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SERVIZIO IDRICO

Approvato il bilancio di Acquevenete: 30 milioni di euro per migliorare il servizio idrico in 108 comuni [VIDEO]

Assemblea dei soci riunita al Censer di Rovigo. Presentato anche il bilancio sociale: 65 milioni di euro il valore redistribuito agli stakeholder. Un milione di euro a sostegno degli utenti in difficoltà

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ROVIGO - Si è tenuta oggi pomeriggio, nella sala del Censer di Rovigo, l’assemblea dei soci di Acquevenete che ha approvato il bilancio consuntivo 2019. I sindaci hanno presenziato muniti di mascherina e rispettando tutte le prescrizioni di sicurezza anti Covid-19, a cominciare dal distanziamento, che è stato garantito per questa prima assemblea dopo la fine del lockdown. Molto ampia la partecipazione dei sindaci: 81 i soci presenti, di persona o con delega, pari al 76.38% delle azioni.

Al centro della seduta, l’approvazione del bilancio di esercizio 2019, che è stato varato all’unanimità. Un bilancio che riassume un anno di fortissimo impegno da parte di Acquevenete, il secondo dalla nascita della società.


"Siamo soddisfatti dei risultati che oggi abbiamo potuto presentare ai sindaci - sottolinea Piergiorgio Cortelazzo, presidente di Acquevenete - a cominciare dai circa 30 milioni di euro investimenti per nuove opere riconosciuti in tariffa nell’anno 2019. La nostra azione si è incentrata attorno a tre grandi obiettivi: proseguire il lavoro di efficientamento delle reti e degli impianti grazie agli investimenti, migliorare sotto diversi aspetti il servizio clienti e continuare a garantire la qualità della risorsa idrica".

Per quanto riguarda gli investimenti, nell’area nord, ricadente nell’ambito Bacchiglione, sono stati effettuati lavori per circa 14,5 milioni di euro, mentre 15,4 milioni sono stati investiti a sud nell’ambito Polesine. Tra le voci più significative, gli oltre 7 milioni di euro investiti nella zona nord per il rifacimento di condotte idriche vetuste e i 3,7 milioni di euro di interventi di manutenzione straordinaria eseguiti in area sud. La media degli investimenti è di 59 euro per ogni abitante del territorio servito.  Acquevenete, inoltre, è intervenuta come soggetto attuatore per alcuni lavori di ripristino dopo la tempesta Vaia in provincia di Belluno, chiamata dal commissario all’emergenza Luca Zaia, portando avanti lavori per oltre tre milioni di euro.


Nell’area clienti, l’azienda ha ormai portato a regime la fatturazione con quattro cicli in tutto il territorio (così da evitare bollette con tempistiche troppo lunghe e garantire una regolarità ai clienti): 969.696 le bollette emesse nell’anno 2019. Grazie all’aggiudicazione della relativa gara, sono stati installati 6.000 contatori di nuova generazione. Crescono gli accessi agli sportelli (+16% rispetto al 2018), ben 72.817 in totale, con la garanzia di 282 ore complessive di apertura settimanale nel territorio. Molto positiva anche la risposta degli utenti ai nuovi servizi digitali: a fine anno erano già quasi 13.000 gli iscritti a Sportello online o app Acquevenete.

Complessivamente, il bilancio 2019 di Acquevenete segna un valore della produzione pari a 87.921.240 euro, con costi per 82.917.255 euro. L’Ebitda (margine operativo lordo) è del 29,8%.

Non poteva mancare all’attenzione dell’assemblea dei soci il tema del supporto agli utenti in difficoltà, a seguito dell’emergenza Covid-19. Le misure già previste includono il bonus sociale idrico nazionale (125.000 euro per ciascuno dei due ambiti, Bacchiglione e Polesine), il bonus sociale idrico (120.000 euro per ambito, corrispondente all’ex fondo FoNi, oggi Op social), entrambi erogati dai comuni sulla base dell’Isee, e il bonus integrativo messo a disposizione dall’Ambito Bacchiglione, per 184.807 euro, da erogare con sconto in bolletta, sempre per le famiglie in difficoltà individuate dai comuni ma senza riferimento all’Isee (per far fronte alle emergenze emerse a seguito della crisi sanitaria). Ulteriori forme di sostegno agli utenti sono previste per il prossimo autunno, attivabili su richiesta da parte dei sindaci: Acquevenete è pronta a rispondere a fronte di ulteriori criticità che dovessero emergere dal territorio.

Sempre oggi è stata sottoposta agli azionisti anche la dichiarazione non finanziaria di Acquevenete, una versione più “evoluta” del classico Bilancio di sostenibilità. L’azienda è partita da un’analisi dei 17 Sustainable Developement Goals fissati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, identificandone 11 su cui l’azione di Acquevenete può incidere, con l’impegno a individuare aree prioritarie, target e azioni concrete per contribuire al loro raggiungimento. Si va dalla qualità dell’acqua, con una gestione sostenibile della risorsa idrica, all’efficienza energetica e agli investimenti per la resilienza di reti e impianti; da informazione e partecipazione per le comunità locali, alla sicurezza dei lavoratori, alle pratiche sostenibili nella gestione della supply chain.

Complessivamente, è di 65 milioni di euro il valore economico distribuito da Acquevenete agli stakeholder nel 2019, con importanti ricadute sul tessuto produttivo locale. Per quanto riguarda i costi operativi, dei circa 34 milioni di euro spesi nel 2019, il 54,4% è andato a fornitori con sede nella Regione Veneto. Anche per gli investimenti, su 21,6 milioni la metà è andata ad aziende del territorio veneto. Significativi anche gli effetti sull’occupazione: gli investimenti realizzati nel 2019 hanno avuto una ricaduta occupazionale stimata di 465 unità. Per il 2020, in base agli investimenti pianificati di 36,4 milioni di euro si prevede una ricaduta di 780 occupati.

Investimenti che si traducono anche in un miglioramento del servizio per gli utenti: le condotte sostituite nel 2019 sono state il 50% in più rispetto all’anno precedente. In particolare, nell’ambito Bacchiglione sono stati sostituiti 21,2 km di reti idriche, mentre nell’ambito Polesine sono stati 12,9 km.

Sul fronte della qualità dell’acqua, sono stati ben 5.500 i controlli eseguiti dal laboratorio Acquevenete nel 2019, +80% rispetto all’anno precedente. Analizzati in totale 170.000 parametri, sempre con l’obiettivo di garantire la sicurezza degli utenti. Buoni anche i parametri per la depurazione: solo il 7,9% dei fanghi prodotti deve finire in discarica, un parametro inferiore all’obiettivo del 15% fissato a livello nazionale.

Acquevenete gestisce 7.428 km di rete di acquedotto e 2.847 km di rete fognaria. Nel 2019 ha immesso in rete 61,5 milioni di metri cubi di acqua e 46,6 milioni di metri cubi sono usciti dai depuratori. La società serve un bacino di circa 515.000 abitanti in 108 Comuni delle province di Padova, Rovigo, Vicenza, Venezia e Verona.
Articolo di Martedì 16 Giugno 2020

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