stiamo lavorando, abbiamo una settimana dura, e poi abbiamo 4-5 partite terribili perché abbiamo la trasferta in Belgio, dopo abbiamo la Lazio, il Petrarca, poi il Mogliano, campo durissimo, e poi c’è il Reggio e poi la sosta”. 

Giorgio Achilli

 

 

 

12 gennaio 2019
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