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OPPOSIZIONE ADRIA

Cavallari: Serve coraggio sul tema casa di riposo

Il capogruppo in consiglio comunale ad Adria Lamberto Cavallari sul Csa di Adria (Rovigo) e l'assenza di concretezza del sindaco Omar Barbierato nel prendere le decisioni giuste. Le promesse fatte non sono state mantenute

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ADRIA (Rovigo) - Visione diversa per Lamberto Cavallari rispetto a quella assunta in conferenza stampa dal sindaco Omar Barbierato e dal presidente del Csa di Adria, la locale casa di riposo, Simone Mori (LEGGI ARTICOLO) che di fatto ha deluso tutte le aspettative, dei lavoratori, dei sindacati, dei famigliari degli ospiti, probabilmente della stessa maggioranza garantita da Bonato, presidente delle tre liste a sostegno del sindaco Barbierato.

“Con linguaggio complicato il sindaco e il presidente ci hanno detto che i dipendenti non potranno ricevere premi di produzione: già questo ha fatto comprensibilmente arrabbiare i lavoratori, i sindacati, ma anche i familiari, da sempre vicini e solidali con gli operatori. Sindaco e presidente poi ci hanno detto che il direttore Badiale non può essere rimosso dal suo incarico per una fantomatica penale da pagare, altra notizia che ha fatto arrabbiare lavoratori, sindacati e familiari".

Aggiungendo: "Su questo crediamo sia giunto il momento di fare il punto una volta per tutte: sono trascorsi due anni dalle promesse del sindaco in campagna elettorale, da quando affermava che avrebbe aperto la casa di riposo come una scatola di sardine. Il tempo è galantuomo e dimostra oggi come la realtà sia ben diversa da come ci era stata presentata".

"Consapevoli della complessità della situazione, a suo tempo non abbiamo fatto promesse, abbiamo detto che avremmo dovuto prima vedere come era davvero la situazione e poi avremmo valutato il da farsi.

"Per questo, abbiamo nominato un tecnico in Cda che oggi ci dice che ci sarebbero gli estremi per procedere all’allontanamento del direttore".

Proseguendo: "Non entro nelle competenze tecnico amministrative del direttore, ma dico con chiarezza che non rappresenta il modello di direttore che noi ci aspettiamo per governare una realtà come la Casa di Riposo: ci aspettiamo un direttore che sappia riappacificare le parti, discutere con sindacati, lavoratori e familiari, ma soprattutto sia in sintonia con il Cda, quella sintonia che oggi non c’è".

Concludendo: "Spiace che oggi il sindaco sembri legittimare quella che è stata l’azione dei Cda precedenti gettando un’ombra di inutilità anche sulle ore dedicate a discutere questi temi anche in consiglio comunale, quando tutti concordavamo nella necessità di trovare una via per cambiare lo stato delle cose in Csa".

"Per noi la questione Badiale è tuttora aperta, deve essere affrontata con coraggio e in modo importante: non può essere una convenzione, che potrebbe anche contenere delle clausole capestro, quella che ci impedisce di far tornare la normalità e la serenità in casa di riposo, quella normalità e quella serenità che da troppo ormai mancano".
Articolo di Venerdì 19 Giugno 2020

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