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CSA ADRIA

I sindacati a Mori: Il Cda deve chiarire cosa vorrà fare alla fine del mandato del direttore Mauro Badiale [VIDEO]

Nella conferenza stampa di mercoledì 17 giugno presso la sede della Cgil di Adria (Rovigo) le tre sindacali hanno criticato aspramente le dichiarazioni del presidente del Csa di Adria (Rovigo) Simone Mori, specificando che il problema rimane Mauro Badiale

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ADRIA (Rovigo) - Continua la discussione tra le sigle sindacali, Cgil, Cisl e Uil e il Cda della casa di riposo di Adria. Infatti, dopo la conferenza stampa del presidente Simone Mori e del sindaco Omar Barbierato di sabato scorso (LEGGI ARTICOLO), sono Davide Benazzo (Cgil), Francesco Malin (Cisl) e Cristiano Maria Pavarin (Uil) che chiariscono la propria posizione e chiedono un confronto con il direttore Mauro Badiale. 



 

"Sappiamo bene che l'indennità di chiamata non è mai esistita a livello di contratto nazionale, ma è sempre stata pagata in campo sanitario, da sempre nella casa di riposo di Adria e il fatto di toglierla è stata una scelta unilaterale del direttore Mauro Badiale". Inizia così Davide Benazzo, che continua dicendo: "Non stiamo parlando di una questione economica, ma del fatto che il direttore continua a scegliere da solo senza mai confrontarsi con nessuno".

Specificando poi: "Noi non abbiamo chiesto al Cda di pagare 137.000 euro per mandare via Badiale, maallo stesso tempo vogliamo riflettere sul fatto che ad oggi i lavoratori, con i tagli che sono stati fatti, hanno perso ben più di 137.000 euro". "Abbiamo chiesto un cambio di rotta, ma ad oggi sembra che così non sia e al tempo stesso nella conferenza stampa di sabato scorso non ci è chiaro cosa il Cda voglia fare nel post Badiale, ossia alla fine del suo mandato nel dicembre 2022".

"Infatti si è parlato di sinergia e collaborazione con le case di riposo di Cavarzere e Papozze, dove continua a coordinare il servizio sempre Mauro Badiale e questo mi da ancora una volta da pensare se veramente questo Cda vuole cambiare o meno, visto che in questo momento non è chiaro". 

Attaccando poi il direttore Mauro Badiale e il vecchio Cda: "Si è deciso di risanare il bilancio diminuendo il costo del lavoro. Tagliando 20 posti di lavori. Si sono tagliate le ore assistenziali, e questo non va bene ed è proprio per questo che abbiamo sempre lottato dall'inizio del 2017, per i lavoratori e per i loro diritti". 

Successivamente è Francesco Malin della Cisl che commenta: "Il disagio non è del sindacato, ma dei lavoratori che ci hanno espresso nell’assemblea della settimana scorsa i loro continui problemi. Abbiamo il dovere morale di dare voce a tutto questo. Abbiamo fatto 4 - 5 richieste d’incontro con il direttore, ma non ci ha mai risposto".  

"Ha ragione il sindaco e il presidente sugli standard vecchi, ma perchè non andiamo insieme in regione a far sentire la nostra voce? Abbiamo chiesto noi di aprire il tavolo e per questo discuteremo con il Cda e anche con il direttore". 

Infine ha preso la parola Cristiano Maria Pavarin della Uil: "Bisogna fare chiarezza sui ruoli. Cda deve fare da indirizzo per l’ente. Se effettivamente ci sono 30.000 euro di perdite mensili al Csa allora bisogna fare la voce grossa in Ulss e far capire cosa si vuole fare. Non ho ancora fatto un incontro con il direttore Badiale da novembre e penso che per questo sia una situazione veramente gravissima". "Noi non siamo dei commercianti che chiudono i conti a fine giornata ed eliminano il superfluo, ossia i lavoratori se non ci stanno dentro con il bilancio, noi siamo un ente pubblico e dobbiamo garantire dei servizi". 

Articolo di Mercoledì 17 Giugno 2020

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